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Scritto Giovedì 05 luglio 2018 alle 11:53

Cernusco: Scopel chiede al comune la presa in carico del figlio disabile. L'ente non dà risposte esaustive e si va al Tar

Costantino Scopel
Sarà l'avvocato Barbara Bari del foro di Bergamo, ad assistere il comune di Cernusco Lombardone nel ricorso al TAR formalizzato da Costantino Scopel, relativo alla richiesta di presa in carico e partecipazione al costo dei servizi sociosanitari in favore del figlio Marco.

Una vertenza legale che all'amministrazione costerà, per ora, 5.500 euro. Non nuovo a queste battaglie "di diritto" per i disabili, Scopel si è rivolto al tribunale amministrativo non avendo ricevuto risposte a suo dire adeguate alle sue richieste avanzate già da un anno e che ora saranno vagliate da un giudice. "Ho fatto domanda ai primi di luglio 2017 per la presa in carico di mio figlio Marco. Tutto secondo i dettami di leggi esistenti e vigenti" ha spiegato il presidente del Granaio di Paderno, casa di accoglienza per disabili adulti gravi "Questa decisione è stata presa con la scoperta di un mio problema grave di salute che potrebbe compromettere da un momento all'altro la mia autonomia". In sostanza Scopel aveva chiesto al comune di predisporre urgentemente un "progetto individuale ai sensi, per effetti e con le modalità di cui all'art. 14 L.238/2000", con il coinvolgimento dell'ATS e dell'amministratore di sostegno. Un progetto che dovrebbe tenere conto di tutta una serie di fatti e di "eventualità" che il comune si dovrebbe impegnare a risolvere e inserire in un percorso prestabilito. "Vorrei che mio figlio Marco potesse frequentare regolarmente il Cdd (centro diurno disabili) e che sia il comune di Cernusco a gestirne i trasporti" ha dettagliato nella sua ampia e articolata relazione "e che nel caso di un ricovero permanente presso una struttura CSS (comunità socio sanitaria) o SRD (struttura riabilitativa domiciliare) sia di preferenza il Granaio che mi consentirebbe di visitarlo con frequenza, o l'unità 2 sempre del Granaio in caso di saturazione dei posti, con spese aggiuntive che non siano a carico di Marco. La spesa globale, come spiego nel ricorso, comprensiva di quota e mensa per il Cdd, deve essere pagata con l'Isee di mio figlio e ricavata in percentuale dal servizio sanitario nazionale, dall'Isee individuale della persona mentre la parte mancante deve essere sopperita dal comune di residenza, cioè Cernusco". Richieste che non sono a senso unico. Scopel, infatti, ha messo nero su bianco la volontà di intervenire in prima persona per sopperire alle spese del vestiario, delle cure e visite periodiche, di eventuali medicinali che il SSN non passa, dei pannoloni aggiuntivi ("l'ATS ne passa due al giorno, a Marco ne servono 8" ha aggiunto) e a tenere con sé per 15 giorni il figlio per una vacanza estiva. Dopo mesi arriva la risposta che, più che deludere Scopel, lo indispone a tal punto di intraprendere le vie legali. "Al comune ed alla AST ci sono voluti alcuni mesi per capire cosa stessi chiedendo. Le risposte che ho ricevuto sono state le più svariate e da parte del comune si è arrivati alla conclusione di potermi elargire una elemosina. Vorrebbero farmi compilare un modulo di richiesta contributo. Questo contributo non si sa cosa possa essere: di un euro, di mille? Quanto dura? Un anno o sarà a disposizione per il resto della vita di mio figlio Marco? Non si sa: mi vogliono propinare un'elemosina. Che io rifiuto integralmente. La mia istanza si basa su delle leggi esistenti che dicono chiaramente che la presa in carico non è un'elemosina. Gli amministratori hanno sempre pensato che alle famiglie dei disabili non spetta nulla per legge. Bisogna inchinarsi e chiedere l'elemosina e poi magari ringraziarli. I soldi che ci danno sono soldi dei cittadini e delle tasse pagate anche dai genitori e famigliari dei disabili". Il 26 marzo 2018 dal comune di Cernusco arriva l'invito del responsabile di servizio a prendere contatti con l'assistente sociale per "avviare il procedimento di riesame del progetto individuale al fine di concordarne una formulazione condivisa". Nel medesimo atto si chiede a Scopel di presentare a integrazione della procedente domanda una serie di documenti (Isee, estratto conto,....) per la quantificazione del contributo e della partecipazione. La contro-risposta di Scopel non si fa attendere. Ripercorrendo la situazione, di salute ed economica del figlio e del suo contesto famigliare, ha ribadito: "Io non sono venuto a chiedere l'elemosina al comune di Cernusco. Ho chiesto la presa in carico. Volevo una risposta: SI o NO, con le motivazioni nel rispetto della mia istanza e dei dettami di legge che ho più volte allegato. Comprendo i problemi di diversa interpretazione che possono esserci stati anche all'interno dello stesso ente da parte di più funzionari ma allora avrei preferito un NO con le relative spiegazioni. Non è arrivato nulla di tutto ciò e a questo punto sarà un giudice terzo a dirimere la questione".

Detto fatto la questione ora è al Tribunale Amministrativo Regionale. Non resta che attendere.

Lo spazio resta naturalmente a disposizione degli enti coinvolti per eventuali repliche o precisazioni.
S.V.
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