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Scritto Mercoledì 27 febbraio 2019 alle 18:37

Merate, Davide Cacciatori: dopo 45 anni ho fatto da solo per la prima volta il giro del lago. La mia disabilità non mi limita. La vita è bella, cerco di restituire agli altri ciò che ho ricevuto

Non c'è qualcuno che a Merate non conosca Davide Cacciatori.

Con la sua sedia a rotelle motorizzata scorrazza per la città a qualunque ora del giorno e con qualsiasi situazione meteorologica (neve e pioggia comprese), in comune è in forze alla segreteria, fa parte di diverse associazioni, suona nella banda, è impegnato in oratorio....insomma ha la giornata piena. La sua disabilità non è stata un ostacolo per poter vivere in pienezza, avere amici e una vita sociale attiva, sentirsi coinvolto in una comunità ed esserne parte attiva e raggiungere anche un certo grado di autonomia. Un dato, quest'ultimo, non semplice e che dipende anche da fattori esterni tra i quali la famiglia e il contesto in cui si vive.

Davide sulla passerella del lago


Nei giorni scorsi Davide, per la prima volta in 45 anni, è riuscito a fare da solo il giro completo del lago di Sartirana, percorrendo con la carrozzina il nuovo sentiero che circonda lo specchio lacustre e che ora è a portata di tutti, senza ostacoli o "dossi" che possano creare problemi alla sicurezza.


Cosa hai provato in quel momento?
E' stata una grande soddisfazione. Prima riuscivo a percorrere solo un tratto, arrivando sino alla biforcazione che conduce a Cassina. Dopo non era più possibile procedere con la carrozzina ma anche con un passeggino perchè la strada era sconnessa. Quando ho saputo del camminamento ho voluto sperimentarlo. Forse sono stato anche un po' incosciente ma ero talmente entusiasta all'idea che mi sono detto: io ci provo, al massimo torno indietro e se mi blocco chiamo qualcuno.


E' la prima incoscienza che fai? C'è stato qualche momento di puro "panico"?
Assolutamente no. L'estate scorsa sono andato fino al traghetto. Ho raggiunto il centro di Imbersago passando da Sabbione e poi sono sceso dalla strada. Avverto sempre i miei famigliari del percorso che voglio fare. Ma non mi fermo, non voglio limitarmi. Due settimane fa sono stato al funerale di Giusy Spezzaferri. Ho fatto il giro dall'osservatorio e sono arrivato fino alla chiesa. E' stata lunga ma ci sono arrivato. Ci sono stati anche momenti di paura. La carrozzina ha provato a fermarsi di colpo, perchè la batteria era andata completamente giù. Per fortuna in qual momento, ero nella zona del laghetto di San Rocco, è passato un mio amico che mi ha visto in difficoltà. Ha caricato sulla macchina la carrozzina mentre io ho chiamato mio papà per farmi venire a prendere.



Al traghetto di Imbersago

Merate è a misura di carrozzine o di passeggini?
Merate non è messa male da questo punto di vista. I negozi sono la difficoltà maggiore perchè hanno un gradino. Sono in pochi, pochissimi ad avere una rampa di accesso. Ci sono strade poi davvero pericolose come Via Manzoni dove è impossibile accedervi anche perchè il traffico è intenso e bisogna stare rasenti ai muri. A Peschiera del Garda, paese natale di mio papà, commercianti e Confcommercio si sono accordati e hanno realizzato uno scivolo in acciaio uguale per tutti e si può così entrare in ogni negozio. Tra l'altro essendo tutti uguali sono pure belli da vedere esteticamente. Basterebbe poco anche da noi. Le difficoltà non sono solo per chi è in carrozzella ma anche per chi ha un bastone o si muove con un deambulatore: un gradino rappresenta davvero un ostacolo. Alcune banche hanno lo scivolo, la mia ad esempio no. Devo chiamare e mi vengono ad aprire la porta di servizio dove posso accedervi senza problemi.


E in strada come ci si muove?
Il problema è la maleducazione delle persone. In Posta ad esempio io posso entrare senza problemi, ma problema è chi parcheggia sul marciapiede, impedendomi totalmente il passaggio. Così come sulle piste pedonali dove tanti fermano la macchina in sosta, magari per pochi minuti ma sufficienti per costringermi ad invadere la carreggiata per proseguire. I parcheggi riservati poi sono spesso occupati da vetture senza il contrassegno. Oppure davanti agli scivoli ci sono mezzi fermi così come attraversamenti pedonali che finiscono addosso a un marciapiede col gradino e non con lo scivolo. Una delle cose che più mi fanno arrabbiare sono i padroni maleducati dei cani che sporcano le strade. Mi è capitato di tornare a casa la sera con il buio e non accorgermi dello sporco. Così l'ho schiacciato e mio padre è dovuto stare parecchie ore e pulirmi le ruote della carrozzina.


La tua disabilità non ti ha impedito, come dicevamo, di fare tante cose...
Anzitutto devo ringraziare la mia famiglia che non mi ha mai chiuso in casa, anzi mi ha sempre spronato ad uscire, a inserirmi nei vari gruppi, a spostarmi. Ci sono tante possibilità per viaggiare in treno o in aereo con spazi riservati. Un mio desiderio era di andare in Australia per la giornata mondiale della gioventù e grazie ai ragazzi dell'Unitalsi è stato possibile. Eravamo solo in 8. C'erano dei rischi ma ci tenevo troppo e sono voluto andare comunque. A casa abbiamo anche comperato un Doblò che è estremamente comodo per spostarsi, caricando la carrozzina quindi quando esco con gli amici do loro la chiave e ci spostiamo con quello.


Tu sei il presidente della sezione meratese dell'Unitalsi, organizzate eventi e viaggi. Siete un bel gruppo. Sei impegnato in altre realtà?
Faccio parte della banda sociale meratese dove suono la tromba, dell'AVIS dove do una mano in segreteria, della Croce bianca dove una volta al mese sono in turno per la teleassistenza chiamando gli associati per scambiare qualche parola e vedere se è tutto ok, ho aiutato in oratorio per i compiti ai ragazzi. Mi sento in dovere. In passato ho ricevuto tante trasfusioni di sangue e sono stato aiutato. Mi sembra bello dare una mano a mia volta.

 


Hai mai chiesto un miracolo?
Non vado a Lourdes per chiedere di farmi camminare ma per darmi la forza di andare avanti.


La Fede ti è stata spesso di aiuto? Hai dubitato qualche volta?
Ho subìto quasi una trentina di interventi. Sono nato con la spina bifida e per me è sempre stato così, capisco chi camminava e per un incidente non può più. È più difficile da accettare. Due anni fa non riuscivo a uscire da un periodo difficile trascorso in ospedale. Allora dicevo a Dio: Senti un po', guarda anche da questa parte. Ma ci sei o non ci sei? La vita mi piace, è bella certo vorrei avere un po' più di autonomia ma la mia famiglia non mi ha fatto mai mancare nulla e mi ha sempre aiutato tantissimo.


Beh tu hai anche un certo senso dell'umorismo...
Sì, a volte sono io che spiazzo le persone con le mie battute. Dico spesso: dai su in gamba, mi raccomando. Alla fine sono gli altri che restano in imbarazzo, non io.


Al prossimo sindaco di Merate c'è qualcosa che vuoi suggerire?
Faccio spesso segnalazioni quando vedo qualcosa che non va. Merate tutto sommato non è messa male però si può ancora migliorare. E quindi chiederei di lavorare tanto su piccoli aspetti e accorgimenti che per noi fanno la differenza.
S.V.
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