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Scritto Mercoledì 06 aprile 2011 alle 16:47

Santa Maria Hoé: abolito il corso sull’affettività per i ragazzi. I genitori scrivono a Don Roberto

L'oratorio di Santa Maria
Sembra non esserci davvero pace in parrocchia a Santa Maria Hoè. Accantonata l'ipotesi di aprire il servizio alle Messe anche alle bambine per via delle proteste dei "colleghi" maschi, un nuovo polverone si sta alzando in questi giorni tra le mura dell'oratorio. Un gruppetto di genitori dei ragazzi di seconda e terza media non sembra infatti aver gradito la decisione del parroco don Roberto Tagliabue di eliminare dal programma del catechismo il corso sull'affettività tenuto, ormai da anni, da una coppia di sposi del paese. Lo "stop" alle lezioni interromperebbe così quella che in parrocchia rappresenta una vera e propria tradizione, tramandata di classe in classe fin dal 1989. Fino a quell'anno, infatti, l'allora parroco don Carlo Turrini si era prestato come insegnate di religione presso le scuole medie, parlando quindi di affettività durante le sue lezioni. Cessata quell'attività il sacerdote aveva deciso di inserire nel capitolo del catechismo dedicato alla vocazione alla famiglia, anche degli incontri incentrati sulla sessualità, tenuti dai coniugi Paolo e Giovanna Riva che affrontavano la questione sia da un punto di vista fisico che di morale cattolica.
Il corso, riservato ai ragazzi di seconda media, si inseriva così in un cammino di formazione religiosa, tra l'anno della cresima e quello della professione di fede. La scelta poi di affrontare tali argomenti proprio in seconda media, era giustificata anche dal fatto che, la scuola, in terza prevede delle lezioni con gli esperti dell'Asl alle quali i giovani di Santa Maria arrivavano, per così dire, già preparati.
Don Roberto
Riconosciuta come valida l'infarinatura data dai signori Riva agli adolescenti su temi comunque delicati che non tutti riescono ad affrontare serenamente con i propri figli, alcuni genitori della comunità dedicata alla Vergine Addolorata si sono trovati "spiazzati" dalla decisione del parroco don Roberto tanto da arrivare a scrivere una lettera in cui affermano di essere pronti ad assumersi ogni responsabilità sullo svolgimento del corso stesso. Anche don Benjamin, il sacerdote "di casa" a Santa Maria, sembrerebbe disponibile, come sempre fatto, a essere presente durante gli incontri  i cui temi, tra l'altro, prima di essere sottoposti ai ragazzi, venivano presentati ai genitori interessati. In parrocchia, quindi, se per quanto riguarda il discorso delle ancelle rifiutate sull'altare, sembrerebbe aver vinto il conservatorismo, per il corso sull'affettività non c'è stata , almeno per ora, alcuna possibilità di apertura.
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