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Scritto Giovedì 12 luglio 2018 alle 19:06

Brivio, morì investito da una vettura: per il consulente 'non era visibile' dall'imputato

Una foto scattata la sera dell'incidente
“Non era avvistabile”. Questa la conclusione a cui è arrivato l’ingegner Domenico Romaniello, perito incaricato della ricostruzione cinematica dell’incidente stradale verificatosi nella serata del 29 febbraio 2016 lungo via Como a Brivio, costato la vita a Paolo Colnago, vittima, secondo il tecnico escusso quest’oggi in Aula, di una tragica fatalità inevitabile per E.E., il conducente della Y che urtò il 71enne, a processo per omicidio stradale.
Parcheggiata la propria vettura sul marciapiede di fronte a casa, nel tratto di statale compreso tra la rotonda della casa di riposo e la caserma dei Carabinieri, il briviese avrebbe tentato di raggiungere il lato opposto della strada, venendo falciato, un istante dopo aver superato la riga che separa le due corsie di marcia, dalla Lancia guidata dall’imputato, non presente personalmente al cospetto del giudice monocratico Martina Beggio ma rappresentato dall’avvocato Maria Angela Ghezzi del Foro di Pavia.
Era buio, il palo dell’illuminazione pubblica posto a poca distanza aveva la lampadina bruciata, pioveva: questi gli elementi soppesati dal consulente tecnico chiamato per primo a sedersi al banco dei testimoni stante l’assenza del maresciallo Christian Cucciniello, estensore dei verbali relativi al sinistro.
L’esperto ha altresì puntualizzato come l’investitore stesse viaggiando – secondo quanto emerso in sede di ricostruzione dell’accaduto - entro i limiti imposti in quel punto, a una velocità massima compresa tra i 43 e i 47 km/h. Tentando di rispondere dunque al quesito formulato dalla Procura e dunque al come mai l’automobilista non si sia accorto del sopraggiungere del pedone, Romaniello ha parlato di condizioni generali che hanno “reso difficile l’avvistamento”, con Colnago che sarebbe stato “mascherato da altri veicoli” la cui presenza avrebbe quindi reso visibile il 71enne troppo tardi, quando cioè già aveva “invaso” la corsia sulla quale procedeva la Lancia, senza lasciare a E.E. il così detto tempo tecnico di reazione-azione. Di contro, secondo l’analisi condotta dall’ingegnere, il briviese avrebbe potuto invece vedere l’autovettura.
“Pensavo si fermasse” ha detto poi l’ex assessore Romeo Sala, testimone oculare dell’incidente. “Stavo andando in Comune per una riunione di Giunta” ha spiegato, ricordando di aver urlato “Fermati, Fermati” a Paolo Colnago, senza però riuscire a salvare la vita all’uomo. “E’ arrivata la macchina e lo ha preso” ha argomentato incalzato dalle domande delle parti, con la pubblica accusa sostenuta dal vice procuratore Mattia Mascaro, affiancato da due legali di parte civile nominati rispettivamente dalla ex moglie e dalla nipote della vittima. “Ho avuto l’impressione che nessuno dei due si sia accorto reciprocamente dell’altro” si legge in un passaggio delle dichiarazioni rese nell’immediatezza del fatto da Sala ai Carabinieri, richiamato dall’avvocato Ghezzi. La medesima sensazione avuta anche dalla conducente che, al volante della propria vettura, seguiva la Lancia dell’imputato. “La visibilità non era buona, non potevamo avere visibilità laterale anche perché andavano i tergicristalli. La Lancia Delta era davanti a me già da Cisano, abbiamo poi passato la rotonda di Brivio. Non si andava a velocità eccessiva. Tutto a un tratto si è fermata. L’autista è sceso con le mani in testa. Non l’ho visto, non l’ho visto, ha detto” ha ricordato la donna, aggiungendo altresì “la persona arrivava dall’altro lato, probabilmente non l’avremmo vista nemmeno noi”.
Ha invece osservato dall’alto la prima parte della scena la sorella della vittima, allontanandosi dalla finestra qualche istante prima dell’urto poi risultato fatale per il 71enne, nonostante il prodigarsi dei sanitari accorsi sul posto. “Stava bene, lavorava ancora, era una persona molto attiva” ha sostenuto, rispondendo ai quesiti posti per accertare le condizioni psico-fisiche del briviese, apprezzato e molto conosciuto in paese ma anche sul territorio per la  sua attività nel settore della commercializzazione di auto. Per il proseguo dell’istruttoria, il processo è stato aggiornato al prossimo 4 dicembre.
A.M.
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