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Scritto Lunedì 11 aprile 2011 alle 14:19

Siamo al bivio! L'Ac Merate rischia di scomparire: Aondio e Spreafico gridano l'ultimatum: 'O ci aiutano o lasciamo tutto'

Roberto Spreafico e Riccardo Aondio
Non è una provocazione. E' da luglio del 2010 che lo dicono a voce più o meno alta. Ora i presidenti dell'Ac Merate urlano il loro ultimatum: “Siamo al bivio. Dopo 11 anni che siamo nel Merate non ne possiamo più. Qualcuno ci deve aiutare. Aspetteremo fino a Maggio, alla fine del campionato. Se nessun imprenditore vorrà entrare nella società, se nessuna squadra sarà disposta ad una fusione, compileremo l'ultimo libro contabile e consegneremo l'Ac Merate al Comune. Senza debiti, ci teniamo a sottolinearlo! Il nostro unico altro finanziatore è un pensionato di Milano che quando può ci consegna una busta con 1000 Euro. Non si può andare avanti così”. Grottesco.
Il titolare della IBE Etichette è convinto: lui e Riccardo Aondio stanno cercando aiuto ormai da molti mesi. “Noi vogliamo aprirci, ricevere aiuto, condividere il Merate. Il nostro più grande desiderio sarebbe quello di ricreare una sorta di circolo, come avveniva tanti anni fa. Riunioni, discussioni, una pizza insieme... Oggi nelle società bergamasche è così. Tanta gente che si ritrova con entusiasmo e dà una mano”.
Poi, Aondio e Spreafico allontanano una polemica che spesso li ha accompagnati: “Qualcuno pensa che la nostra sia una gestione famigliare del Merate, che vogliamo tenere tutto per noi. Ma non è affatto così! Quando c'era come presidente De Silva chiunque aiutava la squadra riceveva un piccolo compenso: ora non possiamo più permettercelo. E tutti se ne sono andati, tranne Mao Arlati, Andrea Origo e il signor Carlo, che ha più di 80 anni! Per tenere vivo il Merate abbiamo dovuto farci aiutare dalla famiglia: noi programmiamo le vacanze per il Merate; tutti i sabati e le domeniche invece di andare a spasso, veniamo qui. Se non apriamo noi il cancello dello stadio, non lo fa nessuno”. La frustrazione è tanta, ma è anche forte la volontà di trovare un aiuto.
Abbiamo accennato – non a caso – il nome di Roberto De Silva, ex patron gialloblu. Il presidente Roberto Spreafico non ha ancora digerito come è finita l'era De Silva: “Lui va ringraziato per tutto quello che ha fatto per il Merate. Non sono io che devo dire se le motivazioni per le quali ha lasciato la città siano giuste o sbagliate. Ma c'è una cosa che proprio non mi è andata giù: il modo con cui se n'è andato! Così, dalla sera alla mattina, senza lasciare un minino di anticipo. De Silva era un personaggio di spicco ed intorno a lui c'erano molte persone. Partito lui, sono partiti tutti. Io (Spreafico) e Riccardo Aondio, 4 anni fa, ci siamo ritrovati ad affrontare una decisione immediata. Per salvare il Merate abbiamo preso in mano la situazione. Ma ora non ce la facciamo più. Aspetteremo fino a maggio”.
Senza girarci attorno, l'Ac Merate rischia davvero di scomparire e il dispiacere dei due presidenti è tutto per i giovani, per i bambini ed i ragazzi del settore giovanile. Dove andrebbero a giocare? Spreafico e Aondio però sono risoluti, ed attenderanno un aiuto fino alla conclusione del torneo di Eccellenza.
Le strade per salvare la società gialloblu ci sono, e sono tre. Prima: un imprenditore che si sostituisca ad Aondio e Spreafico; seconda: uno o più soggetti che li affianchino. E questa è l'idea che più piace ai due: allargare la società ed il numero dei volontari. La terza via è quella della fusione con un'altra società; avventura tentata con l'Olginatese nell'estate del 2009, ma non andata a buon fine.
Il cronometro corre veloce. L'Ac Merate non può scomparire.
Alberto Giani
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