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Scritto Venerdì 20 aprile 2018 alle 14:43

Merate, Viganò: studenti impegnati in una serie di progetti per parlare del tema rifiuti

C'è chi ha suonato sulle note di Edoardo Bennato, storpiando una delle più celebri canzoni, diventata per l'occasione ''L'isola che c'è''. Altri hanno allestito un bazaar pieno zeppo di oggetti realizzati da materiale di scarto (ad esempio un proiettore per smartphone). Altri ancora hanno analizzato la germinazione di una pianta di fagioli e osservato da vicino una salamandra, puntando l'attenzione sulle specie inserite nella ''red list'' di quelle in via di estinzione, mentre qualcuno ha persino ricamato una storia partendo da Calimero e lo sbiancamento della pelle, per poi finire a parlare in maniera davvero originale del riciclaggio come di una sorta di reincarnazione degli oggetti.

Gli alunni impegnati nel ''Upcycling Bazaar''


Questo, e molto altro ancora, nel corso di una giornata della terra che l'Istituto Viganò ha voluto quest'anno che fosse veramente un momento di riflessione profondo verso il tema dei rifiuti, e tutto quel che ci sta intorno. Gli studenti e le studentesse di ''ragioneria'' non si sono certo fatti trovare impreparati. Per molti di loro che hanno contribuito attivamente alla progettazione dell'Earth Day è significato rimboccarsi le maniche o spremere le meningi già diverso tempo prima della giornata stessa, che si è celebrata, come nel resto del mondo, venerdì 20 aprile.
Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):
18 diverse stazioni, la maggior parte delle quali situate nelle classi e nei laboratori della scuola, sono state attive sin dalla prima ora di lezione (cioè dalle 8) fino al suono dell'ultima campanella. Durante tutta la mattinata gli alunni del Viganò hanno avuto l'imbarazzo della scelta, grazie ai loro compagni e ai professori che più si sono sbizzarriti per rendere la giornata unica nel suo genere.

Una classe nel laboratorio di scienze, dove hanno parlato di salvaguardia dell’ecosistema


''Abbiamo organizzato una serie di laboratori e postazioni in base al tema comune di questa giornata: la salvaguardia e il rispetto dell'ambiente attraverso lo smaltimento dei rifiuti - ha commentato prof Claudio Contento, docente di storia e lettere - L'obiettivo educativo è quello di far capire agli studenti che parlare di raccolta differenziata significa parlare di qualcosa che riguarda tutto il pianeta. Anche qui, come in altre scuole, separiamo la spazzatura con i diversi contenitori. E quello che vogliamo far capire con questa iniziativa è proprio un principio: si parte dal piccolo per rispettare il pianeta, inteso come luogo di tutti noi''. Contento ha seguito da vicino il percorso di questa giornata collaborando specialmente con il collega Francesco Colotta. Altri docenti si sono messi a disposizione partecipando attivamente alle attività.

Gli artisti di ''Monnezzart''


Tra questi, ad esempio, il professore Saverio Catalano, docente di diritto ed economia e chitarrista. ''Siamo partiti con un gruppo di studenti dall'isola di plastica del Pacifico - ha commentato - Abbiamo realizzato una presentazione del problema, dei dettagli e delle caratteristiche di questa grandissima piattaforma in mezzo all'oceano. Quindi abbiamo pensato ad una rivisitazione del brano 'L'isola che non c'è' di Bennato, chiamandola appunto L'isola che c'è''.

VIDEO


Il gruppo ''Mater B'', che prende il nome da un particolare tipo di bioplastica molto più sostenibile da quella comune ricavata dal petrolio, ha suonato diverse volte il brano rivisitato e diverse volte, davanti a gruppi sempre differenti, ha spiegato che cosa è la ''Pacific Trash Vortex'': un grande ammasso di spazzatura galleggiante, hanno spiegato alcune studentesse - situata nel Pacifico, ritenuta da alcuni studiosi vasta almeno quanto gli Stati Uniti (circa 10 milioni di km2), scoperta nel '97 e in grado di provocare ingenti danni all'ecosistema.

Il prof Saverio Catalano durante una esibizione con il gruppo ''Mater B''


Chi ha invece dovuto sforzare le meningi, come detto, è stato il docente di chimica Baronetti insieme ad un team di studenti-sceneggiatori. Insieme hanno costruito la storia di ''Polimero'' (da pronunciarsi con la stessa cadenza di Calimero, dato che prende spunto proprio dal noto pulcino nero delle pubblicità), una paperella di gomma nata da una bizzarra famiglia di mutanti transgenici. Polimero, che prova un profondo malessere nell'essere diverso e non sapere bene che fare della sua vita, scopre grazie alla madre il mondo del riciclo come fosse per lui la seconda vita tanto desiderata.

A.S.
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