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Scritto Martedì 20 febbraio 2018 alle 16:59

Giovanni Zardoni: a chi critica sempre dico, mettici la faccia e fai qualcosa. Dopo 15 anni ho lasciato il Comune ma resto nel Parco. Poi scrivo, seguo il meteo e coltivo la mia vigna

E' un personaggio che - da parecchi anni - ritroviamo spesso nei diversi ambienti che un buon cronista deve frequentare con assiduità. Politico, amministratore, ambientalista, viticoltore, meteofilo, giornalista. Giovanni Zardoni e un po' di tutto questo. Cernuschese DOC, 44 anni, impiegato da anni nel settore notarile, Zardoni ha collaborato con le testate d'informazione locale, è puntualmente interpellato per le questioni relative al meteo gestendo una stazione di rilevamento del centro meteo lombardo ma è anche uno studioso di storia locale. E' stato assessore all'Ambiente di Cernusco dal 2001 al 2006, vicesindaco e assessore all'Urbanistica e ambiente dal 2006 al 2011 e consigliere di minoranza dal 2011 al 2016. E' stato membro del Consiglio di Amministrazione di Silea Spa dal 2004 al 2007, di quello di Seruso Spa dal 2007 al 2010 e di quello del Parco del Curone dal 2002 al 2007; in seguito è stato delegato permanente del Sindaco nella Comunità del Parco fino al 2011. Molto attivo nel volontariato, è da sempre in prima linea per la valorizzazione dei prodotti dell'agricoltura del Parco e ricopre attualmente l'incarico di Coordinatore delle Guardie Ecologiche Volontarie del Parco, oltre ad essere Presidente della Consulta Urbanistica - Lavori Pubblici e Territorio del Comune di Cernusco Lombardone. Come si vede un soggetto impegnato a tutto tondo che ha parecchio da dire su molti argomenti d'attualità.

Giovanni Zardoni

Partiamo dal suo ruolo politico: com'è la pubblica amministrazione vista dall'interno?

"L'impressione è che a volte si vorrebbe riuscire ad agire più velocemente, ma le procedure obbligate rallentano di molto l'azione amministrativa. Oggi, da osservatore esterno, noto che inoltre i cittadini sono meno pazienti e sempre più pronti alla pubblica denuncia: l'amministratore insomma ci mette la faccia sempre, anche se a volte non poteva fare di meglio di quello che ha fatto. E' forse per questo motivo che è sempre più difficile trovare persone disponibili all'impegno civico: a volte ci si chiede "ma chi me lo fa fare?". E a chi è capace solo di criticare a mezzo social network e stampa dico: "mettici la faccia e prova a fare qualcosa di costruttivo in prima persona: chi non lavora non sbaglia mai".

E ora che la osserva dalla parte del pubblico che cosa suggerisce al Sindaco per favorire la partecipazione almeno ai Consigli comunali?

"Devo confessare di non essere un assiduo frequentatore dei Consigli Comunali: credo che quando si lascia l'Amministrazione Pubblica si tende a distaccarsi da queste dinamiche per due motivi principali. In primo luogo, dopo tanti anni di impegno (per me sono stati 15 intensi anni) ti viene in automatico di prenderti una pausa dalla vita amministrativa. In secondo luogo, assistere dal pubblico alle discussioni del Consiglio Comunale senza potere più intervenire ti sembra una limitazione, soprattutto se l'operato dell'Amministrazione non va nella direzione che auspicheresti. Credo che l'unica modalità per riavvicinare i cittadini alla partecipazione ai Consigli Comunali sia quella di istituire dei cosiddetti "question time" all'inizio della seduta: almeno per i Consiglieri Comunali (ai quali i cittadini possono comunque rivolgersi per portare all'attenzione del Consiglio Comunale un certo problema). E' comunque una procedura "molto rischiosa" che va utilizzata al meglio".

 

Buona parte del tempo libero la trascorre tra le guardie ecologiche volontarie del Parco del Curone. Ci racconta una giornata tipo tra Cascina Butto e lungo i sentieri della riserva?

