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Scritto Lunedì 27 agosto 2018 alle 08:35

7,5 milioni a 1887 disabili per abbattere le barriere architettoniche

La legge 13/89 concede contributi a fondo perduto a favore di cittadini disabili, delle persone che li hanno in carico e dei condomi'ni dove risiedono, per abbattere le barriere architettoniche e rendere piu' accessibili le loro abitazioni.


LE OPERE FINANZIABILI - Tra le opere finanziabili rientrano: montascale, pedane elevatrici, ascensori; adattamento dei sevizi igienici; allargamento delle porte; predisposizione dei videocitofoni e dei sistemi di automazione per porte e cancelli.


QUANDO, DOVE E COME PRESENTARE DOMANDA - Per presentare la domanda occorre compilare un apposito modulo a cui va allegato il preventivo dell'intervento e il certificato medico dal quale risulti la difficolta' che giustifica l'opera. La richiesta di contributo puo' essere presentata ogni anno dal 2 marzo al Comune in cui si trova l'alloggio nel quale il disabile ha la residenza. Il bando e' sempre aperto e la domanda quindi viene inserita in ordine cronologico in un elenco che da' priorita' ai disabili al 100%.


COME CALCOLARE IL CONTRIBUTO - Per una spesa fino a circa 2.500 euro il contributo copre l'intero costo a carico del richiedente. Per cifre superiori la quota viene incrementata fino a un massimo di circa 7.000 euro. Se per esempio il cittadino presenta un preventivo di 5.000 euro, il contributo sara' pari a 2.500 euro cui si aggiunge il 25% della parte eccendente, che in questo caso e' di 625 euro, per un totale che sara' dunque di 3.125 euro.


CHE FARE DOPO LA RICHIESTA - Dopo aver depositato la domanda, un funzionario del Comune verifica con un sopralluogo l'esistenza della barriera architettonica e che l'intervento non sia stato ancora fatto. Non appena il Comune ammette la domanda al contributo il cittadino puo' procedere a realizzare l'opera ma questo non gli da' un diritto 'automatico' a ricevere il contributo, che e' sempre subordinato alla disponibilita' delle risorse.


QUANDO SI OTTIENE - L'elenco dei richiedenti viene comunicato al Ministero competente entro il mese di maggio di ogni anno, dopodiche' i fondi sono ripartiti alle Regioni sulla base delle richieste raccolte. La Regione a sua volta trasmette le risorse ai Comuni, i quali provvedono a liquidarle ai cittadini. Per molti anni il Ministero non ha messo a disposizione le risorse e alcune Regioni, come la Lombardia, finche' e' stato possibile hanno fatto fronte alle richieste con finanziamenti propri.
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