• Sei il visitatore n° 475.919.604
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Lunedì 03 dicembre 2018 alle 18:40

Olgiate: respinto il ricorso di Tipes al sequestro preventivo

Il "verdetto" è arrivato agli avvocati venerdì mattina. Il Tribunale del riesame di Lecco si è pronunciato con un rigetto sul ricorso presentato lo scorso lunedì 26 dagli avvocati di Angelo Panzeri -legale rappresentante di Tipes, storica società di autotrasporti con sede ad Olgiate- per un sequestro preventivo richiesto nei suoi confronti (sebbene il provvedimento non sia ancora stato operato), di circa 2 milioni e 700 mila euro, disposto dal Gip ad ottobre come da richiesta del Pubblico Ministero Paolo Del Grosso.
Lunedì gli avvocati Paolo Faini e Andrea Artusi, difensori di Panzeri, si erano battuti affinchè il collegio giudicante (composto dal presidente Enrico Manzi, a latere Martina Beggio e Maria Chiara Arrighi) si esprimesse positivamente sulla revoca del provvedimento - disposto per la contestazione dell'omesso versamento di IVA nell'anno 2015, ai sensi dell'articolo 10 ter del dlg 74/2000-

Cuore delle motivazioni elencate dai legali, la possibilità che il Pm avrebbe potuto rivalersi, come spesso affermato in Corte di Cassazione, sul patrimonio della società -all'epoca in concordato preventivo, ma non omologato- piuttosto che su quello del suo legale rappresentante, dato che i liquidatori avevano evidenziato la presenza di 5 milioni di euro in un conto societario e che nel concordato fosse indicato un capitale pari a 10 milioni di mobili e immobili.

Gli avvocati di Panzeri avevano sottolineato inoltre al collegio, riprendendo il settimo dei nove punti presentati con il ricorso, che la situazione della Tipes -che nel 2014 si era vista notificare cartelle esattoriali dal valore di 20 milioni di euro- era critica a tal punto da costringere il cda a mettere in liquidazione la società.

Di contro si è espresso il Pubblico Ministero Paolo Del Grosso precisando che, seppur legittimamente, le argomentazioni presentate dalla difesa in quella sede fossero state riproposte anche nelle precedenti due istanze (infatti, nei confronti di Angelo Panzeri erano stati disposti altri due sequestri preventivi: il primo a novembre dello scorso anno con ricorso e successivo accoglimento da parte del Tribunale del riesame ed un secondo, con rigetto del riesame ma con l'accoglimento, dopo ricorso, da parte della Corte di Cassazione), aveva quindi insistito per il mantenimento del sequestro.

In particolare la pubblica accusa aveva voluto sottolineare -riprendendo uno dei punti delle argomentazioni presentate al Tribunale dalla difesa, che evidenziava come il firmatario della dichiarazione non fosse il sig. Panzeri- che chi ha il potere di amministrare l'azienda è primo fra tutti il legale rappresentante, di conseguenza nessun altro poteva essere il responsabile dell'illecito se non il patron di Tipes.

Continuando sulla stessa linea il Pm, contestando le motivazioni presentate poco prima dalla difesa, aveva affermato che il reato era stato commesso da Angelo Panzeri, non dalla Tipes come società, obbligando quindi a disporre il sequestro preventivo non sul patrimonio della persona giuridica ma nei confronti del suo legale rappresentante.
"Attendiamo le motivazioni, che arriveranno nei prossimi 45 giorni” hanno commentato gli avvocati di Panzeri, all'esito del rigetto “Sulla base di quelle decideremo se ricorrere alla Cassazione, altrimenti aspettiamo il processo vero e proprio, che inizierà l'8 gennaio del nuovo anno".
B.F.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco