Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 332.230.481
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 21/03/2020

Merate: 28 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 16 µg/mc
Lecco: v. Sora: 21 µg/mc
Valmadrera: 19 µg/mc
Scritto Domenica 06 maggio 2018 alle 11:28

Paderno: Suor Maria Gloria Riva incontra i giovani per spiegare la Creazione nell’arte


Suor Maria Gloria Riva, originaria di Monza, esperta d'arte, fondatrice di una comunità monastica nella diocesi di San Marino Montefeltro, vincitrice del primo premio alla rassegna internazionale di Niepokalanov a commento dell'Ultima Cena, scrive per Avvenire. Nella serata di mercoledì 2 maggio ha presentato ai giovani meratesi che ha incontrato all'oratorio di Paderno il tema della Creazione attraverso la pittura di Michelangelo, confrontato con Hieronymus Bosh. Prima dell'inizio dell'incontro, tra i numerosi saluti degli amici che l'hanno accolta, Suor Maria Gloria Riva ha confessato il motivo del particolare legame che la lega al parroco padernese Don Antonio Caldirola. ''E' stato lui ad avermi convertita''. Don Antonio Caldirola ha però voluto precisare che il merito è tutto ''del Creatore, non mio''. ''Era della mia parrocchia di Monza ma non è mai venuta in oratorio, era allergica - ha proseguito il don - Lavorava con sua mamma, poi ha fatto la fumettista. L'inizio del suo cammino è stato un incidente in macchina. Guidava il suo ragazzo ma un altro non ha rispettato il semaforo. Da quell'incidente è iniziato il lavoro serio di discernimento. È un tipo solare e se fosse in oratorio sconvolgerebbe davvero le cose''.

  Suor Maria Gloria Riva e Don Antonio Caldirola

Partendo poi da Michelangelo, Suor Maria Gloria ha analizzato i primi quattro affreschi della campitura raffiguranti il Creatore ''al lavoro'', dalla forma romboidale generata dalle sue quattro pose fino alla sua postura. ''Non ci sta nella campitura a destra, rappresentante la 'Separazione della luce dalle tenebre', ma Michelangelo lo fa partire dal ginocchio - ha commentato - L'autore, quando dipinge, deve mantenere la stessa postura. Ci sta dicendo che ognuno di noi è Dio, che crea. Nella creatività l'uomo è unico perché genera la molteplicità. La differenza sta nel fatto che, mentre Dio dice quello che fa, noi siamo frantumati, separati e divisi. Nel momento in cui si dice una frottola ci si divide, questa divisione interiore è un turbamento''.

''Separazione della luce dalle tenebre'', Michelangelo, ritagli della Cappella Sistina

Suor Maria Gloria ha proseguito analizzando ''La creazione degli astri e delle piante'' di Michelangelo. ''Dio da un lato, mentre genera gli astri, forma con il suo corpo una croce - ha spiegato - Le stagioni e il tempo sono sentite solo dall'uomo, e non da altri animali, perché abbiamo dentro il desiderio di eternità. Senza idea dell'eternità non c'è tempo, e viceversa. Noi abbiamo una fede che si realizza nel tempo, perché l'eternità si è fatta appunto tempo''.

  ''Creazione degli astri e delle piante'', Michelangelo, ritagli della Cappella Sistina.

La terza opera mostrata è stata ''La separazione di acqua e terra''. La suora ha spiegato che, in questo caso, ''Dio guarda sotto (dove c'è l'altare della cappella Sistina, ndr) e nel suo manto ci sono fede, amore e speranza''. ''Partendo dalla fede - ha proseguito - se un bambino sospettasse della mamma sarebbe una tragedia. Così per noi, la fede è un principio attivo della vita umana e non un elemento solo da sacrestia. Così l'amore, se non si è innamorati tutti i giorni e non si è contenti di vivere non ha senso svegliarsi''.

