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Scritto Martedì 22 maggio 2018 alle 22:56

Per il ''crac'' della Tsa Solutions il PM chiede due anni e 10 mesi

Ha chiesto la condanna dell'imputato a due anni e dieci mesi, con la concessione delle attenuanti generiche. E' la pena ipotizzata questo pomeriggio al termine della propria requisitoria dal sostituto procuratore Nicola Preteroti nei confronti di Pier Franco Albezzano, a processo per il ''crac'' della Tsa Solutions Srl, con sede operativa a Montevecchia.
Specializzata nella ''lavorazione, progettazione e realizzazione di stampi'', in particolare per il settore automobilistico, l'impresa - costituita nel 2007 - aveva sede in Via degli Artigiani a Montevecchia. Il fallimento era stato decretato dal tribunale lecchese nel 2011, con un passivo che superava la cifra di 4milioni di euro, mentre l'esposizione debitoria verso l'erario era quantificata in poco meno di 460mila euro.
Ritenuto dal pubblico ministero un prestanome, Albezzano era finito nel registro degli indagati per l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta insieme al fiscalista originario di Sirtori Germano Perego e a Gianluigi Panzeri, di Renate. Questi ultimi, due anni fa, avevano però scelto la strada del patteggiamento (con la condanna a un anno e quattro mesi) uscendo così dal procedimento penale. Albezzano,assistito difeso dall'avvocato Roberto Zibetti di Gallarate, era stato invece rinviato a giudizio, non avendo presentato istanza per avvalersi di eventuali riti alternativi.
Quest'oggi l'imputato ha riferito al collegio giudicante del tribunale lecchese la sua verità, sostenendo - anche in risposta alle domande dell'avvocato Davide Brambilla del foro di Como, in rappresentanza del fallimento - di non aver mai percepito compensi e di essere sempre stato all'oscuro delle vicende contabili dell'impresa montevecchina. La requisitora del pubblico ministero e l'arringa del difensore ha chiuso la fase istruttoria del procedimento. Si torna in aula il 28 giugno per la sentenza.
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