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Scritto Martedì 08 maggio 2018 alle 19:03

Aggressione in treno: restano in carcere i due nigeriani. Altro che baby gang, sono in ottima forma e ben vestiti

Tutt’altro che ragazzini: fianco a fianco agli agenti della polizia penitenziaria del carcere di Pescarenico la possanza dei due nigeriani tratti in arresto quali presunti autori del pestaggio dell’assistente capo della Polizia di Stato Mauro Guilizzoni, questo pomeriggio alle 15, al loro arrivo in Tribunale, era lì, tutta da vedere.

I due arrestati


Completo “total white” in perfetto contrasto con la carnagione color pece per uno - con una magliettina sportiva a mezze maniche indossata sopra un paio di pantaloni che sembravano esaltarne lo slancio – e giubbino di jeans con snaker alla moda per l’altro, Fredom Emighare (classe 1994) e Celestine Chukunka (un anno più “anziano”) sono comparsi al cospetto del giudice per le indagini preliminari Paolo Salvatore per la convalida del fermo operato dagli uomini della Questura – in sinergia con i Carabinieri – nel pomeriggio di domenica alla stazione di Calolzio, raggiunta dai due extracee a bordo di un treno differente rispetto a quello sul quale – stando all’impianto accusatorio – con almeno altri sei connazionali si sarebbero scagliati contro l’operante intervenuto in soccorso al controllore a sua volta spintonato e preso a male parole per “essersi permesso” di contestare ad un membro della gang la mancanza del titolo di viaggio. Otto o dieci contro due: tra frasi irriverenti, calci e pugni, all’apertura delle porte, alla stazione di Arcore, sul pianerottolo tra un vagone e l’altro la “divisa” – libera dal servizio e diretta da Milano verso Lecco proprio per iniziare il turno delle 19 – è rimasta distesa a terra, priva di sensi con al proprio fianco il dipendente delle ferrovie, attonito per la brutalità dell’aggressione subita. 10 i giorni di prognosi assegnati a Guilizzoni dopo una notte trascorsa in ospedale a Lecco, con il capoluogo lariano raggiunto in treno per non fermare il convoglio e arrecare altro “disturbo” ai passeggeri che il biglietto lo avevano invece pagato e null’altro si aspettavano se non arrivare a destinazione per tempo in una calda domenica pomeriggio di primavera.
Scesi a Carnate – ripresi incontrovertibilmente dalle telecamere del circuito di videosorveglianza della stazione, con i filmati prontamente messi a disposizione dai Carabinieri della Compagnia di Vimercate che all’arrivo in posto hanno identificato tutti i presenti – e risaliti sul primo diretto in viaggio verso nord, gli assalitori sono stati attesi dagli Uomini delle Volanti della Questura di Lecco a Calolzio. Oggi l’udienza. Assistiti dall’avvocato Manola Mazza, i due nigeriani – domiciliari a Cologno Monzese e Pizzighettone, presso strutture d’accoglienza avendo già ottenuto lo status di rifugiato – sono stati tradotti al primo piano del Palazzo di Giustizia di Corso Promessi Sposi, dopo aver passato la giornata di ieri “al fresco”. E, dietro le sbarre rimarranno: il Gip, pur non convalidando l’arresto stante l’assenza del presupposto dell’effettiva fragranza di reato, ha infatti accordato la custodia cautelare in carcere proposta dalla pubblica accusa, rigettando la proposta di una misura meno afflittiva avanzata dal legale, facendo sull’assenza – a suo giudizio – dei presupposti per la permanenza in cella prima del giudizio.
Per Celestine Chukunka la permanenza a Pescarenico si allungherà solo in riferimento all’accusa di resistenza aggravata, non avendo ufficialmente un “tetto” dove attendere da uomo libero il processo. Per Fredom Emighare il provvedimento è stato emesso, invece, perché in riferimento alla tentata rapina in contestazione (per aver tentato di sfilare portafoglio e distintivo all’agente durante il pestaggio), a seguito anche delle precise dichiarazioni e al riconoscimento effettuato da Guilizzoni. Entrambi torneranno in Tribunale tra qualche mese. Ma a Monza. Il fascicolo, per competenza territoriale è stato infatti trasmesso dal dr. Salvatore al suo omologo brianzolo. Si attendono sviluppi in relazione agli altri componenti della banda di picchiatori.
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