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Scritto Martedì 26 marzo 2019 alle 12:43

Osnago: Brioschi con il nuovo disco cerca nuove sonorità. Intanto lavora con Morgan

La musica è la sua compagna fin da quando era bambino. Matteo Brioschi, in arte Matthew & the Crowd, ha iniziato a prendere le prime lezioni di batteria e poi chitarra quando aveva appena quattro, cinque anni. E con il padre Claudio maestro di musica non poteva che essere l'inizio. Si è avvicinato quindi al basso, al banjo, alle tastiere e all'armonica. Nel 2016 è uscito il suo primo disco, Roads, tutto in acustico. Da lì a poco sono cambiati i suoi ascolti, con una forte predilezione per l'elettronica. Ha iniziato a produrre brani di altri artisti seguendo questa sua nuova influenza, ma ormai da un anno è rintracciabile anche nelle sue canzoni l'ampio uso degli "aggeggi elettronici".



«Il pop elettronico, questo è il futuro - non ne ha dubbi Matteo - A livello tecnico si hanno delle potenzialità allucinanti, si può fare in pratica qualsiasi cosa e le possibilità di sperimentazione sono illimitate». Questa svolta artistica ha una data d'inizio per il suo pubblico: il 1° aprile 2018 con l'uscita del singolo Bloomed. È seguito ai primi di giugno Savior, mentre il 2019 si è aperto con A part of. Da appena una settimana, è sulle principali piattaforme online di musica anche My.Opia.



Quattro brani che rientreranno nel prossimo disco, che dovrebbe uscire a giugno. Sarà una sorta di concept album in cui ognuna delle undici canzoni rappresenterà un fiore e il suo significato. Il risultato sarà un bouquet dal quale ognuno potrà cogliere l'elemento che più lo aggrada. Parlando dell'ultimo brano, riconosce: «Rappresenta l'anemone. Ho cercato di riprodurre una ripetitività che ti fa sembrare di non poter uscire da un luogo alienante in cui sei finito. My.Opia è il risveglio da questo incantesimo onirico».



Il disco lo sta producendo passo dopo passo nella taverna di casa sua ad Osnago, in zona Orane. Sintetizzatori in stile anni Ottanta per un effetto rétro, tastiere «che non suonano come tastiere», "chitarrine" «che non fanno le solite pennate, ma quattro o cinque note che servono per tenere un ritmo funk». E nella base finisce anche la sua voce resa irriconoscibile perché campionata e ritagliata per avere dei "suoni rotti". «Mi fisso molto sui particolari, lavoro molto sul mood del pezzo, che deve combaciare con il significato del testo - ci spiega il giovane artista osnaghese - Molti pensano ancora che nella musica elettronica faccia tutto il computer, ma non è così. Bisogna avere conoscenza di come funzionano fisicamente gli strumenti che si usano, oltre ai software da un punto di vista tecnico».



Sembra avere le idee chiare sul proprio percorso artistico, sulla scena nazionale ed internazionale a cui confessa di mirare. Nel 2018 i brani sotto il nome di Matthew & the Crowd hanno fatto registrare su Spotify 12 mila visualizzazioni (per un totale di 55 mila minuti di riproduzioni) in 27 nazioni, con 6 mila fan. I testi - tutti scritti in inglese - sono in questa fase di produzione quasi accessori. È molto più concentrato sulla ricerca delle sonorità «per dare anima a ciò che è virtuale» ci racconta il ventitreenne osnaghese, studente allo Iulm in Arte, Design e Spettacolo.



Una musica visuale che già lo stimola ad immaginare i suoi show dal vivo che lo attendono per presentare il disco. Spettacoli intimi, con giochi di luce per dare riscontro al pubblico tra ciò che si sente e ciò che si vede. Sarà accompagnato dalla band che da un anno e mezzo fa parte del suo progetto musicale. Per le sessioni elettro-acustiche ridotte ci sarà infatti al basso e al sax Riccardo Andreoni. Il gruppo al completo è invece composto anche dal tastierista Mattia Ferrario e da Nicolò Selmi alla batteria.



L'ultimo periodo che sta vivendo è febbricitante non solo per la produzione del disco ancora in corso, ma anche e soprattutto perché sta seguendo fianco a fianco uno degli artisti musicali più eclettici in Italia. Da sette mesi lavora infatti con Morgan per organizzare insieme le trasferte, provvedere agli strumenti che serviranno e preparare il palco. Un'esperienza nata quasi per caso da un post lanciato dal nuovo giudice di The Voice of Italy sul proprio profilo social. Matteo ha colto l'occasione e si è candidato. E così è arrivato fino all'Ariston di Sanremo per il duetto tra Achille Lauro e Morgan appunto.


Una pausa di svago musicale durante il lavoro con Morgan
«È un'esperienza grandiosa che non mi sarei mai immaginato di fare. Morgan vive per la musica. È un po' lo Sgarbi della musica - racconta con un sorriso Matteo Brioschi - Ogni tanto gli chiedo qualche consiglio musicale. È sempre molto disponibile e mi dice cosa ne pensa». Idee da cui prendere ispirazione e che magari saranno di buono auspicio per il prossimo disco.
Marco Pessina
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