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Scritto Sabato 08 dicembre 2018 alle 22:56

Paderno: incontro sui vantaggi di ''Linkedin'' con un esperto

Incontro dedicato ai giovani e a chi cerca lavoro giovedì 6 dicembre a Cascina Maria. Gianluigi Bonanomi, giornalista professionista con vent’anni di esperienza nell’informazione sull’informatica e la rete, ha illustrato, nell’incontro organizzato dal vicesindaco Marinella Corno, e Claudio Stella, gli enormi vantaggi che, per cercare lavoro, può rappresentare l’iscrizione a Linkedin, network e newmedia specializzato.

Molte aziende cercano qui i futuri collaboratori, soprattutto tra i neo-laureati” ha sottolineato, spiegando cosa scrivere nelle schede ”Dovete spiegare cosa fate, entrando nei particolari. Dovete rendervi interessanti”.

Peccato che i giovani fossero davvero pochi. Per cercare di costruire un futuro migliore, ascoltare Bonanomi sarebbe servito moltissimo, a tutti.
“LinkedIn per laureati” sembra un ossimoro: due concetti che non stanno proprio insieme, come fuoco bagnato o tasse piacevoli. Invece non è così: per chiarire questo punto, e farci dare qualche dritta al riguardo, abbiamo intervistato un esperto di LinkedIn e un formatore sulla comunicazione digitale che ha alle spalle centinaia di ore di formazione e altrettanti profili LinkedIn revisionati. Anche di giovani e neolaureati.
Gianluigi Bonanomi, se LinkedIn è una sorta di CV online, come può un neolaureato senza storia lavorativa riempirlo di cose interessanti?
Anzitutto dovremmo chiarire un equivoco. LinkedIn non è un CV online: altrimenti lo confondiamo con Monster o InfoJobs: vade retro! È un social network, per fare rete, e un social media, per pubblicare e posizionarsi grazie ai contenuti. In pratica per spingere il personal branding grazie all’inbound marketing, se posso dire queste “parolacce”.
Di che cosa sta parlando?
Faccio un esempio, anzi due. Stai cenando in famiglia, squilla il telefono, numero sconosciuto: “Pronto, sono Mario di ChiamateMoleste Srl, la disturbo per chiederle quale operatore telefonico usa attualmente…”. La solita chiamata di uno sconosciuto per venderti qualcosa. Questo, in gergo marketing, si chiama “outbound marketing”, dove “outbound” sta per “in uscita”. In particolare queste chiamate sono definite “a freddo” perché il cliente non ha la più pallida idea di chi lo stia contattando né perché. Questo tipo di marketing, ancora in uso, non funziona praticamente più.
E l’inbound?
Immagina, invece, quest’altro scenario. Stai cenando in famiglia, mentre discuti con i genitori in merito alle prossime vacanze, nasce la discussione su dove andare in vacanza con il cane. Non ne hai la più pallida idea, allora lo cerchi con Google: “campeggi animali ammessi”. Spulci tra i risultati, trovi l’articolo di un blog che elenca e commenta le migliori soluzioni per famiglie con “amici”.
Il blog è di una catena di camping, trovi un modulo dove lasciare il contatto per essere contatto e ricevere un’offerta. Il giorno dopo ti chiama un addetto e ti dà tutte le informazioni che cercavi. Questo, in gergo marketing, è chiamato “inbound marketing” o “content marketing”. “Inbound” perché, al contrario di outbound, il contatto del cliente è “in entrata”, non più a freddo ma stavolta a caldo. “Content marketing” perché si sfruttano i contenuti per attirare i clienti.
Che cosa c’entrano inbound e outbound quando si parla di ricerca di lavoro e LinkedIn?
Una tecnica outbound è l’invio del curriculum a un responsabile del personale: pratica sempre più problematica. Non dico inutile, ma inefficace. Una tattica inbound è pubblicare un articolo su LinkedIn in modo da attirare l’attenzione del potenziale datore di lavoro, è ottimizzare il profilo con parole chiave che un recruiter potrebbe cercare.
Resta il fatto che un neolaureato non ha posizioni lavorative da segnalare…
Certo, ma può puntare su tante altre cose: esperienze all’estero, stage, tirocini, il progetto della tesi, lavori extra-scolastici, attività culturali e così via. Ma soprattutto dovrebbe mostrare interesse per il settore dove vuole lavorare, condividendo articoli o seguendo guru e aziende.
Altre dritte per giovani o neolaureati alle prese con LinkedIn?
Eccone tre. Completare il profilo, puntare sul percorso accademico (anche mettendo esami e votazioni) e pubblicare aggiornamenti di stato o articoli. Inoltre guardatevi bene dall’accettare lavori nell’outbound marketing…


(S.P.)
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