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Scritto Martedì 10 luglio 2018 alle 08:54

GDF ROMA: IN CARCERE UN IMPRENDITORE E IL FACCENDIERE PROTAGONISTA DEI ''PANAMA PAPERS''

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino nei confronti di 2 soggetti, indagati per i reati (tutti ancora da dimostrare) di truffa aggravata e indebita compensazione di debiti tributari e previdenziali con crediti inesistenti. Si tratta del professionista romano Gian Luca Apolloni , operante in Italia e all’estero, emerso nel contesto dell’inchiesta giornalistica “ Panama Papers ”, e dell’imprenditore Roberto Laganà , titolare della RTS società cooperativa, attiva nel settore dell’intermediazione di forza lavoro. Apolloni è già noto alle cronache giudiziarie: il 17 luglio 2013 è stato arrestato per delit ti tributari a seguito di indagini condotte dalla D.D.A. di Bologna, nel cui ambito erano peraltro emersi collegamenti con Massimo Ciancimino, figlio di Vito, già sindaco di Palermo e legato a Cosa Nostra. Il 15 maggio u.s., invece, è stato tradotto in car cere a San Vittore a disposizione dell’Autorità Giudiziaria milanese, dove si trova tuttora, per il coinvolgimento in reati fallimentari. L’indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica , ha preso avvio proprio dalle rivelazioni dell’“ Internati onal Consortium of Investigative Journalists”, il quale ha pubblicato on line i dati dello studio legale panamense “Mossack Fonseca”. Le attività investigative eseguite dal Nucleo di Polizia Economico - Finanziaria di Roma congiuntamente all’ Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Entrate , hanno delineato la figura del professionista quale intermediario nella creazione di oltre 200 “società schermo” a Panama, collegate a ulteriori imprese aventi sede a Samoa, Bahamas, Anguilla, Isole Vergini Britanniche e Cipro. Attraverso indagini tecniche e perquisizioni, i Finanzieri hanno scoperto che la società RTS, per neutralizzare i propri debiti fiscali e previdenziali, ha eseguito numerose compensazioni indebite – tramite presentazione di modelli di pagamento F2 4 relativi a crediti d’imposta inesistenti – per oltre 15 milioni di euro , azzerando fraudolentemente le citate posizioni debitorie. La società, su direttive di Apolloni, simulava investimenti in aree disagiate del sud - Italia per vantare crediti d’imposta fittizi utilizzando il codice tributo legato ai programmi di defiscalizzazione per incentivare lo sviluppo di quartieri e aree urbane caratterizzate da disagio sociale, economico e occupazionale. Le risultanze investigative sono state confermate da una ver ifica fiscale eseguita nei confronti della società, che ha tra l’altro consentito, grazie al coordinamento con la Procura della Repubblica e la Direzione Metropolitana dell’INPS , di impedire il rilascio del D.U.R.C. (Documento Unico di Regolarità Contribut iva) richiesto dalla cooperativa agli Uffici del lavoro. Infine, Apolloni ha truffato numerose persone che si erano rivolte a lui, su suggerimento di funzionari di una banca lussemburghese, per gestire le operazioni di rientro di capitali detenuti all’este ro tramite la procedura della voluntary disclosure . Spacciandosi per commercialista e professore di diritto tributario, il protagonista della frode proponeva ai malcapitati di occuparsi in prima persona delle incombenze del caso, chiedeva lauti compensi a titolo di competenze professionali e si faceva accreditare le somme apparentemente necessarie per il pagamento - in realtà mai avvenuto - delle imposte dovute: il tutto per una truffa da circa 2 milioni di euro ai danni di 8 vittime, clienti del profession ista. “ L’Apolloni – evidenzia il GIP – non ha avuto particolari problemi a carpire la buona fede degli interessati e a farsi consegnare le somme che anziché versare all’Erario incassava a suo proprio esclusivo vantaggio” , approfittando sia della “età avan zata di alcune delle persone offese che della sussistenza di una normativa che, per la sua novità e la sua difficoltà interpretativa ed esecutiva rendeva oggettivamente necessario ricorrere all’ausilio di una persona qualificata professionalmente ”. Contest ualmente all’esecuzione delle predette misure cautelari personali, le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro, su disposizione dell’A.G., immobili, terreni e conti correnti per un valore di oltre 35 milioni di euro , anche sulla base di convergenti risu ltanze investigative della Procura della Repubblica di Milano, riguardanti la RTS e altre imprese di
cui Apolloni era consulente.
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