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Scritto Sabato 04 agosto 2018 alle 18:49

Lomagna: due aziende fanno ricorso al Tar per le distanze stabilite dal Pgt dal depuratore

Sarà esaminato sotto le lenti del TAR di Milano il Piano di Governo del Territorio di Lomagna. Le società Lamet Srl e Alpina Raggi Spa hanno fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per l'annullamento della deliberazione di Consiglio Comunale del novembre 2017 con cui si è approvato definitivamente il PGT. Ad essere contestata è la fascia di rispetto con vincolo di inedificabilità del depuratore su suolo osnaghese. I privati avrebbero voluto fosse ridotta. In fase di adozione dello strumento urbanistico, l'amministrazione comunale aveva tentato di andare incontro agli interessi delle società, anche perché erano stanziate lì da prima del 1993, quando il depuratore venne costruito. In un secondo momento sono state però l'Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) e l'Asl a suggerire di tornare sui propri passi. Si legge nella Relazione di progetto per l'approvazione del PGT: "Sia ARPA che ASL hanno nei loro pareri contestato tale ricostruzione. La fascia di rispetto del depuratore rimane pertanto come nel PGT vigente, ovvero con una profondità pari a 100 metri". In effetti il 31 agosto scorso viene protocollato il parere dell'Arpa che specifica quale debba essere il punto da cui iniziare a calcolare i 100 metri. Non il perimetro delle vasche, ma il perimetro dell'intero impianto, "come indicato in diverse sentenze del Consiglio di Stato" dichiarava il funzionario dell'Arpa.

Per difendersi il Comune ha avviato la procedura per l'affidamento diretto dell'incarico legale, con base d'asta di 1.700 euro. A proporsi è stata l'avv. Paola Brambilla con un'offerta di 1.605 euro. Sarà dunque la professionista bergamasca a rappresentare la municipalità di Lomagna presso il TAR.
M.P.
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