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Scritto Martedì 29 marzo 2011 alle 01:02

Lomagna: il coordinatore nazionale Fim –Cisl alla Marcegaglia per spiegare ai dipendenti il nuovo accordo. Fiom avvia una causa civile

Un’occupazione tutelata e stabile, stabilita attraverso un accordo valido perchè siglato con la maggioranza delle Rsu aziendali e avallato da un referendum che ha visto la partecipazione di oltre il 50% dei lavoratori presenti in azienda, al fine di promuovere l’assunzione di nuova forza lavoro alla Marcegaglia di Lomagna. Questi i termini con cui il coordinatore nazionale della Fim-Cisl Luigi Dedei ha illustrato ad una settantina di lavoratori nel pomeriggio di lunedì 28 marzo i contenuti dell’accordo in base al quale i nuovi assunti avranno uno “stipendio di ingresso” di circa 1200 euro mensili netti, che “pareggerà” quello degli altri lavoratori nel corso di circa 6 anni. Un accordo sul quale la Fim-Cisl si è duramente scontrata con la Fiom-Cgil, contraria ad un provvedimento a livello locale che “cancella l'accordo unitario del gruppo Marcegaglia per un compenso uguale per tutti i dipendenti”.


La proposta in questo senso era stata fatta dall’azienda già a settembre dell’anno scorso” ha spiegato Dedei. “Inizialmente Fim e Fiom erano unite sulla possibilità di uno stipendio di ingresso ma limitato al periodo del praticantato, vale a dire 36-42 mesi. Un lasso di tempo giudicato troppo breve dall’azienda, che ha così bloccato le trattative a livello nazionale. Queste però sono continuate a livello locale, a Lomagna come negli altri stabilimenti della provincia di Udine, di Casalmaggiore e di Corsico, con la maggioranza delle Rsu e per una soluzione che prevede tempi più lunghi ma garantisce nuove assunzioni. La nuova modalità, al contrario di quanto è stato detto, offre garanzie ai nuovi assunti, che nel corso di questi mesi ottengono il 100% della quattordicesima e le maggiorazioni sui turni, per poi raggiungere il 100% del salario aziendale in 72 – 78 mesi. L’azienda sta investendo sull’aumento della produzione, intende assumere nuova forza lavoro non certo per poi lasciarla a casa”.

Luigi Dedei


La trattativa tra azienda e Rsu Fim – Cisl è stata duramente criticata dalla Fiom – Cgil, che ha avviato una causa civile contro la commissione elettorale che ha presieduto il referendum svoltosi nella sede di Lomagna, giudicato illegittimo poiché non è stato raggiunto a loro avviso il “quorum” del 50 + 1 dei votanti e non sono stati rispettati i tempi previsti tra la comunicazione del referendum e la sua attuazione, come previsto dalla normativa vigente. “Il ricorso a vie legali è molto grave, la commissione elettorale era costituita da tre lavoratori (un rappresentante Fim e due indipendenti, dato che la Fiom non ci ha concesso un suo rappresentante), che noi appoggeremo legalmente” ha spiegato Dedei. “La percentuale dei votanti va calcolata sugli aventi diritti al voto, cioè i lavoratori presenti in azienda il giorno del referendum. Per questo la votazione è regolare, per quanto riguarda i tempi i 15 giorni sono previsti in caso di referendum abrogativo, mentre questo era una consultazione su un accordo e può essere immediato”.


La sede lomagnese della Marcegaglia conta 124 dipendenti, ma di questi 110 erano presenti in azienda il 10 marzo, giorno del referendum terminato con 51 voti a favore, 9 contrari e 2 schede non assegnate, per un totale di 62 votanti. I nuovi assunti nella sede di Lomagna con il nuovo contratto dovrebbero essere 3. L’azienda ha precluso la possibilità di contrattazioni di gruppo, ma attualmente la priorità per la Fim-Cisl è quella di tutelare i lavoratori dalla causa civile avviata dalla Fiom – Cgil, pronta a difendere i lavoratori da una “riduzione di stipendio” a loro dire ingiusta e ingiustificata.
R.R.
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