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Scritto Giovedì 04 ottobre 2018 alle 12:06

Furti di ottone in Piemonte-Lombardia, in manette anche tre soggetti di Calolzio e Olgiate

Ha coinvolto anche il territorio lecchese l'indagine Mariner 1 condotta dai carabinieri del comando provinciale di Verbania, che ha consentito di sgominare due bande dedite al furto e alla ricettazione dell'ottone.
Tredici le ordinanze di custodia cautelare in carcere per i reati - contestati a vario titolo - di associazione a delinquere, trasferimento fraudolento di valori, furto e ricettazione eseguite l'altra mattina dai militari di Lecco, Varese, Milano e Bergamo per un totale di 90 uomini e 30 mezzi coinvolti.

Un'immagine della conferenza stampa dei carabinieri di Verbania con il ten.col.Bellitto e il cap.Covolo
(fonte www.lastampa.it)

L'indagine dei militari verbanesi - agli ordini del comandante provinciale tenente colonnello Fabio Bellitto e del capitano Stefano Covolo del nucleo investigativo, nonchè coordinata dal sostituto procuratore Gianluca Periani - è durata un anno intero e ha consentito di dare un nome agli autori dei furti messi a segno ai danni di fabbriche e rubinetterie di Piemonte e Lombardia.
Più di una dozzina i colpi perpetrati tra le province di Novara, Vercelli, Bergamo e Monza: i ladri agivano perlopiù di notte, distruggendo recinzioni e pareti delle aziende, rubando camion e furgoni per portare via quintali di ottone, spesso già lavorato, con danni ingenti.
Due le bande: una di stranieri - perlopiù romeni e ucraini - che compiva i furti, mentre l'altra di italiani, ricettava il materiale. A dare impulso alle indagini il colpo messo a segno il 16 agosto 2017 alla ditta Mariner di Gravellona Toce, interrotto dall'allarme nonostante gli autori avessero tentato di offuscare i sensori tramite l'ausilio di bombolette spray.
A seguito degli accertamenti condotti, i militari hanno notato che lo stesso modus operandi era stato utilizzato per il furto avvenuto una settimana più tardi in una rubinetteria di San Maurizio d'Opaglio. Dall'analisi dei mezzi transitati attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza i militari sono risaliti ai primi sospettati. La banda di ladri si riuniva infatti in una sala scommesse di Fagnano Olona, in provincia di Varese e da lì organizzava sopralluoghi alla ricerca di aziende da svaligiare.

Le immagini dei tredici arrestati diffuse durante la conferenza stampa dai carabinieri

Per quanto riguarda invece la seconda banda, quella dei ricettatori, essa gravitava intorno ad un'attività con sede in provincia di Monza e Brianza, intestata al calolziese Cristopher Zito: un prestanome per i carabinieri. Le risultanze investigative avrebbero infatti rilevato che il vero titolare era Roberto Vivino; già agli arresti domiciliari, l'uomo residente a Caprino Bergamasco dirigeva il giro di affari al telefono, aiutato - secondo i militari - dal padre Giuseppe, casa a Calolziocorte e da Michele Lombardo di Olgiate. Sarebbero stati proprio i ricettatori spesso a sollecitare i ladri a portare loro altra merce, per poterla così rivendere a prezzo di mercato.
Gli altri arrestati - ovvero i componenti della banda dedita ai furti - sono invece Antonio Cristian Gervasio, Vitaliy Ryabko, Marut Oltreanu, (i capi); Roman Hilavytskyy, Hennadiy Ostalychuk (gli autisti); e i partecipanti ai furti Gheorge Cananau, Gelu Costel Feraru e Vincenzo D'Alfonso, residenti tra Varese e Legnano.
Tutti loro sono stati tradotti in carcere a disposizione dell'autorità giudiziaria.
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