"Cessato l'impegno amministrativo in Giunta sono tornato a fare la Guardia Ecologica Volontaria al Parco di Montevecchia e della Valle del Curone. Nel febbraio 2012, su proposta del Presidente Eugenio Mascheroni e sentito il parere delle GEV, il Consiglio di Gestione del Parco mi ha incaricato, ovviamente a titolo volontario, di riorganizzare il servizio, e sono stato nominato Coordinatore delle GEV e successivamente anche del Gruppo Volontari di supporto alle GEV che abbiamo costituito qualche tempo dopo. Le attività delle GEV e del Gruppo Volontari sono molto differenziate. Le GEV fanno prima di tutto vigilanza, ma esplicano anche parecchia attività di monitoraggio ambientale del territorio, molta educazione ambientale sia mediante l'apertura del museo di Ca' Soldato che con l'organizzazione di visite guidate al Parco e, cosa particolare nella nostra realtà rispetto agli altri Parchi della Lombardia, anche molte attività di manutenzioni del territorio. Gli aderenti al Gruppo Volontari partecipano a tutte queste attività con l'eccezione della vigilanza. Quindi non c'è una giornata tipica vera e propria: dipende dal tipo di servizio previsto".

 

Giovanni Zardoni e Eugenio Mascheroni


Che cosa la affascina maggiormente girando per boschi e cascine, la fauna, le sorgenti, i corsi d'acqua. Cerchi di condurre il lettore in una immaginaria, gita nel parco.

"Il nostro Parco si regge su un rapporto molto delicato tra la tutela della Natura e l'utilizzo del territorio sia per fini economici (agricoltura e turismo) che per svago (sport e relax). Frequentando il Parco questo rapporto è sempre molto presente e visibile. Mi piace fare questo esempio: il paesaggio del Parco è come un mosaico fatto di tante piccole tessere. Come in un mosaico, la bellezza dello stesso è garantito dalla vista di insieme di ogni tessera. Nella similitudine, ogni piccola porzione di territorio concorre alla formazione del paesaggio del Parco: essendo il territorio del Parco in gran parte di proprietà privata è importante che ciascuno concorra alla formazione del paesaggio che è un bene di tutti. Pertanto è opportuno frequentare le bellezze del nostro Parco avendo ben presenti tre regole principali: prima di tutto la tutela della Natura; poi le regole della buona educazione e del rispetto del silenzio; bisogna infine sempre rispettare le coltivazioni e la fatica di chi lavora per mantenere il territorio, di cui tutti godiamo. Insomma, il nostro Parco è un piccolo gioiello da custodire anche per le future generazioni".


Quanto è avanzato il progetto di fusione con il Parco del Monte Barro?

"Premetto che su questo tema sono ovviamente un osservatore in quanto non ho incarichi amministrativi. Credo che il progetto abbia subito una battuta di arresto a seguito del "naufragio" della L.R. 28/2016 di riforma dei Parchi, ufficializzato in data 29 novembre 2017 quando la Commissione Consiliare VIII ha chiesto praticamente all'unanimità alla Giunta Regionale di ritirare la proposta degli Ambiti Territoriali Ecosistemici: cosa che la Giunta ha fatto. Il nuovo Consiglio Regionale e la nuova Giunta Regionale dovranno quindi prima di tutto decidere cosa fare di questa Legge e conseguentemente sapremo se il progetto dovrà avviarsi o meno".


Lei condivide questa operazione?

"Non competono a me giudizi in tal senso. L'unico consiglio che mi permetto di dare è che si facciano passi graduali e che venga in ogni caso garantito il contatto con il territorio che è il punto di forza del Parco del Curone".


 

Che fine farà la legge sulla macroaree? Lei in quale di queste macroaree, semmai la nuova maggioranza vorrà portare a conclusione la legge 28, vorrebbe confluisse il Parco del Curone?

"Come già detto prima, qualcosa si saprà solo dopo le elezioni regionali. Più che il ruolo delle macroaree, nella L.R. 28/2016, è importante il ruolo degli Ambiti Territoriali Ecosistemici. E sul tema credo che l'Ambito proposto per il Parco del Curone sia quello che possa garantire maggiormente il collegamento con il territorio, quindi condivido la scelta degli amministratori. In Regione Lombardia è però successo che ciascun Parco si sia costruito intorno un Ambito Territoriale Ecosistemico su misura, per evitare la fusione tra Enti. L'unica correzione auspicabile può essere questa: ovvero rinsaldare i servizi e la collaborazione tra Parco del Curone e Parco del Monte Barro, mantenendo però l'autonomia dei due Enti, onde evitare fusioni future".

 

A quando l'inserimento nel Consorzio del Plis "Monte di Brianza" e della riserva lago di Sartirana?

