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Scritto Martedì 26 marzo 2019 alle 16:01

Siccità, caldo precoce e l’incognita di un ritorno del freddo. Per le aziende agricole tanti i fattori che insidiano i prodotti

Non è un gran bel periodo per le aziende agricole lecchesi, ma d'altronde con il clima ''che corre'' trovare un'annata perfetta è ormai più unico che raro. Nei primi mesi di quest'anno ci si è messa la siccità a portare incertezza nel lavoro di chi dello stare all'aria aperta, nei campi o nelle stalle, ha fatto uno stile di vita oltre che una professione.

Tutti i titolari delle attività contattate, per quanto ognuno abbia delle necessità diverse a seconda dell'ambito in cui opera, convengono su una cosa, e cioè che il clima di questo periodo non è dalla loro parte. Non lo è né per chi alleva bestiame, perché il fieno se non lo trova nei suoi campi allora lo deve acquistare altrove, né per chi coltiva, perché poca acqua significa raccolto più scarno. ''Sarà un problema quando dovremo fare lo sfalcio dei prati, tra maggio e giugno'' ha commentato Sebastiano Frigerio, titolare dell'azienda agricola Canto di Lecco con una serie di allevamenti di bestiame a cui badare. ''Nella stalla ovviamente non ci manca un impianto idrico e il problema più grosso lo avrà chi fa semine e lavori con la terra. Se non avremo abbastanza fieno vorrà dire che dovremo comprarlo. E se non lo abbiamo noi non ce lo avranno nemmeno gli altri, e ciò significa che il prezzo sarà più alto. Tre i 16 e i 17 euro al quintale. Ci auguriamo soltanto che non faccia come l'anno scorso che ha incominciato a piovere quando si doveva iniziare a raccogliere. Nel nostro piccolo facciamo qualcosa per non inquinare, ma dovremmo iniziare a farlo tutti, altrimenti il clima cambierà sempre di più''.

Non è passato inosservato ai titolari delle attività agricole lecchesi, infatti, la primavera precoce caratterizzata da giornate piuttosto calde già a partire dalla metà di febbraio. ''Il problema ci riguarda soltanto in parte, ma ci riguarda'' ha commentato Francesca Fornarelli, titolare dell'azienda agricola di Villa Zita a Barzago. ''Noi principalmente alleviamo cavalli di una certa età, come se fossimo una sorta di ospizio. Con queste temperature naturalmente gli animali ne risentono a livello fisiologico. Fanno fatica, ma sopravvivono. Il problema lo avremo con la produzione di frutti di bosco, che è una parte dell'attività. Se le condizioni del meteo continuano così non so quanto riusciremo a raccogliere, e quindi a fatturare. Probabilmente ci sarà meno gelato ai mirtilli e alle more in giro, essendo le gelaterie i nostri principali clienti. Ciò che più spaventa, comunque, è la violenza che ha contraddistinto i fenomeno atmosferici più recenti''. Ancora una volta, dunque, ad agricoltori e allevatori non rimane che incrociare le dita e sperare in un tempo clemente nei prossimi mesi, scongiurando soprattutto i nubifragi. ''Usciamo da un inverno molto secco, dove le precipitazioni sono state ben poche, e quando ha piovuto lo ha fatto col manifestarsi delle cosiddette bombe d'acqua'' ha commentato Francesca Biffi dell'omonima azienda agricola di Galbiate. ''Ci saranno problemi con il fieno, probabilmente, avendo un allevamento di vacche da latte che devo portare al pascolo. Avremo comunque meno ricadute di attività ortofrutticole o delle apicolture''.

Con la natura che quest'anno si è risvegliata anzitempo, non ci si attende una produzione particolarmente buona nemmeno per le aziende agricole che allevano le api. Vincenzo Ravasi, titolare dell'omonima apicoltura con sede a Merate, si è tuttavia detto fiducioso partendo dall'ottima salute di cui godono le famiglie negli alveari. ''Quest'anno stanno veramente bene'' ha commentato. ''Certo, la siccità e il caldo precoce non favoriscono il lavoro dato che le piante non stanno dando una grande quantità di nettare. Ce ne stiamo accorgendo sul ciliegio, dove stiamo operando in questi giorni. Che le famiglie siano molto popolate è un aspetto positivo. Pagheremo un po' la siccità, ma aspettiamo che fiorisca la robinia per dirlo. Si tratta del prodotto su cui puntiamo di più, e quando ci sono inverni così secchi e senza nevicate non sono mai annate grandissime''. Rimangono un'incognita anche le produzioni vinicole. Secondo Lorenzo Limonta, titolare dell'omonima cascina di Montevecchia, i problemi, se ci saranno, si vedranno nel medio e lungo termine. ''Al momento è difficile capire quale sarà l'incidenza della siccità'' ha commentato. ''Ovviamente sia con le viti che con le fragole, ad esempio, in una situazione siccitosa a risentirne è il frutto. Ora non possiamo stabilire che raccolto avremo. Ci auguriamo soltanto che non geli o che non faccia mezza giornata di pioggia e poi di vento, come in questi giorni''.

A.S.
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