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Scritto Venerdì 19 ottobre 2018 alle 08:55

Paderno: livelli di inquinanti nell’aria come a Calusco. Ma il problema si chiama PM 2.5

Cercavano delle risposte gli amministratori di Paderno, sulla qualità dell'aria che si respira in paese e l'ARPA  gliele ha date avviando due fasi di monitoraggio, una estiva ed una invernale, attraverso una stazione mobile ''parcheggiata'' in via Cantù tra il 5 luglio e l'8 agosto del 2017 e tra il 16 dicembre dello stesso anno e il 27 gennaio del 2018. I dati raccolti, poi, sono stati intrecciati con quelli di una stazione identica, ma fissa, posizionata a Calusco. Il risultato, in buona sostanza, è che a Paderno si respira la stessa aria del vicino paese bergamasco.

La dottoressa Anna De Martini di Arpa con l'assessore all'ambiente di Paderno Valentino Casiraghi

Non solo, se paragonato ad un'area più vasta, compresa nel raggio di circa 20 chilometri, le difformità tra Paderno ed il territorio che lo circonda sono ben poche. O meglio, i problemi sono quelli di tutti e si chiamano ozono, in particolare, e polveri sottili. A spiegare tutto ciò, tabelle alla mano ed esperienza in fatto di sostanze inquinanti e monitoraggi dell'aria, è stata la dottoressa Anna De Martino di ARPA, cioè la persona che si è occupata personalmente di effettuare il monitoraggio su Paderno in seguito alla richiesta avanzata dai suoi amministratori.

Il sindaco di Calusco Michele Pellegrini

''E' stata un'iniziativa mia e del sindaco quella di richiedere una verifica sull'impatto inquinante vista la vicinanza con Calusco e, di conseguenza, col suo cementificio'' ha spiegato ad inizio serata l'assessore all'ambiente di Paderno, Valentino Casiraghi, introducendo la dottoressa De Martini al pubblico presente (tra cui anche il primo cittadino caluschese, Michele Pellegrini e Alessandro Origo di Verderio, Alessandro Origo). L'intervento della specialista è stato piuttosto chiaro sin dall'inizio.

 

Consapevole di trattare una materia non estremamente nota a tutti, ha innanzitutto provato a spiegare come si monitora la presenza di materiali inquinanti nell'aria. ''L'unità di misura viene definita come massa su un volume, molto semplicemente'' ha spiegato. ''Perciò vien da sé che in estate ho a disposizione un volume molto più grande che di inverno, quando le condizioni metereologiche sono tali che avviene una conversione termica, e abbiamo quindi come dei tappi nell'atmosfera dove gli inquinanti rimangono intrappolati in uno spazio più piccolo''.

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Proprio per questo, descrivendo il funzionamento delle stazioni fisse o mobili utilizzate dall'ARPA per i monitoraggi (sono circa un centinaio quelle attualmente dislocate in Lombardia), De Martini ha spiegato la necessità di avere in corrispondenza con esse anche una strumentazione meteorologica, per meglio comprendere l'andamento degli agenti inquinanti.

Concentrazioni massime orarie giornaliere e medie giornaliere per l’SO2 nella fase estiva della campagna

Concentrazioni massime orarie giornaliere e medie giornaliere per l’SO2 nella fase invernale della campagna

Il lavoro di ARPA su Paderno, poi, è servito anche a mettere in relazione questi dati con la presenza di Italcementi, ma sostanzialmente nessuna anomalia è stata registrata. Se non, appunto, le stesse che si rilevano, altrove di più e altrove meno, in tutto il territorio circostante. La dottoressa De Martini ha elencato, agente per agente, cosa è stato rilevato dalla stazione mobile posizionata in via Cantù. Di SO2 (biossido di zolfo) non si sono osservati valori superiori al limite, anzi, ''tra Paderno e Calusco i valori sono attaccati allo zero''. La concentrazione di NO2 (biossido di azoto), a Paderno e Calusco, è sempre inferiore al livello massimo ma, ha spiegato l'esperta, ''si sono registrati innalzamenti in periodo invernale''. Più volte, durante il suo intervento, la dottoressa De Martini ha spiegato che la stazione fissa di Calusco si può benissimo prendere in considerazione per capire che livello di inquinamento c'è nell'aria di Paderno. Il monossido di carbonio ''non rappresenta più un problema ovunque da quando si è passati alle marmitte catalitiche''. Anche di inverno si sono registrati valori veramente bassi. Il vero problema per si è confermato il PM 2.5 (polveri sottili). ''Le sue sorgenti sono il traffico di mezzi pesanti, la combustione da legna e le attività industriali''.

Giorno tipo per l’NO2 nelle due fasi della campagna

De Martini ha parlato di una situazione piuttosto ''felice'' in estate (per il motivo sopra espresso) e ''poco felici'' in inverno. A preoccupare, poi, ci sono anche i livelli di ozono, rilevati sia a Paderno che a Calusco con valori elevati. ''I dati sui due Comuni si sovrappongono anche in questi casi''. Ciò è dovuto principalmente alla posizione dei due paesi, piuttosto a Nord e piuttosto vicini alle Alpi. L'esperta ha infatti spiegato che la presenza delle montagne ostacola i forti venti che potrebbero eliminare il problema dell'accumulo del PM2.5 e dell'ozono. Un problema non tanto di Paderno e Calusco, ma di tutto il lecchese.

Per leggere la relazione del monitoraggio, CLICCA QUI
A.S.
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