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Scritto Venerdì 20 luglio 2018 alle 10:02

PALERMO: FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA. ESEGUITI 9 ARRESTI

Al termine di un’inchiesta durata 2 anni, Guardia di Finanza e Polizia di Stato hanno disarticolato un sodal i- zio criminale operante tra Palermo e la provincia di Trapani, dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina composta , tra gli altri, da c ommercialisti , titolari di Centri di Assistenza Fiscale ed altri soggetti che hanno inoltrato, nell’ultimo triennio, numerosissime istanze all’Ufficio Immigrazione della Questura di Palermo per il rinnovo/ottenimento del permesso di soggiorno di soggetti extracomunitari supportandole sulla base di false dichiarazioni fiscali e fittizie assunzioni. All’esito dell’indagine i f inanzieri del Gruppo e d i p oliziotti della Squadra Mobile, su disposizione della Pr o- cura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, hanno eseguito n. 10 misure cautelari : 9 arresti ed 1 divieto di dimora a Palermo. Tra i soggetti destinatari delle misure nomi noti in città tra cui il so ggetto di riferimento per la comunità T a- mil di Palermo, attivo nel panorama politico palermitano quale membro della CONSULTA DELLE CULT U- RE, organismo creato presso il Comune di Palermo. G li immigrati, provenienti anche da regioni differenti e d in alcuni ca si effettivamente dimoranti in territorio estero, attraverso un passaparola all’interno delle singole etnie giungevano a Palermo ed esternavano ai “professionisti contabili” la loro necessità di avere una dichiarazione dei redditi ad hoc per il raggiungime nto della soglia minimo di reddito pre vista per proseguire il loro soggiorno in Italia. In taluni casi, addirittura, il “reddito buono” veniva richiesto telefonicamente, prontamente intercettato dai operanti. Il fenomeno aveva assunto una tale dimensione da allarmare i poliziotti dell’Ufficio Immigrazione che, alle r- tati i colleghi della squadra Mobile ed in piena sinergia con la Guardia di Finanza, hanno dato avvio a co n- trolli approfonditi sulle dichiarazioni dei redditi trasmess e determinando la revoca di gran parte delle richi e- ste avanzate attraverso la fitta rete di professionisti ed “addetti ai lavori” che, dietro il pagamento di co m- pensi che raggiungevano anche i mille euro , offrivano tutta una gamma di servizi, finalizzati essenzialme n- te all’otteni mento dei relativi permessi. Il metodo consisteva in alcuni casi nell’attivazione di partite Iva per ditte individuali per soggetti extracom u- nitari - per la maggior parte censiti come venditori ambulanti - , in altri casi venivano fatti risultare fittiziame n- t e assunti come collaboratori domestici dagli stessi professionisti o da soggetti compiacenti . Sono numerosi gli imprenditori extra - comunitari fasulli allo stato attuale censiti dai finanzieri e dai poliziotti, che, oltre a soggiornare illegalmente nel t erritorio nazionale si ritrovano anche con i contributi previdenziali versati tali solo sulla carta visto che il loro versamento avveniva mediante compensazione di c rediti d’imposta c reati ad hoc nelle false dichiarazioni fiscali. Sono in corso ulteriori accertamenti volti a quantificare i guadagni illegalmente conseguiti dai professionisti e dai vari C entri di Assistenza Fiscale. Il fenomeno criminale, accertato già dal 2015, va comunque riferito a periodi anche pregressi e da ritenersi ad oggi ancora per durante con ricadute sia in termini di danno al bilancio nazionale che per la pubblica s i- curezza rappresentando un metodo sicuro per consentire a soggetti extracomunitari di poter permanere i l- legalmente sul territorio nazionale.
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