"Per quanto riguarda il PLIS, indipendentemente dal percorso della L.R. 28/2016 i Comuni partecipanti hanno scelto di ampliare il Parco del Curone, inglobando buona parte del PLIS. Il Comune di Brivio si è chiamato subito fuori per posizioni a mio parere "preconcette", mentre Olgiate Molgora, Airuno e Valgreghentino hanno già deliberato l'avvio del procedimento. Olginate ha un po' frenato e temo che possa "perdere il treno": forse è meglio partire con un Comune in meno ma chi aderisce deve essere convinto. Garlate è molto legato alla decisione di Olginate ma, essendo già inserito nel Parco del Monte Barro, potrà forse optare anche per un conferimento del territorio a quel Parco (come potrà valutarlo Olginate stesso, che tra l'altro è già inserito, come Garlate, anche nel Parco Adda Nord).
Per quanto riguarda la Riserva del Lago di Sartirana, la cosa è strettamente legata all'iter della L.R. 28/2016 e quindi per il momento tutto è bloccato.
Come già detto, sono decisioni alle quali nel mio ruolo non posso "incidere", quindi lascio agli amministratori del Parco e dei Comuni le decisioni relative: il mio compito sarà poi quello di adeguare la Vigilanza Ecologica ai nuovi ambiti di competenza allargati".


Si torna a parlare di trivelle dato che il governo col decreto di aprile 2017 ha di fatto riaperto il tema oggetto di un referendum che non ha raggiunto il quorum. Qual è la situazione oggi?

"La vera preoccupazione è, più per quanto successo ad aprile 2017, il Decreto Legislativo n.127 del 30 giugno 2016 con cui il Governo ha ulteriormente semplificato l'iter della Conferenza dei Servizi, strumento che serve per consultare gli Enti coinvolti nell'ambito di un eventuale processo autorizzativo di un permesso per la ricerca di idrocarburi. Con questa riforma sono stati ancora sminuiti sia i poteri degli Enti Locali che quelli della Regione, trasferendo sempre più in capo al Governo la funzione decisionale: questo mi preoccupa e non poco. Nei prossimi giorni volevo infatti chiedere con una lettera aperta sul mio blog relativo al tema, http://noalpozzo.blogspot.it, un impegno pubblico a tutti i candidati alla Camera nel Collegio Uninominale di Merate rispetto a questa problematica, nel caso che qualche petroliere in futuro ci dovesse riprovare. Ad oggi non c'è ancora nulla in itinere e l'ultimo tentativo è stato quello del 2009: ma siccome di solito ci riprovano ogni 10 anni, il 2019 è vicino...".



A Cernusco si è votato nel 2016 e lei ha preferito restare fuori. Perché?

"In primo luogo perché la lista civica "Civicamente - Cittadini per Cernusco" non aveva le forze per proseguire da sola. Inoltre credevo e credo che dopo 15 anni si debba distaccarsi dalla attività amministrativa: ho aderito successivamente alla sola Consulta Urbanistica di cui sono poi diventato Presidente, ed è già un impegno troppo oneroso, dovrò valutare cosa fare sul tema nel prossimo futuro. L'impegno al Parco del Curone si è fatto molto intenso e rischia di esserlo ancora di più con gli ampliamenti in ballo, così come gli impegni di lavoro che sono sempre più pressanti. Vorrei ritrovare un po' di tempo anche per le mie passioni, che a volte vengono sacrificate. Coltivo una piccola vigna proprio in una delle zone più belle del Parco, e come potrei non concorrere alla bellezza del paesaggio mantenendo in ordine la mia piccola tessera del mosaico? Inoltre ho altre passioni come quelle per la fotografia, per la scrittura, per la storia locale e per la meteorologia, alle quali da un po' non sto dedicando il tempo che servirebbe. Nell'ambito della storia locale, vorrei continuare il lavoro sulla emblematica storia del borgo di Consonno che ho avviato con il sito www.consonno.it: ci sono amici studiosi che sul tema mi stanno aspettando. Nell'ambito della meteorologia, da meteofilo vorrei continuare la divulgazione per il pubblico, sia a mezzo stampa che attraverso l'organizzazione di serate divulgative. Insomma: mi pare che di carne al fuoco ce ne sia a sufficienza anche senza l'attività amministrativa".


Prospettive? Pensa di candidarsi ancora in qualche ente locale?

"Il mio "impegno pubblico" principale, in questo momento, è al Parco del Curone come Coordinatore delle GEV: non è un impegno "amministrativo" ma è pur sempre un impegno pubblico. E vorrei continuare a operare, anche in futuro, proprio nel Parco e per il Parco, nel ruolo che eventualmente mi proporranno gli amministratori dei Comuni dell'Ente Parco e del Parco stesso".

Claudio Brambilla
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