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Scritto Domenica 25 febbraio 2018 alle 09:08

Merate, Fasano (Semina): i social network creano isole chiuse di un arcipelago che va alla deriva

Prosegue il laborioso progetto sul 25 aprile promosso dall'associazione La Semina, in una rete di collaborazioni esterne. Venerdì 23 febbraio ad essere coinvolti sono stati gli studenti del liceo Agnesi. Ad aderire volontariamente all'inizio del percorso sono stati 9 ragazzi, quasi tutti di classe quarta, con uno solo di quinta. Avevano partecipato a un incontro con il regista Renzo Salvi, in un ricordo di Giovanni Bianchi e del suo libro: "La resistenza senza fucile".

Chiara Manganini, Luca Riva e Luciano Fasano


L'ospite al liceo Agnesi l'altro giorno è stato il docente dell'Università degli Studi di Milano Luciano Fasano. Nel pomeriggio ha coinvolto gli studenti in un laboratorio. Alle ore 18.00 la conferenza aperta al pubblico. Un'analisi profonda sul "secolo presente", che possiede le sue radici nella Carta costituzionale scritta all'indomani della Resistenza, centrando perfettamente lo spirito del progetto de La Semina "Per un 25 aprile di pace e di futuro". Forti di queste e altre competenze che acquisiranno nelle prossime settimane, i giovani volontari del liceo saranno a loro volta i maestri per gli allievi delle elementari di Calco e Imbersago e delle medie di Merate, all'interno del programma di alternanza scuola-lavoro.

Il responsabile per la scuola superiore è il prof. Luca Riva, che ha spiegato: «Fuori da ogni retorica sul 25 aprile, cerchiamo di proiettare verso il futuro i valori della Resistenza». A presentare il docente universitario è stata Chiara Manganini, studentessa di filosofia che l'anno scorso ha scelto La Semina per il proprio periodo di stage. Ha sviluppato un progetto che deve ancora concretizzarsi sulla filosofia per i bambini, ed è poi rimasta vicina alle attività proposte dall'associazione. La parola è quindi passata al politologo Fasano, che ha premesso: «Nel presente ci sono già gli elementi che saranno proiettati anche per tutto il secolo che stiamo vivendo». Perno del suo intervento è stato il sistema di società proposto da Talcott Parsons. Adattamento, conseguimento degli scopi, integrazione e latenza, a cui il docente milanese ha aggiunto l'ambiente terrestre. Lo sforzo che ha richiesto è di interrogarsi sul presente. «Forse stiamo perdendo le bussole che avevamo nel Novecento» ha dichiarato il ricercatore. Una delle sfide maggiori sarà su come andrà definendosi il lavoro. Oggi i posti diminuiscono, eppure il Prodotto Interno Lordo è previsto in aumento. C'è che ha teorizzato una società senza lavoro. «La società dovrà avere la capacità di trovare le condizioni migliori per sviluppare il capitale umano».

Il docente dell'Università degli Studi di Milano Luciano Fasano


Altra questione fondamentale è l'integrazione. «In futuro ci saranno società aperte, che valorizzano le specificità mettendole in dialogo, e società chiuse. La Costituzione si appronta al mondo aperto con le immagini sulle confessioni religiose e lo straniero. L'articolo due afferma la correlazione fra "persone" e non cittadini». Fasano ha chiarito che l'integrazione non può essere circoscritta nei confronti degli stranieri. Nell'integrazione sociale rientra per esempio la parità di genere o il femminicidio. «In un individuo complesso, esiste la capacità nel differenziarsi, ma integrando le differenze». L'integrazione è difficile da costituire anche sui social network, dove si creano delle cerchie esoteriche che producono disinformazione. «I social network creano strutturalmente delle dinamiche di esoterismo. Non c'è interdipendenza nel rapporto con l'altro. Siamo di fronte a isole chiuse in un arcipelago che va alla deriva».
Marco Pessina
Associazione correlata:
- La Semina
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