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Scritto Martedì 03 luglio 2018 alle 17:07

I carabinieri di Vimercate sgominano una banda dedita ai furti di mezzi da lavoro. Colpi anche a Casatenovo, Molteno, Brivio e Calco

Otto persone finite in carcere e tre agli arresti domiciliari. E' il bilancio dell'indagine che ha coinvolto anche il territorio lecchese, in particolare la Brianza casatese-meratese, dove sono stati messi a segno alcuni dei colpi contestati alla banda - avviata nel 2016 dai carabinieri della Compagnia di Vimercate e coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza.


Un'operazione che ha consentito di accertare furti di automezzi pesanti, ma anche di attrezzature da lavoro, materiali da imballaggio, escavatori, muletti e transpallet custoditi in aziende di svariate province lombarde; merce che veniva poi nascosta in un capannone di Bellusco, nel monzese, a disposizione del sodalizio indagato. Con l'esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere firmate dal giudice Patrizia Gallucci, questa mattina le manette sono scattate ai polsi di Francesco Di Lascio classe 1951 di Albiate, Francesco Parrella classe 1965 e Giuseppe Parrella classe 1968 di Montesarchio (Benevento), Giovanni Parrella, 58enne di Arcore, Pietro Parrella classe 1963 domiciliato a Busnago, Luigi Pellino classe 1968 di Villasanta, Daniele Porcaro, 24 anni di Montesarchio e Vincenzo Viscione, 62enne di Capriate San Gervasio. Arresti domiciliari invece per Maurizio Giordano classe 1962 di Arcore, Luciano Margoni 68enne della provincia di Varese e Giuseppe Sala, classe 1957 di Carate. Sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati e riciclaggio.


Come avrebbero accertato le indagini svolte dai militari, i presunti responsabili agivano con compiti ben precisi: alcuni alla guida di veicoli con funzioni di palo o staffetta, altri come autisti dei mezzi rubati o di quelli utilizzati per portare a termine i furti. Francesco Di Lascio e Giovanni Parrella sono ritenuti dagli inquirenti i promotori e i capi dell'intera organizzazione, che avrebbe messo a segno in tutto otto episodi di furto e altrettanti tentativi.

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Per quanto riguarda il lecchese, agli arrestati vengono contestati - a vario titolo - sei episodi. Tra questi il furto della motrice di un'autoarticolato avvenuto l'11 maggio 2016 ai danni di un'azienda situata a Casatenovo, all'interno del quale il mezzo - di proprietà di un'altra impresa - era posteggiato. Non era invece riuscito il furto di un trattore stradale all'interno di una società di autotrasporti di Molteno, il 28 maggio di due anni fa; l'antifurto installato sulla motrice del mezzo, aveva infatti spinto i cinque presunti autori a dileguarsi a mani vuote, dopo che si erano introdotti nella proprietà aziendale forzando la recinzione esterna. Era invece andato a segno qualche giorno più tardi - più precisamente il 10 giugno - il prelevamento di 250 litri di gasolio dal serbatoio di un mezzo della medesima azienda moltenese.


Fallito il tentativo di furto di un trattore e di un semirimorchio da una società di autotrasporti con sede a Brivio, il 29 maggio 2016. A Calco invece la banda è accusata di essersi impossessata di due batterie custodite all'interno di un'autogru e di 80 litri di gasolio prelevati dal serbatoio del mezzo, posteggiato in uno spazio pubblico di Via XI Settembre. Rubate infine le targhe di alcuni mezzi posteggiati all'interno di una società di Cortenuova di Monticello, poi apposte sui veicoli rubati, in modo da ostacolarne l'identificazione quale provento di furti. Gli altri episodi sono invece avvenuti nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona e Monza.


Venendo al bottino, sono stati rubati complessivamente due trattori stradali, due semirimorchi, un autocarro, un escavatore, tre muletti, tre transpallet e circa 600 litri di gasolio, oltre a merce varia, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.
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