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Scritto Lunedì 26 febbraio 2018 alle 19:25

Merate: dopo aver buttato oltre un milione nella Bauen, Villa a giudizio per bancarotta

Lasciando l'avvocatese da parte e sintetizzando al massimo le prolisse dichiarazioni rese oggi in Aula da Oreste Massimo Villa, dietro ad ogni condotta a lui ascritta nell'ambito del fallimento della "sua" Bauen, parrebbe esserci una concatenazione di scelte non azzeccate, minacce e "insuccessi" imprenditoriali, con il crack di una società che sembrerebbe tirare dietro l'altra, con un effetto domino non propriamente breve. E così, dopo aver "buttato" nell'impresa oltre un milione di euro propri, il meratese si trova a giudizio per bancarotta fraudolenta, con contestazioni a suo carico in relazione a presunte distrazioni di importi paradossalmente piccoli rispetto alle finanze sborsate rivelatesi però insufficienti per arginare un buco divenuto una voragine da 3.600.000 euro.
Dopo aver ascoltato la deposizione del curatore Filippo Redaelli, escusso nel giugno dello scorso anno, quest'oggi l'imputato, ritenuto essere l'amministratore di fatto dell'impresa edile con sede a Merate, ha avuto la possibilità di tratteggiare al collegio giudicante del Tribunale di Lecco (presidente Enrico Manzi, a latere Nora Lisa Passoni e Salvatore Catalano) la propria verità, sottoponendosi ad esame e rispondendo così alle domande poste dal sostituto procuratore Nicola Preteroti (titolare del fascicolo), dall'avvocato di parte civile Manoela Stucchi e dal proprio difensore Luisa Bordeaux. Assente invece il coimputato, Fausto Della Cristina, amministratore di diritto della Bauen nella sua ultima partentesi di attività prima del fallimento sancito nel 2011, non rintracciato neppure dal legale d'ufficio nominato per lui dal Tribunale.
E proprio la ricostruzione di come si sia arrivati a investire della carica di legale rappresentante della srl quest'ultimo soggetto si è incentrata la prima parte "dell'interrogatorio" di Villa.
Detentore del 98% delle quote della Bauen (con socia di minoranza la madre, titolare del restante 2%), il meratese nel 2008 si sarebbe infatti dapprima affidato a tale Alessandro Balistriere, soggetto che, per sua stessa ammissione, avrebbe colmato con le proprie conoscenze in campo amministrativo, le lacune dell'imputato, autodefinitosi un tecnico, con un diploma da geometra in tasca e qualche studio nel campo dell'architettura. Balistriere - dopo aver tra l'altro gestito l'impresa nei mesi di fuoco seguiti al passaggio di proprietà della Beton Villa, altra impresa della famiglia Villa, con la quale la Bauen condivideva la sede, con non poche difficoltà dovute al presunto ostruzionismo messo in campo a detta dell'imputato dai compratori - si sarebbe però presto defilato, non prima di "mandare avanti" un suo conoscente: Antonio Gabriele. "Avrebbe dovuto essere solo un rappresentante di Balistiere che però dopo qualche settimana sparisce" ha sostenuto Massimo Oreste Villa, ricordando come nel frattempo fosse divenuto effettivo anche il provvedimento di sfratto con gli uffici sgomberati e la documentazione trasferita nel box di un precedente commercialista di sua fiducia. In atto, sempre in quel periodo, il contenzioso milionario con la Libra, altra azienda poi fallita, con la quale Bauen si era avventurata nella realizzazione di un complesso residenziale in via Terzaghi. "Si era reso conto che Gabriele era un soggetto psichiatrico?" ha chiesto, con determinazione, il Pm. "Per me era perfettamente capace di intendere e volere" la replica dell'imprenditore, ricordando come - a suo dire - l'amministratore si sia giocato soldi dell'azienda al Casinò e lo abbia poi "violentato a parole" per spingerlo - con minacce quali "guardati le spalle quando torni a casa la sera" o "ti appendiamo" - a autorizzargli, a incarico già cessato, l'incasso di assegni circolari per 13.000 euro, finiti tra le somme snocciolate nel capo d'imputazione insieme a altri 9.700 euro sempre versati a Gabriele e 92.000 euro riferiti all'acquisto di un autocarro Mercedes che va a coinvolgere anche la SCA di Como e la Stern di Merate (quest'ultima sempre riconducibile a Villa), altre due realtà "andate a balle" nel tempo. "Liquidato" Gabriele si sarebbe arrivati così a Della Cristina, "imprenditore di Sondrio che si era offerto di aiutare la Bauen e me". Evidentemente senza riuscirci. Se si presenterà, potrà dire la sua, difendendosi dalla accuse mosse a suo carico, alla prossima udienza, calendarizzata per il 19 aprile. Saranno invece portati in Aula dalle forze dell'ordine Balistriere e Gabriele: entrambi non hanno infatti risposto spontaneamente alla chiamata a deporre.
A.M.
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