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Scritto Martedì 18 settembre 2018 alle 17:51

Merate: nuove normative contro la plastica in Europa, incontro con l’esperto Galbusera


Pierantonio Galbusera, esperto di rifiuti e ambiente, ex assessore di Olgiate, dove ora è consigliere

Spetta a noi far capire ai grandi distributori commerciali, alle grandi aziende, a chi non si preoccupa di produrre meno plastica, che possiamo fare a meno degli innumerevoli imballaggi che ricoprono ormai la maggior parte degli oggetti o del cibo che acquistiamo. Solo con la pressione di tutti potremo accelerare questo meccanismo di trasformazione, anzi di ''deplastificiazione'' del materiale in commercio. Un po' dovremmo prendere quindi spunto da Pierantonio Galbusera, esperto di rifiuti e ambiente (già consigliere comunale di Olgiate, dove fu in passato anche assessore), invitato nella serata di giovedì 13 settembre dal Comitato Gemellaggi in auditorium a Merate a parlare di rifiuti e in particolare, appunto, del consumo di plastica.

Uno che, per intenderci, un giorno è andato in un noto supermercato della zona per dimostrare che non avremmo nemmeno bisogno del tanto chiacchierato sacchetto biodegradabile, quando si può pesare, etichettare e portare alla cassa una mela alla volta. La sua, come ha spiegato, era chiaramente una provocazione e il messaggio che ha voluto far passare, al supermercato come in auditorium, è stato in sostanza proprio questo: il risparmio, in termini di plastica consumata, è necessario che inizi direttamente da chi la consuma. Le premesse dell'ex assessore di Olgiate, infatti, in qualche modo volte a dimostrare esattamente che ''insieme è possibile'', si sono concentrare sui dati della raccolta differenziata in Italia tra il 2006 e il 2016. ''In Italia non siamo affatto messi male in fatto di raccolta differenziata, pur essendoci ancora grandi divari da regione a regione - ha spiegato - Dal 25%, sul territorio nazionale, siamo però passati in 10 anni a più del doppio. Il Meratese, in questo senso, è sempre stato un posto virtuoso. Siamo tuttavia ancora lontani dalle percentuali che vorrebbero raggiungere i vari comitati ecologici, che rasenterebbero praticamente la perfezione''.

Il Seabin Project

Una volta mostrata nel dettaglio la fotografia dell'Italia che raccoglie e smaltisce rifiuti, Galbusera si è concentrato di più sul tema vero e proprio dell'incontro, e cioè parlare della nuova normativa europea per il riciclaggio dei rifiuti ed in particolare della plastica. Il presupposto, come detto, è stato che l'impegno, per primo, deve arrivare dai cittadini. Certo è però che anche chi produce plastica dovrebbe incominciare a darci un taglio. Il problema del Pacific Trash Vortex, in fin dei conti, è ormai un problema noto a molti, un elefante nella stanza, come dicono gli inglesi. E c'è un motivo l'ormai famosa isola di plastica sia in mezzo al Pacifico e non al Mediterraneo, ad esempio. ''Gli europei sono decisamente più sensibili di altre popolazioni del mondo, sostanzialmente perché vivono in due ecosistemi molto ristretti - ha spiegato Galbusera - A Nord il Mar Baltico e a Sud il Mar Mediterraneo, che è un mare chiuso''.

Il Pacific Trash Vortex

Anche per questo, secondo il relatore dell'incontro, l'UE si sta dimostrando più all'avanguardia sulla tutela ambientale contro la plastica. ''Tutti iniziò negli anni '50 - ha proseguito Galbusera, dando alcuni cenni storici - Ci fu un vero e proprio boom della plastica''. Troppa, per non considerarla un problema, secondo Galbusera. ''Dal 31 ottobre l'UE chiederà alle grandi società di produzione di depositare dei progetti in cui si impegnano in un determinato tempo ad eliminare o comunque diminuire drasticamente l'utilizzo delle plastiche - ha spiegato l'esperto - Una volta raccolti tutti questi impegni, l'Unione Europea farà vedere chi ci sta e chi non ci sta con questa logica''.

VIDEO


Sarà perciò compito della società valutare cosa fare, se ''sensibilizzarsi'' o continuare ad ignorare il fenomeno. Per Galbusera, poi, l'alternativa migliore è che i supermercati diano la possibilità di acquistare materiali, oggetti e cibo sfusi. Nel suo intervento, Galbusera ha toccato veramente tanti temi, prendendo spunto anche da un progetto di alcuni giovani surfisti che hanno ideato il Seabin Project, un sorta di cestino galleggiante in grado di risucchiare l'acqua trattenendo i detriti che contiene, lasciando infine spazio anche al dibattito con i presenti perché, come ha commentato, ''è importante cambiare il nostro modo di vivere e di pensare, ma anche fare passaparola e ampliare la discussione, e quindi la conoscenza del problema''.

A.S.
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