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Scritto Sabato 22 settembre 2018 alle 14:39

Lega: indagato Centemero il tesoriere 'iscritto' a Merate

Giulio Centemero
Il commercialista Giulio Centemero, classe 1979, deputato leghista con casa a Cernusco e tessera del movimento rilasciata dalla sezione meratese, meglio noto come il tesoriere del Carroccio risulta indagato dalla Procura della Capitale per finanziamento illecito al partito in concorso con l'imprenditore Luca Parnasi, ai domiciliari per la vicenda giudiziaria legata al nuovo stadio della Roma ed al centro di una serie di supposti "contatti d'affari bipartisan", tanto con esponenti sia di destra che di sinistra dell'arco parlamentare. Non per nulla, oltre a Centemero, indicato quale il braccio economico di Matteo Salvini, nel registro degli indagati figura anche, parallelamente, il suo omologo tra le fila del PD Francesco Bonifazi. Entrambi, infatti, oltre al ruolo di tesoriere del rispettivo partito ricoprono anche quello di rappresentante legale di una Fondazione/Associazione: per il dem si tratta dalla Eyu, per il padano della Più Voci, entrambe "foraggiate", attraverso donazioni sospette, dal costruttore romano che, ritengono gli acquirenti, avrebbe così aggirato le norme sul finanziamento alla politica, usando le onlus solo come schermatura per far avere il denaro invece ai partiti di riferimento, senza registrare, nel bilancio della propria società commerciale il contributo, come impone la legge che, d'altro canto prescrive che anche al ricevente annoti la dazione nel proprio conto economico, dichiarandola poi alla Camera.
In riferimento al cernuschese, eletto in Parlamento in terra bergamasca alla scorsa tornata elettorale, il quadro accusatorio tracciato dai pm Paolo Iello e Barbara Zuin, sarebbe suffragato da alcune intercettazioni telefoniche operate a carico di Parnasi che, dialogando con il proprio commercialista, avrebbe parlato dei fondi da girare dall'Associazione Più Voci come dei soldi destinati alla Lega. Era il 14 febbraio di quest'anno: 200 mila euro, a due settimane dal voto, la cifra in ballo, poi - parrebbe - non effettivamente versata. Ma la tiritera si sarebbe ripetuta negli anni, con un primo versamento datato 2015, come ricostruito da un giornalista dell'Espresso che, contattando il costruttore, lo ha poi "spinto", sempre tramite un proprio consulente, a pianificare una sorta di giustificazione ex post dell'elargizione, con anche questa telefonata captata dai Carabinieri e confluita nel fascicolo a carico, anche, di Centemero, indagato con la doppia casacca di tesoriere della Lega e di presidente di Voci Più.
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