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Scritto Lunedì 22 ottobre 2018 alle 14:55

Merate: affittava appartamenti per vacanze non suoi. 59enne condannata dal giudice

Pensava di poter passare un mese intero di vacanze in un bel bilocale con giardino a Marina di Massa, in Toscana. Le foto dell'immobile erano state pubblicate sul sito di annunci "subito.it" e l'appartamento, per il mese di agosto del 2015, gli sarebbe costato 900 euro di affitto: di questi ne aveva prontamente versati 300 come caparra sul conto postepay della proprietaria nel febbraio di quell'anno. Ma quando l'uomo è giunto nel comune toscano per godersi il meritato riposo estivo si è accorto che era stato truffato: la signora con cui aveva parlato non era affatto la proprietaria dell'immobile e ha subito sporto denuncia. Le successive indagini hanno portato a Antonia Locatelli, meratese di 59 anni; la donna, come risultato da ulteriori accertamenti, aveva già tentato di truffare con lo stesso mezzo un altro uomo, pubblicando sempre sul medesimo sito di annunci nel novembre del 2014 le foto di un appartamento a Courmayeur, in affitto per 1200 euro dal 27 dicembre di quell'anno fino al 6 gennaio successivo, per trascorrere i festeggiamenti di capodanno nell'esclusiva località alle pendici del Monte Bianco. Tuttavia al momento del versamento della caparra (una richiesta di 450 euro), l'interessato, accorgendosi di incappare in una truffa, si era tirato indietro ed aveva denunciato il fatto alle Autorità.

A carico della meratese è scattata così l'accusa di truffa e truffa tentata ai sensi dell'articolo 640 e 56 del codice penale. Questa mattina a Lecco, nell'aula del giudice monocratico Maria Chiara Arrighi, il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto la condanna dell'imputata ad un anno di reclusione e al pagamento di 1000 euro di multa. Di diversa opinione invece è stata l'avvocato difensore Silvia Preziuso, che ha chiesto l'assoluzione della sua assistita per la particolare tenuità del fatto e in subordine la concessione delle attenuanti generiche, il minimo della pena e i benefici di legge concedibili. Ritiratasi in camera di consiglio, il giudice Maria Chiara Arrighi ha condannato la donna ad un anno di reclusione e al pagamento di 900 euro di multa.
Beatrice Frigerio
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