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Scritto Mercoledì 11 aprile 2018 alle 19:39

Processo a don Giorgio, il giudice 'sgrida' Salvini: se non viene, almeno avvisi prima

Matteo Salvini
In concomitanza con la scorsa udienza - calendarizzata per il 13 marzo - era volato a Strasburgo per "salutare" l'Europarlamento dopo il "pieno di voti" ottenuto in Patria alle elezioni politiche. Anche oggi Matteo Salvini non si è presentato al cospetto del giudice monocratico Nora Lisa Passoni quale testimone-persona offesa nell'ambito del procedimento penale intentato nei confronti di don Giorgio De Capitani, l'ex parroco di Monte di Rovagnate, trascinato a giudizio dallo stesso leader della Lega per una serie di prese di posizione postate in rete a commento di articoli di stampa nazionale, giudicate dal querelante lesive della propria immagine e di quella del Movimento, tanto da presentare più denunce-querele poi confluite nel medesimo faldone giudiziario.
L'avvocato Christian Manzoni - in sostituzione della collega Laura Eccher del Foro di Trento, titolare dell'incarico - ha esibito una giustificazione per iscritto, firmata di proprio pugno dall'assistito, datata ieri attraverso il quale è stato fatto valere il legittimo impedimento a comparire della persona offesa, chiedendo altresì di fissare una nuova data, possibilmente - per espressa proposta di Salvini - dopo il mese di ottobre.
Prendendo contezza direttamente in Aula di come inevitabilmente anche quest'oggi l'istruttoria non avrebbe fatto alcun passo in avanti, la dottoressa Passoni, pur con garbo, ha fatto presente al legale di parte civile come avrebbe gradito essere avvisata per tempo, avendo tra l'altro riservato per la mattinata odierna due ore proprio alla trattazione di questa causa, immaginando di dare spazio tanto alla presunta persona offesa tanto all'imputato, tra l'altro anch'egli non presente perché messo a conoscenza preventivamente dai propri difensori dell'assenza della controparte.
Ribadendo come a proprio avviso "più andiamo avanti più sarà difficile averlo qui" - soprattutto se verrà formato il nuovo Governo -  il giudice non ha dato poi seguito alla richiesta di Salvini, fissando la prossima udienza per il 10 luglio. "Io il rinvio lo do prima dell'estate perché un tentativo di chiudere il fascicolo in tempi ragionevoli lo vorrei fare" ha sostenuto, chiedendo quantomeno che in quella data, qualora il politico non potrà ancora esserci, si inizi a sentire l'unico testimone richiesto dalla parte civile. L'appuntamento - per chi ci sarà - è alle 10.30.
Nel frattempo, è notizia di ieri, come un altro sacerdote - dopo il rigetto della richiesta di archiviazione presentata dal PM - dovrà rispondere di diffamazione sempre nei confronti del Segretario della Lega. Si tratta di don Alberto Vigorelli, 79 anni, collaboratore della parrocchia di Mariano Comense. Dal pulpito, nel 2016, a commento della frase del Vangelo "ero straniero e mi avete accolto" avrebbe esclamato "o siete cristiani o siete Salvini", espressione mal digerita dal leader padano tanto da arrivare (all'ennesima) querela.

A.M.
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