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Scritto Venerdì 18 maggio 2018 alle 08:38

Merate: fatture false in favore di un consorzio per 20mil di €.Tra i 4 dominus di un sistema di 18 cooperative, una donna residente in città che coordinava il personale di pulizia e facchinaggio

Avevano creato un sistema di cooperative che emettevano fatture false in favore di un consorzio il quale maturava crediti IVA inesistenti, dunque illegittimi, che a sua volta emetteva fatture nei confronti di clienti e fornitori, diventando un soggetto economico sul mercato a prezzi concorrenziali. 
Questo l'impianto accusatorio, tutta da dimostrare, che ha portato alla denuncia  a vario titolo di 22 persone di cui 4 gestori di fatto e 18 amministratori di diritto, individuati tra le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Varese, Reggio Calabria e Messina.
Tra i 4 dominus c'è una donna residente a Merate, A.M. per la quale i finanzieri del comando provinciale di Como, su decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP della locale Procura, hanno provveduto a congelare sul suo conto corrente circa 65mila euro (che potrebbero lievitare nel corso delle indagini). La donna intratteneva rapporti con i fornitori delle cooperative, i dipendenti, i clienti. Gestiva il personale, generalmente impiegato per lavori di pulizia in ditte, società e anche enti pubblici, o servizi di facchinaggio. Era l'amministratrice che, assieme agli altri 3 soggetti, deteneva la cabina di regia di tutto, con un ruolo occulto, di fatto facendo rischiare dei prestanome.

Le indagini svolte alla compagnia di Olgiate Comasco e dal gruppo di Como, comandato dal T.Col. Salvatore Mirarchi, coordinate dal procuratore della repubblica dr. Nicola Piacente e dirette dal sostituto dr. Pasquale Addesso, hanno consentito di ricostruire una articolata frode fiscale che, dal 2011 al 2015, ha portato all'emissione di fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo di 20 milioni di euro.
Le 18 cooperative, risultate meri contenitori della forza lavoro che consentivano di dirottare crediti i cui adempimenti tributari non venivano mai assolti mentre il consorzio era un operatore economico che, grazie agli illeciti, operava sul mercato con servizi a prezzi concorrenziali.
Le persone coinvolte nella maxi indagine sono state denunciate a piede libero a vario titolo per reati tributari, nella fattispecie emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, omessa dichiarazione, occultamento e distruzione di documenti contabili.
4 gli immobili sequestrati di cui una villa con 14 vani, 2 autoveicoli e denaro contante depositato su 89 conti correnti.

S.V.
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