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Scritto Mercoledì 30 maggio 2018 alle 19:12

Osnago: profumi con marchi mendaci, 2 uomini condannati

Condannati a 9 mesi e 900 euro di multa l'uno, a 10 mesi e 1000 euro l'altro. Così ha deciso questa mattina il giudice monocratico Nora Lisa Passoni del Tribunale di Lecco nei confronti di due uomini accusati di vendita di prodotti industriali con segni mendaci ai sensi dell'articolo 517 del codice penale.
Per chiarire i fatti avvenuti il 4 ottobre 2013 sono stati escussi il lgt.Edonio Pecoraro, comandante della stazione dei carabinieri di Merate ed uno dei militari intervenuti quella mattina: ad Osnago due soggetti erano stati segnalati per aver tentato di vendere delle confezioni di profumo, le cui etichette richiamavano prodotti di grandi marche, dai nomi però palesemente storpiati.
Fermati dalla polizia locale a Paderno d'Adda, a bordo dell'auto di Luigi Cioffi e Sabato Sorrentino erano state ritrovate un centinaio di boccette di fragranze, tutte non originali.
L'ufficiale, comparso oggi in aula come testimone, aveva chiesto ai due soggetti la provenienza dei profumi, ricevendo così lo scontrino fiscale di un negozio cinese di Napoli, che però non riportava il dettaglio dell'operazione, solo l'importo complessivo.
"Sulle bottiglie che abbiamo sequestrato c'erano etichette che volevano richiamare dei marchi famosi come BVLGARI, scritto però con la "U" o ACQUA DI GIQ, ad imitazione della conosciuta profumazione di Armani" ha continuato il militare.
Terminata la requisitoria il Vpo Pietro Bassi ha dichiarato comprovato il capo d'accusa, chiedendo al giudice 6 mesi di reclusione e 1000 euro di multa per entrambi.
L'avvocato Laura Bosisio del foro di Lecco ha invece chiesto l'assoluzione per entrambi gli imputati perchè il fatto non sussiste. Secondo la tesi della difesa, infatti, presupposto per l'operatività del capo di imputazione è l'idoneità dei prodotti venduti ad ingannare l'acquirente e un'etichetta come "Chamel n°5" difficilmente potrebbe trarre in inganno. In subordine l'avv. Bosisio ha richiesto il minimo della pena, le attenuanti generiche ed i benefici di legge.
Il giudice Passoni dopo essersi ritirata in camera di consiglio ha letto il dispositivo di condanna: per Cioffi la pena è stata aumentata di 1 mese e 100 euro rispetto al complice per recidiva aggravata.
F.F.
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