''La separazione di acqua e terra'', Michelangelo, ritagli della Cappella Sistina

La suora ha quindi analizzato la famosa ''Creazione di Adamo''. ''Le mani si stanno staccando - ha commentato - L'uomo e la sua ragione si stanno emancipando. Ciascuno di noi si sente al centro, come dicevo, e qui ne vediamo l'origine, l'uomo si sta separando da Dio. Ma di nuovo le braccia di Dio formano una croce, e sotto il Suo manto c'è 'l'antidoto' a questo allontanamento: la donna è Maria e il bambino il Verbo, tenuto con due dita. Due dita che ritroviamo nei sacerdoti quando distribuiscono l'Eucarestia''.

  La Creazione di Adamo, Michelangelo, ritagli della Cappella Sistina

Negli stessi anni Bosh, nelle Fiandre, rappresenta sull'esterno del suo trittico ''Delle delizie'' il terzo giorno. Anche questo autore ha suscitato interesse nella relatrice che ha voluto condividerne le opere con i giovani delle parrocchie di Paderno, Robbiate, Verderio e Merate e gli altri partecipanti.

VIDEO


''Sull'esterno del trittico la doppia benedizione è solo per le piante e lo si capisce dall'assenza di colori, le piante infatti non vedono i colori
- ha spiegato - A differenza della raffigurazione di Michelangelo, Dio sta in alto, lontano a sinistra lo troviamo con un libro in mano che da origine alla creazione che sia apre con l'apertura del trittico. L'uomo è seduto per terra perché è fatto di terra, è fango, ma guarda verso Dio, cioè anela di assomigliare a Dio''.

  L'esterno del ''Trittico delle delizie'' Hieronymus Bosh.


Suor Maria Gloria ha poi continuato con un'altra distinzione tra uomo e donna. ''L'uomo non è ciclico come la donna ma è vettoriale - ha proseguito - Non viene disturbato dal corpo, il suo compito è essere la certezza di un progresso, della capacità di trasformare la realtà. Il suo bioritmo cambia ogni quattro mesi mentre la donna ha un bioritmo di quattro settimane ed è disturbata dal suo corpo, suo compito è portare a maturazione il seme del corpo dell'uomo. Anche lei, nella rappresentazione di Bosh, germoglia dalla terra, ma tiene gli occhi bassi. Il secondo pannello lo si potrebbe definire un 'gay pride ante litteram', si passa da un'unica anfora a più fonti, non c'è più un asse verticale che domina, manca il senso del peccato. I personaggi si accoppiano tra uomini e donne dello stesso sesso, tra animali, tra uomini e animali, Dio non lo ascoltano, non se ne sente la mancanza. Qui domina il proprio piacere, 'piacere' è il nuovo dio''.

''Trittico del giardino delle delizie'' di Hieronymus Bosh.

Nel raccontare la sua esperienza di vocazione la suora ''di clausura'', la relatrice della serata si è voluta aiutare con la descrizione dell'opera ''Salita all'Empireo'' di Bosch. ''Nel primo pannello ci sono solo coppie - ha spiegato - In basso una coppia che si guarda seduta e viene sollecitata dall'angelo ad alzarsi. Amore infatti non significa guardarsi negli occhi ma guardare insieme la stessa meta, stare insieme sotto lo stesso giogo, camminare allo stesso passo. Fate qualunque cosa per l'eternità o non fatelo nemmeno, non accontentatevi di un grammo in meno''. 8: Suor Maria Gloria, alle sue spalle un particolare dell'opera ''Ascesa all'Empireo'', di Hieronymus Bosh.

Dopo aver brevemente raccontato il suo percorso, Suor Maria Gloria Riva ha concluso il suo intervento affermando che ''la luce che vidi sulla strada il giorno dell'incidente la rivedo nell'eucarestia, in quella luce c'è anche la forza della nostra unità, ne sono certa''.
Ester Cattaneo
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco