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Scritto Martedì 25 dicembre 2018 alle 16:53

Robbiate, il vicino di casa: persone schive, spesso c'erano liti. Lui non voleva che la madre venisse portata in un ricovero

Era una situazione delicata da tempo, a tratti burrascosa tanto che spesso i vicini di casa sentivano un parlottare agitato, anche delle urla e l'uomo, Marco Olginati classe 1953, capitava che nella notte scendesse in pigiama in cortile, avviasse l'auto e restasse lì, con il motore acceso.

Da qualche tempo poi le condizioni dell'anziana mamma, Luigia Mauri classe 1929, erano peggiorate, tanto da impedirle anche di deambulare. Tutti i giorni gli operatori delle cure domiciliari andavano nell'appartamento di Via Fermi 7 per prestarle assistenza. Ieri si erano lasciati con l'appuntamento per questa mattina. Troppo tardi, però, perchè la tragedia si era già consumata.

"Siamo stati chiamati dall'infermiera che veniva ogni giorno dalla signora" ha raccontato Antonio, un vicino di casa "nessuno rispondeva. Abbiamo provato anche noi a suonare il campanello, a telefonare, a picchiare i pugni sulla porta ma niente. Non rispondeva nessuno. Visto che la signora anziana non si muoveva e il figlio non usciva mai, ci siamo allarmati e abbiamo telefonato ai carabinieri. L'unica cosa strana che ho notato al mattino era la tapparella della camera dell'uomo rimasta per metà alzata con esposta una bottiglia". L'arrivo dei soccorsi e delle forze dell'ordine ha dato conferma ai sospetti e mentre per l'anziana ormai non c'era più nulla da fare per il figlio si è operato immediatamente per il trasporto urgente in ospedale a Lecco, a causa delle ferite autoinferte, nel tentativo estremo di togliersi la vita. "Abitavano qui da una decina d'anni, erano soli. C'era una parente che veniva ogni tanto ma poi sembra che non abbiano più voluto altre visite. Ricevevano il cibo a domicilio da un negozio qui del paese, non si muovevano mai. E anche lui ogni tanto lo si incrociava in cortile, dove scendeva per mettere in moto le sue autovetture. Ma poi basta. Non parlavano con nessuno, non ci avevano mai lasciato le chiavi di casa per un'eventuale emergenza. Sapevamo che l'anziana non stava bene perchè vedevamo le cure domiciliari arrivare ogni giorno e ci avevano detto che lui non aveva mai accettato la proposta di portare la mamma in ricovero per avere maggiore assistenza". 

Il maggiore Roberto De Paoli e il luogotenente Edonio Pecoraro al termine del sopralluogo nell'appartamento di Via Fermi

Insegnante in pensione, l'uomo si trova ora all'ospedale Manzoni di Lecco in gravi condizioni. In Via Fermi a Robbiate, oltre ai carabinieri della scientifica si è portato il medico legale e sono state allertate le onoranze funebri per il trasporto della salma della donna.
S.V.
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