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Scritto Sabato 16 aprile 2011 alle 18:05

Una riflessione sul lavoro

L'Italia è una repubblica democratica, FONDATA SUL LAVORO. (Costituzione italiana, Art 1) La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni. (Costituzione Italiana, Art.35) Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sè e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. (Costituzione italiana, Art. 36)   La Costituzione italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948, ha stabilito l'essenza della Repubblica italiana, i doveri e i diritti dei suoi cittadini. La Costituzione afferma come primo suo articolo, imprescindibile, che la Repubblica è fondata sul lavoro e che Essa tutela il lavoro e i lavoratori. Quindi, il primissimo compito della Repubblica è vigilare sul lavoro, affinchè sia offerto e retribuito adeguatamente secondo la Legge e non sia trasformato in sfruttamento. Nonostante ciò, ci sono stati momenti nella Storia della nostra Repubblica, in cui questi articoli della Costituzione sono stati dimenticati, evaporati dalla mente di molti, che li hanno costretti nelle catene dell'oblio. Allora ci sono state lotte, lotte dure, manifestazioni, morti, feriti e scontri aspri, perchè i diritti ritornassero al loro legittimo posto, cioè nei contratti dei lavoratori. Molti hanno lottato per tutti, anche per chi non se la sentiva o non lo riteneva affar suo, magari poi  beneficiandone anch'egli. Molti hanno lottato per tutti, per riabilitare diritti e ottenere diritti: richieste proporzionali alla nuova civiltà, celebrata nelle parole, attesa nei fatti, raggiunta con la lotta. Tuttavia, anche oggi, la tendenza all'oblio dei diritti ritorna, subdola, per disconoscere di nuovo quegli articoli della Costituzione e intanto fingendo di mantenere alto il rispetto della civiltà di cui si fregia. Allora, di nuovo, torna la lotta: così abbiamo visto operai e studenti davanti ai cancelli della Marcegaglia di Lomagna manifestare contro la differenza di salario tra chi viene assunto oggi e chi è stato assunto prima. E vediamo gli operai della Fomas di Osnago e di Cernusco lottare contro differenze di salario tra chi, nello stesso tempo, lavora nello stesso luogo.   Qualcuno potrà anche dire che la 14^ è oggi ormai un privilegio per pochi. E ha ragione! Centinaia di migliaia di precari non solo non percepiscono nemmeno la 13^, ma sono esclusi dai diritti basilari del lavoro: maternità, ferie, pausa pranzo! (Art 36 e 37 della Costituzione italiana) A questo punto, diventano necessarie e giuste la lotta e la manifestazione. A questo punto, il lavoratore senza diritti e il lavoratore con qualche diritto devono unire gli sforzi e lottare per avere tutti i diritti garantiti a ciascuno. A questo punto, non basta più proteggere solo se stessi, i propri beni, il proprio "orticello", perchè nell'oblio dei diritti vale la sentenza "ubi maior minor cessat": il piccolo perisce dove c'è il grande. E allora serve il sindacato, quello vero, quello che supporta i lavoratori e preserva i loro diritti lottando, NON scegliendo il male minore! Ogni lavoratore ha diritti e doveri: deve avere il diritto di poter scegliere il proprio percorso professionale con ogni garanzia per poter essere più utile al progresso della società e, come cittadino italiano che ottempera al dovere del lavoro, istituito dalla Costituzione, in cambio, insieme a tutti i suoi compagni di lavoro, DEVE pretendere dignità e salario adeguato, NON può accettare la sola promessa di qualsiasi salario a qualunque prezzo!
Al lavoratore non compete di farsi carico di responsabilità altrui, ricevendo solo vaghe promesse. Per questo, la politica deve fare la sua parte.
A giusto impegno, giusta ricompensa. E' il diritto del lavoro!
Francesca Sanna (Consigliere Comunale Lomagna) - Marco Nebuloni (Consigliere Comunale Osnago)
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