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Scritto Martedì 04 settembre 2018 alle 19:25

Osnago, presunta truffa dell'enciclopedia: 'ci è stato proposto di finirla per venderla'

Dopo la madre, chiamata a deporre per prima nel corso dell’udienza dello scorso 11 giugno, quest’oggi, alla ripresa delle attività in Tribunale a seguito della pausa agostana, è stata la volta dei figli: uno dopo l’altro, in tre, si sono dati il cambio al banco dei testimoni, aggiungendo, ciascuno per quanto a conoscenza, ulteriori elementi utili al giudice per valutare la sussistenza o meno nel reato di “truffa” contestato all’imputato, un rappresentante commerciale di una società editrice di Milano che, negli anni, avrebbe propinato alla famigliola osnaghese enciclopedie per un esborso complessivo quantificato in circa 210.000 euro.
In estrema sintesi, secondo quanto riferito dalle presunte vittime – costituitesi parti civile, così come la mamma, tramite l’avvocato Maria Grazia Corti – la vicenda che loro malgrado le ha viste protagoniste, avrebbe un prima e un dopo, con lo spartiacque rappresentato dal cambio dell’agente di riferimento. La massaia di Osnago avrebbe infatti acquistato i primi tomi negli anni ’90, sottoscrivendo poi nel tempo altri contratti d’acquisto con la medesima rappresentante prima di venire “passata” al signor V.A. il quale, nel 2008, le avrebbe proposto di aggiornare la “collezione” per poi rivenderla ed incassare così liquidità, cedendo libri di valore ma, come hanno ripetuto i figli, ormai superati dall’avvento di internet. Da qui l'esigenza di proseguire il rapporto, aderendo a nuove proposte commerciali, coinvolgendo dapprima la maggiore delle ragazze, necessitando la mamma di un “appoggio” finanziario, risultando di fatto senza reddito e poi gli altri due fratelli, chiamati all’acquisto di una versione speciale dell’enciclopedia di Umberto Eco, per la bellezza di poco meno di 10.000 euro l’una, altro “affare” in vista poi della paventata possibilità di reimmettere sul mercato il tutto, facendoci “la cresta”.
“A marzo 2014 abbiamo capito che probabilmente non c’era questa possibilità” ha detto la prima teste escussa ricordando come l’imputato – entrato nelle loro vite nel 2006 – le avrebbe comunicato che, in quanto malato, avrebbe necessitato di un ulteriore anno per “piazzare” i tomi a ipotetici acquirenti. “Gli acquisti tra il 2008 e il 2013 sono stati sottoscritti solo perché ci veniva proposta la vendita” ha ribadito con convinzione, anche dinnanzi alle domande dell’avvocato difensore del signor V.A. che non ha mancato di dare lettura a stralci dei contratti per evidenziare come era messo nero su bianco che la casa editrice non si occupava della compravendita di volumi “usati” così come sulle bolle era chiaramente esposto come i nuovi testi fossero “tematici”. “Per noi erano aggiornamenti” hanno ribattuto i tre osnaghesi, confermando anche di aver conservato i colli ricevuti integri, senza aprirli, come da suggerimento del rappresentante, essendo gli stessi destinati ad essere trasferiti a breve presso colui il quale gli avrebbe ritirati, evitando così anche di rovinarli.
L’istruttoria è poi proseguita con l’audizione di altri clienti di V.A. nonché con il responsabile commerciale della casa editrice per il quale l’uomo lavorava. Quest’ultimo, tra le altre cose, ha ricordato come, a seguito di problematiche emerse negli anni, dal 2011 la sua società operasse verifiche con i clienti per controllare la correttezza degli ordini ricevuti, non ravvisando criticità in relazione alla famiglia osnaghese.
Il processo proseguirà il prossimo 8 aprile, dinnanzi ad un nuovo giudice in quanto il dr. Salvatore Catalano dal prossimo mese di ottobre cambierà ruolo, assumendo l’incarico di Gip-Gup. In questo lasso di tempo il difensore, l’avvocato Marco Crocitta, si è riservato la possibilità di nominare un proprio consulente per far esaminare il contenuto della “registrazione” operata dalle presunte vittime durante l’ultimo incontro con l’imputato, a riprova delle presunte promesse legate alle rivendita dell’enciclopedia completa. 
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