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Scritto Sabato 28 aprile 2018 alle 16:23

Merate: il fascino perverso del forte sull’area don Natale Basilico

L'attenuante che si può concedere alla maggioranza di "Più Merate Massironi sindaco" è quella classica del  conflitto emotivo. Dall'area intitolata al compianto don Natale Basilico, di via Cazzaniga, secondo i proclama preelettorali avrebbe dovuto partire la rinascita culturale della città. Da quella fossa circondata da oscuri cunicoli i candidati immaginavano si irradiasse una luce nuova, capace di disintegrare come un potente raggio laser, quindici anni di polemiche.

Purtroppo però le cose sono andate diversamente. Da quella fossa sono state vomitate urla e strepiti anche ben oltre gli orari consentiti che, però, non hanno raggiunto le orecchie delle Autorità. Il cui sguardo si è  posato altrove anziché sui parcheggi selvaggi, sull'uso improprio dei giochi per bambini, sulle frequenti deiezioni umane. Fino al famoso "The End" con due notti di baldoria a ore improponibili, documentate da immagini sui social che tuttavia non sono state in grado di attirare l'attenzione delle suddette Autorità, secondo le quali, testuale,  "...non sono pervenute segnalazioni e non sono state accertate violazioni". Ora che la calma è tornata , nella fossa restano solo gli artisti a presidiare il forte, insufflandovi un po' di vita con tante belle iniziative. Una Giunta accorta, ricevuta la disdetta dei gestori del T Bar (e magari anche prima, dati causa) avrebbe avviato subito un confronto sul futuro del complesso costato pur sempre qualche milione di euro e tre lustri di tribolazioni. Invece, dopo la sorpresa dello stanziamento di 40mila euro per illuminare a giorno i 9mila metri quadrati, ecco che in sede di variazione di bilancio, capitolo spese in conto capitale, appare la sbalorditiva cifra di 90mila euro sempre per illuminare il comparto con l'aggiunta di una risistemazione del manufatto e della zona giochi. Novantamila euro.....cazzo ma si devono illuminare anche i fili d'erba per rendere meno difficoltosa agli uccelli la caccia ai vermi?  Siamo così tanto ricchi da buttare i soldi senza una scala di priorità appena decente quando, dalle vie prive di illuminazione, ai marciapiedi sconnessi, al verde semi abbandonato, al campo sportivo comunale di cui ci si deve solo vergognare, l'elenco delle cose più importanti può occupare una pagina intera? La gestione del bilancio comunale è senza dubbio ammirevole, questo va detto. Ma manca del tutto la visione politica, causata dall'evidente sfilacciamento della Giunta tenuta insieme, a forza, dal carisma del Sindaco. Senza un vero programma di opere pubbliche, la distribuzione delle risorse rivenienti dal recupero dei 990mila euro stanziati per il collegio Manzoni finisce su capitoli di spesa già aperti e soltanto incrementati. Nulla che abbia un respiro oltre il breve termine. Prevale  il fascino del "costruire" su quello del "conservare". E la prova sta lì, proprio nei 90mila euro per illuminare un deserto di 9mila mq. contro i 38mila euro per la manutenzione dell'intera riserva lago di Sartirana di 236mila mq. Per di più soldi non comunali ma provenienti da contributi regionali. La consigliatura Massironi sarà ricordata senz'altro per la sana gestione dei conti pubblici, di cui beneficerà la prossima. Ma gli attuali assessori non hanno dato alcun vero cenno di vita, gestendo stancamente ìl  quotidiano senza un minimo di fantasia, senza un pensiero fuori dagli schemi chiusi dell'esistente. Insomma, questa amministrazione passerà alla storia come quella della "terza corsia" di scarsa utilità e della piazza retrostante il Municipio di nessuna necessità. Ottocentomila euro per due opere certamente non prioritarie. Ne bastano 500mila per creare una riserva naturale a nord della città capace di diventare un'attrazione turistica di straordinaria bellezza tra i parchi del Curone e dell'Adda. Oppure con l'aggiunta di poche migliaia di euro per riqualificare l'intero via Verdi. Però bisogna applicarsi e avere una visione che guardi al futuro. E forse, questo è mancato perché il Sindaco, al quale la città deve gratitudine per l'impegno gratuitamente profuso in questi anni,  è rimasto solo, prigioniero delle sue visioni e del carattere accentratore, alimentato giorno dopo giorno, dal progressivo disimpegno dei suoi più stretti collaboratori.  
Claudio Brambilla
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