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Scritto Venerdì 04 maggio 2018 alle 22:16

Cernusco: accusata di abuso dei mezzi di correzione. Una maestra assolta dal giudice

Assolta per non aver commesso il fatto: è la sentenza emessa oggi dal giudice monocratico Maria Chiara Arrighi nei confronti di una maestra dell'istituto comprensivo Bonfanti-Valagussa di Cernusco Lombardone, accusata di "Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina" (articolo 571 del codice penale) ai danni di uno dei suoi alunni.
I fatti risalgono al 2014: il procedimento penale a carico dell'insegnante sarebbe "scattato" dopo la denuncia-querela presentata dai genitori di un bambino che ha sbattuto violentemente la testa contro un estintore. Secondo quanto ricostruito nelle precedenti udienze, il fatto sarebbe avvenuto al momento di recarsi in mensa per il pranzo, quando tutti erano stati disposti in fila indiana dalla maestra; l'alunno in questione tuttavia, forse particolarmente vivace, avrebbe rifiutato di incolonnarsi, facendosi richiamare più volte. Proprio in quegli istanti sembra che l'insegnante abbia cercato di riaccompagnarlo all'interno della fila e il bambino, divincolandosi, sarebbe andato a sbattere contro l'estintore.
Nell'udienza di oggi, a dibattimento chiuso, l'avvocato difensore Francesca Rusconi si è trovata d'accordo con l'esame del Vice Procuratore Onorario Pietro Bassi nel chiedere l'assoluzione dell'imputata: secondo la pubblica accusa infatti il fatto non sarebbe stato commesso con dolo e inoltre il bambino avrebbe battuto il capo accidentalmente, senza essere nemmeno strattonato dalla maestra, escludendone quindi la totale responsabilità. Anche dall'escussione dei testimoni, avvenuta nelle precedenti udienze, sarebbe emersa la totale incapacità dell'educatrice di poter far del male ai bambini, definita -come affermato dal rappresentante di classe dell'epoca- una persona mite e tranquilla.
Il giudice Maria Chiara Arrighi, ritiratasi in camera di consiglio nel primo pomeriggio di oggi, ha pronunciato sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.
F.F.
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