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Scritto Giovedì 15 febbraio 2018 alle 07:41

Merate, no al pizzo/3: la visita a Capaci e la storia di Peppino Impastato vittima di mafia

Non poteva mancare la visita a Capaci, sul luogo della strage con la bomba che esplose e fece tremare la terra, uccidendo il giudice Falcone, la moglie e la scorta e l'incontro con persone che hanno condiviso un pezzo di cammino con Peppino Impastato, giornalista e attivista, ucciso per le sue pubbliche denunce contro le attività di Cosa Nostra.

Ecco il terzo giorno degli studenti del Viganò, accompagnati dalle loro insegnanti.

I ragazzi con Antonio Vassallo



Terzo giorno: dopo la giornata di martedì, carica di significati, abbiamo iniziato questo terzo giorno con la visita al luogo in cui è stata fatta esplodere la bomba che ha ucciso il giudice Falcone e la sua scorta (23 feriti). L' emozione è fortissima.
Sotto il diluvio, ci ha accolto il fotografo Antonio Vassallo che fu uno dei primi ad accorrere sul luogo dell'attentato.
Dalla sua testimonianza abbiamo colto alcuni particolari di cui non eravamo a conoscenza; le foto fatte da lui, nei primi istanti seguenti alla strage, gli sono state immediatamente sequestrate e mai più restituite, né tantomeno utilizzate per fare chiarezza nelle indagini. Ci ha colpito la sua determinazione, nell'accorrere prontamente sul luogo della strage, ma anche la sua perseveranza nel ricercare in tutti questi anni la verità e nel portare la sua testimonianza a tutti coloro che giungono a Capaci.
Alla fine del racconto, ci siamo diretti verso il luogo dove è stata azionata la bomba. In questo luogo c'é un impianto idrico su cui lo stesso Antonio ha scritto, la sera stessa dell'attentato, la frase "NO MAFIA". Da quel momento la scritta è stata sempre rinfrescata, inizialmente di nascosto e solo negli ultimi cinque anni si sono svolte, alla luce del sole, iniziative di commemorazione.
Questi racconti hanno scaldato i nostri cuori, mentre imperversava una feroce grandinata.


A questo punto, infreddoliti e bagnati ci siamo rifugiati nel pullman che ci ha portati alla fattoria "Mariscò" in località Grisi Monreale. Qui abbiamo gustato, a base di prodotti a chilometri zero, cibi preparati da Cristina e Carlo Bargione che ci hanno accolto e illustrato la storia della loro azienda , aderente al circuito di AddioPizzo, dove non solo si fa agricoltura biologica, ma dal 2007 i coniugi, con la giovane figlia Laura, si occupano di accogliere disabili psichiatrici usando l'agricoltura come terapia.
Finito il pranzo, dopo esserci riposati, siamo partiti alla volta di Cinisi, dove abbiamo visitato la "Casa Memoria", vecchia abitazione di Peppino Impastato guidati da Giacomo, suo amico di infanzia. La casa e la testimonianza ci hanno colpiti per l'umiltà in cui ha vissuto Peppino da giovane, nonostante appartenesse ad un' importante famiglia mafiosa e per il coraggio dimostrato già in giovane età.
Alla fine dell'incontro abbiamo ripercorso, sulle pietre d'inciampo, i cento passi che dividono la casa della famiglia Impastato da quella di Tano Badalamenti, mandante dell'omicidio di Peppino.

Giacomo, amico di infanzia di Peppino


Quest'ultima è stata confiscata alla mafia ed è ora sede della biblioteca comunale.
Abbiamo concluso l' intensa giornata con la cena presso la pizzeria del fratello di Peppino, Giovanni, dove abbiamo raccolto la sua appassionata testimonianza e la sua esortazione a studiare molto per acquisire la capacità critica che ci consentirà di distinguere sempre, nella nostra vita, il bene dal male.

Nella pizzeria di Giovanni Impastato


Anche oggi concludiamo la giornata stanchi, ma felici.
Purtroppo giovedì sarà il nostro ultimo giorno in Sicilia!


Valentina Perri
Alice Rimondo
Federica D'Addario
Carlos Corimanya

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