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Scritto Venerdì 18 marzo 2011 alle 16:32

Valletta: l'Inno di Mameli, tra storia e futuro, filo conduttore della serata per l'Italia Unita

In una sola serata è risuonato più volte all’interno del salone parrocchiale di Rovagnate. È stato anche letto e commentato. Sul suo testo si sono compiute riflessioni e, grazie alla simpatia del consigliere Mirko Sironi, presentatore della manifestazione, si è anche scherzato.

L’Inno di Mameli, l’inno degli italiani è stato il protagonista della festa organizzata dall’Unione dei comuni della Valletta per celebrare i primi 150 anni dell’Italia Unita. Ma proprio perché è l’Inno di tutti, i co-protagonisti della celebrazione, sono stati gli italiani, i cittadini di Perego, Rovagnate e Santa Maria in questo caso, con i ragazzi e la dirigenza della scuola, gli amministratori e il parroco in prima linea.

Gilberto Tavola, Marco Panzeri, Paola Panzeri e il comandante della Polizia Locale dell'Unione Franco Sala

In una serata in cui musica e parole si sono avvicendate armoniosamente, il palco del salone Don Gaspare Cattaneo si è trasformata in una passerella “nostrana” dell’orgoglio italico. A calcare la scena, in apertura, gli studenti del don Pointinger che all’Inno nazionale hanno accostato anche l’Inno alla Gioia, simbolo dell’Unione Europea, due brani che, come sottolineato dal dirigente scolastico, “stanno proprio bene insieme”.
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Nel suo discorso, il professor Scopinaro, ha anche affermato che “a scuola si fa davvero l’Italia. I docenti e i collaboratori di diversa provenienza regionale apportano ognuno un grande valore, insieme suonano bene come un’orchestra” e poi ancora, con spirito europeista, “l’Italia è una, gli italiani tanti e fanno parte di qualcosa ancora più grande. Alla meta non ci si arriva da soli ma 2x2”.

Il dirigente scolastico. A lato e nelle foto seguenti i piccoli lettori che hanno introdotti i brani proposti dal coro Licabella

Semplicemente “emozionante” l’intermezzo musicale offerto, con passione, dalla Jupiter Ensemble della scuola di musica don Borghi di Calco e dal Gruppo Corale Licabella. Quest’ultimo ha tra l’altro intonato, sul finire dalla serata anche la versione integrale dell’Inno, cantata all’unisono da tutti i presenti in sala. Prima però, l’intervento di Gilberto Tavola, “in scena” con i colleghi Paola Panzeri e Marco Panzeri.

In qualità di Presidente dell’Unione, il sindaco di Santa Maria ha pronunciato il suo discorso a braccio, senza rinunciare anche a qualche spunto polemico e a qualche frecciatina nei confronti di coloro che “una volta istituita la festa hanno provato a indebolirla”.
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Definito infatti “indegno” tale atteggiamento, Tavola ha ricordato come il 17 marzo 1861 si sia realizzato un sogno, il sogno di essere italiani. “Lascio agli storici il compito di stabilire se si è trattato di un processo di rivoluzione popolare o l’estensione della monarchia sabauda. Ciò che è certo è che mai prima del 1861 si era potuto parlare di Italia come di un'unica nazione, un unico popolo”. Tornando all’attualità, il primo cittadino ha anche sostenuto che “ciò che ci unisce deve essere più importante di ciò che ci divide. Ciò però senza svalorizzare l’Italia degli 8.000 comuni”.

Con sguardo al futuro poi la chiusa finale: “Dobbiamo ricordare ai giovani che temi come la libertà, la democrazia e anche la pace non sono scontanti. Spesso dimenticano di aver avuto un avo, un parente, un nonno che ha combattuto per ottenerli. Quello che sta succedendo sull’altra sponda del Mediterraneo deve fare da monito. W l’Italia, W gli italiani”.

A.M.
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