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Scritto Venerdì 23 marzo 2018 alle 19:00

Merate: porta una vecchia arma ai CC non sapendo cosa farsene. Processato e assolto

Il geometra Dario Meschi
Assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Si è conclusa così la vicenda giudiziaria che ha visto come protagonista il noto geometra meratese Dario Meschi per aver portato in luogo pubblico un'arma da fuoco. Il professionista avrebbe portato la rivoltella, regolarmente denunciata e comprata nel 1977 - quando in quegli anni era alto il pericolo dei sequestri di persona, come specificato in aula dallo stesso geometra - alla caserma dei Carabinieri di Merate per ricevere indicazioni sul da farsi. Infatti l'arma, smontata in tutte le sue componenti, era riposta nella villa in cui abitavano i coniugi Meschi, prima del trasloco a seguito del pignoramento dell'immobile. "Non ricordavo nemmeno di averla" ha detto il geometra Meschi in aula riferendosi alla pistola e rispondendo alle domande del suo legale e del Vpo Mattia Mascaro, "Confrontandomi con mia moglie, abbiamo deciso di rivolgerci ai Carabinieri e così l'abbiamo portata con noi. Pensavamo di fare una cosa buona ma devo ricredermi se mi trovo qui". L'imputato ha ammesso di aver avuto il porto d'armi da difesa ma che non era più rinnovato da anni e che la pistola non era funzionante. All'esplicita domanda del Vpo Mattia Mascaro, per verificare se il geometra fosse a conoscenza che l'arma non si potesse trasportare al di fuori dell'abitazione, questi ha risposto negativamente. È stata la testimonianza della signora Meschi che ha fatto maggiore chiarezza sull'avvenuto, avendo il difensore anche precisato che l'imputato, seppur in maniera lieve, soffre di una patologia che gli causa qualche problema di memoria. "Sono stata io a chiedere a mio marito di portare via la pistola dalla villa" ha detto la donna, "avevo paura che qualche ladro o malintenzionato potesse entrare e rubarla. Mi sono rivolta anche ad un nostro amico Maresciallo, ora in pensione, il quale mi ha detto di portare la rivoltella ai Carabinieri. Non avrei mai pensato ad un epilogo simile". Chiusa l'istruttoria, il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto la condanna dell'imputato a 1 anno e 10 giorni di reclusione perchè, pur capendo umanamente le ragioni del professionista, essendo stato un detentore d'armi avrebbe dovuto essere a conoscenza della normativa; il difensore del geometra di contro ha chiesto l'assoluzione perché il fatto non costituisce reato in quanto, trattandosi di un reato di pericolo, non si è concretizzato l'elemento del dolo generico.

Richiesta a cui si è associata la dottoressa Maria Chiara Arrighi.

 

B.F.
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