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Scritto Lunedì 05 febbraio 2018 alle 13:23

Il PLIS del Monte di Brianza verso la dismissione e la fusione con il Curone: mentre Olginate 'rallenta', gli altri 5 scalpitano

A seguito dell’introduzione della legge regionale 28/2016, pensata per razionalizzare le aree protette sul suolo lombardo, il PLIS del Monte di Brianza (alias San Genesio) sta di fatto andando incontro alla sua fine.

L’eremo del San Genesio, uno dei simboli del Monte di Brianza

L’esperienza del Parco Locale di Interesse Sovracomunale era cominciata nel maggio 2014 con una deliberazione di Giunta Provinciale, che aveva visto coinvolti i Comuni di Olgiate Molgora (capofila), Brivio (uscito dalla convenzione circa un anno fa), Airuno, Valgreghentino, Olginate e Garlate: l’impegno era quello di tutelare in maniera condivisa i 1.400 ettari di territorio distribuiti lungo la dorsale collinare del Monte Regina, del Monte Crocione e del Monte San Genesio, per poi scendere fino alla Valle del Curone; un’area ricca di varietà tanto nella flora quanto nella fauna, caratterizzata principalmente dalla presenza di boschi di latifoglie, ma anche di castagni e betulle nella zona a nord, nonché di terrazzamenti coltivati a vite.

Un’immagine panoramica del Parco del Curone

Con l’entrata in vigore della normativa citata, gli amministratori locali si sono però trovati di fronte alla necessità – per non dire all’obbligo – di cercare nuove forme di organizzazione e gestione del proprio territorio naturale, pur sempre nell’ottica di continuare a tutelare il più possibile l’ambiente: fin dall’inizio, l’ipotesi più accreditata è stata quella di un’annessione al Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, che si estende su una superficie di circa 2.300 ettari.
Un Ente, quest’ultimo, che ha competenza sui servizi di vigilanza, informazione ed educazione ambientale, nonché sulla gestione del sistema dei sentieri e sulla conservazione del paesaggio agricolo: tutti ambiti sui quali è in grado di intervenire, anche a livello economico, in misura decisamente più consistente rispetto a una piccola formazione come il PLIS, la cui esperienza, alla prova dei fatti, è stata caratterizzata da luci e ombre, nonostante l’iniziale ottimismo.

L'assessore Matteo Fratangeli

“È ormai un anno e mezzo che abbiamo avviato un percorso di coordinamento con tutti i Comuni interessati da questi cambiamenti, con la convinzione che la possibilità di annessione al Parco di Montevecchia sia un treno che non possiamo perdere” ha commentato Matteo Fratangeli, assessore all’ambiente di Olgiate Molgora. “Siamo sicuri che d’ora in avanti avremo a nostra disposizione maggiori e più efficaci strumenti di tutela ambientale, senza per questo subire vincoli particolari. Noi siamo stati i primi ad approvare – già nel mese di dicembre – la relativa delibera: è stata una decisione condivisa all’unanimità”.
Poche settimane dopo, seppur con due voti contrari e tre astensioni, anche il consiglio comunale di Valgreghentino ha dato il proprio placet per l’annessione al Parco del Curone, come faranno a breve anche i “vicini” di Airuno seppur – molto probabilmente – con il parere negativo del gruppo di opposizione. Sarebbero ancora fortemente indecisi, invece, in quel di Olginate: non è più un mistero che le perplessità dell’Amministrazione guidata da Marco Passoni stiano rallentando l’intero iter, non senza destare un po’ di sorpresa nei colleghi dei paesi limitrofi, che invece avrebbero sempre dimostrato maggiore risolutezza.

Il sindaco di Olginate Marco Passoni

“Non siamo ancora convinti al 100%, pertanto abbiamo deciso di prenderci tutto il tempo necessario per analizzare a fondo tutti gli aspetti della questione, soprattutto sul fronte dei vincoli” si è limitato a dichiarare il primo cittadino di Olginate, aggiungendo che a breve verrà altresì fatto un “passaggio” con la Comunità Montana. Parrebbe, comunque, che in merito alla vicenda del PLIS lo stesso gruppo di maggioranza sia diviso al suo interno.
Poco convinti, del resto, anche i consiglieri di minoranza di “Olginate Si Cambia”, il cui capogruppo Riccardo De Capitani – più propenso per un “no” – ha però ammesso di non avere al momento a disposizione abbastanza elementi per poter esprimere un’opinione precisa. Non è escluso che la compagine – di cui fanno parte anche Andrea Secchi, Selene Ratti e Rosa Amati – decida di interpellare formalmente il sindaco per chiarire le motivazioni dei continui rinvii delle discussioni.
“Si sta ancora valutando la soluzione migliore”, infine, anche a Garlate, la cui superficie inglobata nell’ormai ex PLIS è comunque nettamente più ridotta rispetto a quelle dei paesi vicini. “Chiaramente l’obiettivo principale deve restare la tutela del territorio, ma nel nostro caso la questione non è così semplice, dato che siamo già sotto la giurisdizione del Parco dell’Adda e di quello del Monte Barro” ha precisato il borgomastro Giuseppe Conti.
Molto soddisfatta per la piega che stanno prendendo gli eventi, invece, l’Associazione Monte di Brianza, nata nel marzo 2013 dall’esperienza del Comitato per il Parco Locale del Monte di Brianza.

Franco Orsenigo

“Credo che gli amministratori che hanno optato per la fusione con l’Ente di Montevecchia abbiano dimostrato grande intelligenza e lungimiranza, dando il giusto valore al proprio territorio” ci ha detto il presidente Franco Orsenigo. “A differenza del PLIS, con il quale ci si poteva limitare a stipulare qualche convenzione, e che aveva dei regimi di tutela molto blandi, un Parco Regionale come quello del Curone è per sua natura preposto alla gestione del territorio e dell’ambiente, della quale difficilmente i Comuni riescono ad occuparsi da soli. D’ora in avanti, invece, si avranno a disposizione strumenti, forze e risorse umane appositamente atte a questo scopo, nonché alla ricerca dei fondi necessari al sostegno di tutte le attività di tutela e valorizzazione del territorio: non si potranno fare miracoli, ma perlomeno il punto di partenza è ottimo. L’Ente del Curone, del resto, ha sempre funzionato bene, dando un notevole impulso a molte realtà economiche e turistiche del Monte di Brianza. Un passaggio del genere non è facile, dietro a un Parco c’è un’intera cultura da costruire, ma non vedo perché non si debba avere fiducia. Di sicuro noi non resteremo “disoccupati”: per l’ambiente non si smette mai di lavorare”.
Benedetta Panzeri
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