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Scritto Giovedì 13 dicembre 2018 alle 15:40

Vasco Pensa, studente del Viganò, è un urban explorer che cattura l'attimo passato

Il suo habitat ideale sono gli edifici abbandonati, fatiscenti. Dalle ville che un tempo erano dimore di lusso, ai manicomi, alle fabbriche dismesse. Vasco Pensa, 17 anni, vive a Casatenovo, studia grafica e comunicazione all'Istituto Viganò di Merate ed è legato alla città di Cornate d'Adda, dove lo scorso weekend ha inaugurato la sua primissima mostra. Vasco è un "Urban Explorer", ovvero un esploratore urbano; gira l'Italia e l'Europa -accompagnato dalla famiglia, tra cui il nonno Walter Maggioni, presidente del Motoincontro Epoca di Cornate- alla ricerca di posti abbandonati in cui può esprimere la sua arte: la fotografia. La sua prima mostra, allestita presso l'Officina della Luce di via Circonvallazione nel weekend che ospita i mercatini di Natale a Cornate, prende proprio il nome dalla sua passione: "URB-EX", i luoghi un tempo pieni di vita, oggi abbandonati, pieni di polvere e pericoli, con una loro storia da raccontare.

Vasco con il Sindaco di Cornate Fabio Quadri


Il suo è un talento puro, genuino: le foto di Vasco non conoscono post-produzione. "Ho scelto tra più di 8000 fotografie" ci racconta il ragazzo, "ma non ho usato nessun programma di fotoritocco prima di stamparle, e solo alcune, su suggerimento del fotografo, le ho schiarite leggermente al centro. Molte di queste foto non sono nemmeno scattate in RAW (per chi non lo conoscesse, è un formato di memorizzazione "grezzo", come il vecchio negativo nella pellicola, ndr) perchè mi mancava lo spazio sufficiente per salvarle". Le sue immagini non conoscono nemmeno regole, Vasco studia la scena ma si lascia trasportare da quello che gli trasmette il suo occhio e l'emozione del momento: "spesso trascorro delle ore in questi posti e magari quando riguardo con calma a casa il risultato penso che avrei potuto stare più attento alla simmetria, a dare un taglio diverso alla foto" ci confida Vasco, "la verità è che, seppur autodidatta, ho voluto svolgere un corso di fotografia extrascolastico per apprendere le basi ma quando mi trovo in questi posti alla fine scatto sempre come mi viene al momento".

Lasciandosi guidare dal suo istinto, questo giovane talento rende posti disabitati, lasciati cadere in rovina, di una nuova ed unica bellezza. La presentazione della mostra, scritta dalla sua mamma -"anche lei è un'artista" ci dice sorridendo il ragazzo- lo descrive in questo modo: "L'esploratore urbano, URBan EXplorer... Strana, nuova affascinante figura. Moderno eroe romantico, ladro senza refurtiva, infrange per preservare e trafuga solo immagini, frammenti di una memoria polverosa e ovattata, schegge di storia e di vita che, inesorabile, il tempo va inghiottendo. Al limite del legittimo egli si infiltra in antiche magioni, negli imponenti scheletri di fabbriche dismesse, in immensi, silenti manicomi... e lì attende... Attende paziente che il luogo gli canti la sua storia. Nel surreale silenzio si aprono sipari su antiche memorie. I saloni dove danzò re Vittorio Emanuele, le cantine dove le SS brindarono spavalde... Distillerie brulicanti di operai e possenti macchinari ora rimbombanti di tragica staticità. Manicomi che gridano, strozzati dalla vegetazione, antiche sofferenze e storie di abuso e alienazione... L'Urban Explorer cammina piano... senza far rumore, senza turbare la quiete. Stupito come un bambino lascia fluire la narrazione. Osserva, ammaliato, l'immagine della storia antica che cerca di rianimare. Sotto le suole, solo il crepitio dei vetri infranti, davanti all'attonito sguardo polvere, luce e ragnatele compongono dipinti intensi, di infinita e tragica bellezza. Egli li cattura... li capisce... li afferra. Ruba quella scheggia di memoria prima dell'inesorabile crollo. Il tempo, inarrestabile, ingoia metodico, pian piano, ogni luogo... cancella testimonianze preziose, irrispettoso inghiotte documenti, marmi e stucchi, pregiati affreschi e arazzi. Don Chisciotte contro i mulini dell'oblio, l'Urban Explorer ruba dunque il suo frammento di storia, fissandolo sulla pellicola in quel prezioso istante che mai sarà uguale a se stesso... e ce lo dona. Rispettoso, non sfiora nulla e nulla altera. Nessuno saprà mai del suo passaggio. A tradirlo, solo i suoi passi impressi nella polvere."

Tra le fotografie esposte, Vasco ha anche voluto installare una vetrina in cui mostrare la collezione di macchine fotografiche a rullino del nonno Walter, il primo che gli ha trasmesso questa passione. Per coloro che si siano persi la sua mostra, in attesa di una prossima, alcune delle fotografie esposte a Cornate si trovano anche sulla pagina instagram di Vasco: @vascheddu.
Beatrice Frigerio
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