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Scritto Venerdì 29 marzo 2019 alle 18:06

Reddito di cittadinanza e quota 100 ora sono realtà. Soddisfazione del sen. Faggi

Con 150 voti a favore, 107 contrari e 7 astenuti il senato ha approvato la conversione in legge del decreto-legge n.4 del 28 gennaio 2019, recante disposizioni in materia di reddito di cittadinanza e pensioni.


Abbiamo chiesto alla senatrice lecchese dottoressa Antonella Faggi come il testo è stato licenziato e quali modifiche o correttivi siano stati apportati.


Dottoressa Faggi, siamo arrivati alla fine di un iter su un provvedimento per il Governo si è speso molto, credendoci sino alla fine e ottemperando agli impegni presi. Siete soddisfatti?
Stiamo parlando di provvedimenti che andranno ad aiutare i lavoratori, favoriranno le imprese e il ricambio generazionale infondendo fiducia e nuove risorse e dando impulso per far ripartire tanti settori. Quindi non possiamo che dirci soddisfatti.


Partiamo dal lavoro. La Lega ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale di scardinare la legge Fornero. Come si sente di commentare in proposito?
Non potremo mai dimenticare il provvedimento del dicembre 2011 che il Governo Monti chiamò salva Italia. Da quel momento si aprì la piaga sociale degli esodati che bloccò completamente il ricambio generazionale, pugnalando migliaia di lavoratori italiani, in maniera subdola e ingiusta e facendo cassa sulla pelle dei pensionati e di chi si apprestava ad esserlo. Quanto messo in campo oggi si è reso necessario alla luce di tali devastanti conseguenze sul mercato del lavoro e sulla disoccupazione giovanile. Negli ultimi anni si è allungata l'età pensionabile per adeguarla alla speranza di vita con il risultato di un numero sempre più elevato di lavoratori da tempo in età pensionabile ma impossibilitati a diventarlo nei fatti.


Matteo Salvini e Roberto Calderoli
Sono state introdotte delle modifiche rispetto a quanto uscito in origine dall'assemblea?
Sono state aggiunte delle tutele per le famiglie con figli minori e disabili; sono aumentati i casi di sospensione o perdita definitiva del reddito di cittadinanza per chi commette taluni reati e subisce fattispecie di condanne penali; è stato soppresso il limite di quarantacinque anni per poter riscattare gli anni di laurea.


Quota 100. Ci riassume cosa dice il testo definitivo?
Si tratta di una facoltà, sperimentale e per tre annualità, concessa ai lavoratori di andare in pensione con 68 anni di anzianità e 32 di contributi. Per chi lavora nel privato e ha raggiunto i requisiti al 31 dicembre 2018 la pensione sarà già "disponibile" dal primo aprile, altrimenti la finestra sarà trimestrale. I lavoratori della pubblica amministrazione avranno invece finestre semestrali, con preavviso di altri sei e la prima data utile sarà il 1° agosto.


Avete detto che anche le imprese beneficeranno di questi provvedimenti in materia lavorativa. Ce li può spiegare?
Le aziende in difficoltà o con personale in esubero avranno l'opportunità di utilizzare i fondi di solidarietà di settore per consentire l'uscita con tre anni di anticipo rispetto a quota 100. Sarà il fondo ad occuparsi di pagare l'anticipo pensionistico fino al raggiungimento dei requisiti per la quota 100. E le imprese non dovranno pagare anche i contributi per gli anni che mancano al lavoratore per arrivare alla pensione.


Non c'è il rischio dei soliti approfittatori?
Abbiamo previsto un incremento del personale che sarà preposto alle verifiche e ai controlli su coloro che richiederanno il reddito di cittadinanza. Si tratta di una misura innovativa di lotta alla povertà, alle disuguaglianze e alla esclusione sociale, finalizzata alla ricerca attiva del lavoro. Per questi motivi l'attenzione sarà altissima affinchè gli sforzi fatti non vengano vanificati da chi pensa di poter agire nell'illegalità. Sono stati approvati diversi emendamenti per evitare che ci siano soggetti tentati dal dichiarare il falso confidando magari sull'impossibilità dei proposti al controllo di verificare la veridicità di talune dichiarazioni.
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