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Scritto Giovedì 14 giugno 2018 alle 23:12

Iniziato il processo per presunte turbativa d'asta e corruzione al Mandic, rifusa la 'tangente'

La palazzina dell'ospedale Mandic
5.000 euro: questo sarebbe il "prezzo" del reato. La "tangente", per dirla con un'espressione meno tecnica, ma usata anche in Aula. E 5.000 euro è la somma che quest'oggi, depositata su di un libretto postale consegnato al collegio giudicante in originale, l'avvocato Siniscalchi, difensore nominato dall'impresa Leopoldo Castelli spa di Morbegno ha "offerto" perché venisse posta in sequestro dal Tribunale in relazione all'ipotizzato reato di corruzione contestato alla società e al conseguente illecito amministrativo ad esso collegato. Troppo poco secondo il sostituto procuratore Andrea Figoni che ha così invitato il legale a rimodulare la cifra da mettere sul piatto considerando non il "prezzo" ma il "profitto", procedendo semmai dunque ad una integrazione.
Pochi o tanti che siano, la corte - presidente Enrico Manzi, a latere i colleghi Martina Beggio e Salvatore Catalano - ha accettato quei soldi, disponendone come chiesto dall'avvocato Siniscalchi il sequestro ai fini della confisca all'esito dell'istruttoria.
Queste le primissime battute del procedimento penale incardinato a Lecco - dopo essere originato a Sondrio e migrato provvisoriamente a Milano - avente quale fulcro l'ospedale di Merate ed in particolare il lotto di lavori legati all'ammodernamento degli spazi destinati ad ospitare i reparti di Psichiatria, Dialisi e Pneumologi nonché al rifacimento di parte del tetto di tale blocco. 9 gli imputati oltre alla già citata Leopoldo Castelli Costruzioni e alla la Sandrini Costruzioni Spa. Sono chiamati a rispondere - a vario titolo - dell'accusa di corruzione Michele Rigat, allora responsabile dell'ufficio tecnico dell'AO, l'imprenditore Giovanni Castelli con i collaboratori Patrizio Zoaldi e Maria Lia Gusmeroli, oltre al capocantiere Marco Fascendini: per la Procura infatti, le due imprese sondriesi sarebbero state favorite nella gara d'appalto per i lavori di completamento del Mandic, in cambio di utilità. Contestata invece la turbativa d'asta agli imprenditori Maurizio Quadrio, Gianguido Marzoli, Claudio Redaelli e Mauro Meraviglia: secondo l'impianto accusatorio che dovrà essere sostenuto in aula, questi ultimi non avrebbero partecipato alla gara, pur invitati, per favorire chi si è poi aggiudicato l'appalto.
Oltre al deposito del libretto, l'avvocato Siniscalchi quest'oggi ha fatto presente altresì che nel fascicolo del dibattimento è presento un dvd sul quale non sono fruibili le intercettazioni telefoniche operate nel corso delle indagini della Fiamme Gialle sondriesi, intercettazioni che avrebbero dovuto essere sottoposte a perizia. Tale circostanza è stata ribadita anche dall'avvocato Pelizzari - difensore di altri due imputati - che ha eccepito come sul disco, al posto delle registrazioni sia inserito l'intero fascicolo del PM. Per una verifica sul punto, il presidente Manzi ha disposto la restituzione "degli atti" a dottor Andrea Figoni, erede del caso. Il collegio ha infine accolto la richiesta di rinvio avanzata sempre dall'avvocato Siniscalchi intenzionato a perfezionare un accordo per il risarcimento del danno in favore dell'Azienda Socio Sanitaria di Lecco, costituitasi parte civile tramite l'avvocato Guglielmana.  Si torna in Aula il 6 settembre.
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