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Scritto Mercoledì 19 settembre 2018 alle 15:28

Merate: paziente perde la vista a seguito di un intervento nel '12, l'oculista a processo

Avrebbe dovuto essere un intervento banale, ha avuto invece conseguenze così serie da spingere la persona offesa a intentare due cause, una in sede civile in via di definizione ed una, parallelamente, in sede penale, nei confronti del professionista a cui si era rivolta. Prima udienza dibattimentale, quest’oggi, al cospetto del giudice monocratico Enrico Manzi, per il processo a carico del dottor P.G., oculista in servizio presso l’ospedale San Leopoldo Mandic ai tempi del caso in oggetto. Un suo paziente, classe 1947, con casa a Mariano Comense, lamenta di aver perso completamente la vista da un occhio dopo essersi sottoposto nel gennaio 2012 presso il nosocomio meratese ad un’operazione per l’asportazione di una ciste. Lesioni personali colpose, l’accusa al quale è chiamato a rispondere, di conseguenza, il camice bianco oggi non presente personalmente all’udienza ma rappresentato dall’avvocato Fabio Galli del Foro di Como.
Chiamato a deporre, il denunciante ha raccontato di essersi rivolto al medico presso il suo studio privato e di essere stato poi dallo stesso indirizzato al Mandic per la rimozione della ciste in sede ambulatoriale. Rimandato a casa, già il giorno seguente avrebbe notato un certo gonfiore intorno all’occhio telefonando al dottor P.G. che, per il tramite di un’assistente, lo avrebbe tranquillizzato. A distanza di due giorni, la scoperta: tolto il bendaggio la vista era completamente sparita. Ed non è più tornata, essendo stato “soffocato” – per usare l’espressione scelta direttamente dalla persona offesa – il nervo e dunque il collegamento con il cervello pur essendo il cristallino ancora perfettamente funzionante. Un bel danno, ha spiegato il paziente, descrivendo come abbia avuto ripercussioni significative, dovendo – per fare un esempio – cambiare l’auto in quanto non più in grado di gestire una vettura di grosse dimensioni per le difficoltà nell’affrontare le manovre e dovendo rinunciare alla guida serale per via di una insicurezza di fondo. Stante l’assenza degli altri testimoni citati dalla Procura, a cominciare dal consulente di parte, la causa è stata poi velocemente aggiornata al prossimo 16 ottobre. Nel proseguo dell’istruttoria anche l’oculista avrà modo di raccontare la propria verità sull’accaduto, spiegando le proprie ragioni.
A.M.
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