Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 359.591.811
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 25/10/2020

Merate: 27 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 12 µg/mc
Lecco: v. Sora: 14 µg/mc
Valmadrera: 16 µg/mc
Scritto Giovedì 20 settembre 2018 alle 17:12

Merate, fallimento Cauduro Racing Team: si apre il 2° processo per l'amministratore

Stante la contestazione aggiuntiva mossa quest'oggi dal titolare della pubblica accusa, l'avvocato difensore ha già anticipato la possibilità di optare eventualmente per un rito alternativo e dunque per l'abbreviato. La decisione sarà presa per la prossima udienza, fissata per il 23 maggio 2019, in coda alla conclusione di un ulteriore procedimento penale, in qualche modo interconnesso, intentato nei confronti dell'imputato, con istruttoria già cominciata dinnanzi al giudice monocratico Enrico Manzi. Potrebbe dunque prendere una piega diversa il processo apertosi questa mattina al cospetto del collegio giudicante del Tribunale di Lecco in relazione al fallimento della Cauduro Racing Team in liquidazione, società attiva nel settore delle sponsorizzazioni e dell'organizzazione di eventi nell'ambito del mondo delle corse, con sede legale a Merate, dichiarata fallita nel 2016 su richiesta della Procura, all'esito di un corposa indagine condotta dalle Fiamme Gialle a carico del legale rappresentante Fabio Cauduro, ora chiamato a rispondere di più fatti di bancarotta nonché di aver, con le proprie condotte, aggravato ulteriormente il dissesto dell'impresa per 960.000 euro, come da "postilla" odierna del PM Paolo Del Grosso, aggiunta dopo l'escussione del dottor Simone Milossi.  Unico teste sentito in mattinata, il curatore fallimentare ha spiegato come il patrimonio netto della società sia da ritenere "definitivamente negativo" dal 2011, parlando poi di "artifizi semplici e dimostrabili" che sarebbero stati posti in essere per coprire la necessità di iniettare nuova liquidità nell'impresa o di prendere comunque altre scelte come la messa in liquidazione. Evidenziate, in particolare, l'appostamento di rimanenze "con corrispondenti al vero" nonché un'operazione, etichettata come "audace", consistente nell'acquisto di un ingente credito (700.000 euro) da un soggetto tedesco poi risultato irrintracciabile dalla curatela, a fronte del pagamento di 520.000 euro che avrebbe reso solo qualche migliaio di euro nel 2014.
Pur parlando egli stesso di "numeri impietosi", l'avvocato Marcello Perillo - in codifesa con il collega Beniamino Migliucci, oggi non presente - ha cercato di spostare l'attenzione sulla storia aziendale, con la Cauduro Racing Team operativa già dal 1992, soffermandosi sui sequestri operati dalla Finanza nel 2014, paralizzando conti e contabilità. Su insistenza del pubblico ministero, il dottor Milossi ha però, in chiusura, ribadito come il momento in cui l'amministratore avrebbe dovuto introdurre correttivi per evitare la bancarotta o portare il libri in Tribunale non sia a suo avviso da collocare nell'intervento dei baschi verdi bensì anni prima, alla perdita del capitale sociale. "In quanti lo fanno?" la domanda provocatoria, in replica, dell'avvocato Perillo, caduta nel vuoto per intervento del presidente Enrico Manzi (a latere i colleghi Martina Beggio e Maria Chiara Arrighi). Si torna in Aula nella primavera del prossimo anno, con conclusione del processo avviato invece in relazione a supposti reati tributari contestati a Cauduro scalettata invece, dopo una serie di sedute ben ripartite, per il 2 aprile.
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco