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Scritto Martedì 19 marzo 2019 alle 18:51

Ponte: la festa con il salame dolce ''divide''. Centinaia di adesioni, ma non del comitato

L'intento è quello di infrangere un record. L'ultimo salame al cioccolato ''più lungo del mondo'' era stato realizzato a Giugliano in Campania, città di 120mila abitanti in provincia di Napoli, nel novembre del 2017. I tranci messi in fila dagli abitanti avevano raggiunto una lunghezza complessiva di 88 metri. L'idea nata nelle ultime settimane a firma di Andrea Gaspari, noto scultore del legno di Paderno, è quella di eguagliare con un super salame al cioccolato la lunghezza del Ponte San Michele, e di farlo all'indomani della riapertura al transito per pedoni e ciclisti prevista nella mattinata di sabato 29 marzo. Centinaia le adesioni che l'iniziativa dell'artista padernese ha già raccolto, tra chi si è offerto di portare uno o più metri di salame. A frenare l'entusiasmo di un'iniziativa goliardica e certamente festosa, ci ha pensato il Comitato Ponte San Michele che sin dai primi giorni successivi alla chiusura della struttura secolare tra Paderno e Calusco si è speso, con i suoi rappresentanti, per fare luce sulle dinamiche non troppo chiare di una disposizione presa all'improvviso e all'insaputa di molti. Contrario a qualsiasi tipo di festeggiamento perché non c'è nulla da festeggiare e perché, come riportato in comunicato stampa diffuso nelle scorse ore, la riapertura del San Michele a bici e pedoni ''è una riapertura dovuta'' e non è altro che ''un primo e piccolo passo''.

Una riflessione dura e decisa di chi non si accontenterà finché il San Michele non tornerà completamente operativo, che tuttavia ha trovato il disappunto di Gaspari ha spiegato che il suo intento è stato frainteso. ''Ho saputo che c'è stata una contestazione da parte del Comitato'' ha spiegato Gaspari. ''Ciò che volevo innescare, però, non è semplicemente una festa. Portando tante persone il giorno dopo la riapertura del Ponte, il messaggio che deve passare è che c'è molta gente, nei due territori, che ci tiene ed è attenta alla questione''. Un modo originale, dunque, per dimostrare che su entrambe le sponde del'Adda la chiusura del Ponte ha lasciato il segno. Intanto, ad un paio di settimane dal 29 marzo, Gaspari ha ottenuto che la metà lecchese del salame si possa ''cucinare'' lungo via Airoldi. Resta in dubbio, al momento, il luogo in cui a Calusco sarà realizzata l'altra metà. Ci sono poi altre questioni più tecniche che stanno tenendo occupato il padernese ''papà'' dell'iniziativa. Organizzare una vendita benefica del dolce, di cui ve ne sarà in quantità ''industriale'', sta risultando troppo complicato e probabilmente non sarà fatto. I due salami, qualora raggiungeranno entrambi i 130 metri, non potranno essere sommati ma, secondo Gaspari, potranno ottenere un riconoscimento ''gemello'' della loro impresa, senza che uno prevalga sull'altro. Quel che è certo, è che non vi sarà il supporto di chi in questi mesi ha rappresentato il Comitato sorto per difendere i cittadini messi in difficoltà dalla chiusura del Ponte.

Di seguito riportiamo il comunicato integrale:
È vero, il 29 marzo il ponte riaprirà a pedoni e biciclette, ma noi del Comitato non ci troviamo alcun motivo per festeggiare, dato che le migliaia di persone che rappresentiamo stanno continuando a vivere in una situazione di disagio assoluto e di totale incertezza dovuta alla mancata risposta alle domande che stiamo ponendo da mesi ormai.

Il Comitato Ponte San Michele vuole sottolineare che quello che si compirà il 29 sarà solo un primo piccolo passo verso il miraggio ancora lontano di riappropriarci della nostra normalità.

Vogliamo sapere a nome di tutti i cittadini quando verranno effettuate delle prove di carico preventive al fine di decretare o meno la possibilità di concedere il transito anche ai motocicli, con i dovuti accorgimenti per la sicurezza viabilistica, ma soprattutto vogliamo avere risposte certe in merito alla mobilità alternativa che verrà garantita seduta stante dalla riapertura in poi, dato che è da gennaio che Amministrazioni e Regione Lombardia sono a conoscenza del periodo indicativo di riapertura del ponte a cicli e pedoni. La nostra proposta relativa alle biciclette elettriche è solo una delle tante proposte avanzate per usufruire al meglio e in tempi utili del milione e mezzo stanziato dal Ministero e a oggi ancora non destinato a nulla di concreto, sebbene i tempi stringano. Proposta che va peraltro nella stessa direzione di quella relativa alle navette da e per il ponte: andare in contro all’utenza danneggiata, cercando di sveltire le tempistiche di spostamento e attenuare i costi. Serve ripensare la viabilità e i parcheggi della zona limitrofa al ponte da entrambi i lati, attrezzare diversamente le stazioni garantendo sorveglianza per le biciclette e puntualità delle navette.

Tre mesi fa sul palco della manifestazione in molti facevano promesse per scendere in prima linea a chiedere sgravi economici indirizzati alle diverse fasce di popolazione che hanno visto un sostanziale incremento delle uscite a fine mese per le famiglie, un netto calo delle entrate per i commercianti o il continuo pagamento a fronte di un palese disservizio per i pendolari.

Ormai due mesi fa Gentile prometteva un cronoprogramma della seconda parte dei lavori aggiornato il prima possibile e l’apertura di tavoli tecnici seri ai quali far intervenire il Comitato e i suoi esperti di riferimento.

Ebbene, a distanza di tutte queste settimane non si sono ancora visti né aiuti economici sostanziali, né tavoli tecnici con la presenza di tutti gli interlocutori coinvolti a partire dall’Assessore a Infrastrutture e Trasporti di Regione Lombardia, Claudia Terzi, o programmi aggiornati con tanto di variazioni in itinere e previsione di prove di carico.

Siamo riconoscenti agli operai che si stanno dando da fare sul serio, ma siamo delusi dalle inadempienze che piovono da ogni parte e sempre a danno della popolazione locale. Siamo persone concrete e come tali vogliamo sempre andare al nocciolo delle questioni e di questioni aperte qui ce ne sono ancora tante. Non ci facciamo distrarre da festeggiamenti per qualcosa di dovuto (non dimentichiamo che il ponte è stato trascurato a lungo e la riapertura parziale non è una gentile concessione, ma un inizio di riparazione a errori commessi in passato e che ci hanno condotto dritti dritti alla situazione odierna), noi continuiamo a chiedere che si pensi sì al 29 marzo ma soprattutto ai giorni a seguire e non si stia con le mani in mano a perdere altro tempo prezioso.


Comitato Ponte San Michele


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