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Scritto Giovedì 21 dicembre 2017 alle 10:32

Merate: dibattito a ruoli inversi su un programma elettorale ricco di 'faremo'

Se la bocciatura delle cinque mozioni presentate dalla Lega era scontata, un po' meno lo sono sembrate le spiegazioni offerte. La più stravagante - a parere di chi scrive ovviamente - l'ha regalata Ernesto Sellitto, solitamente acuto nelle analisi con quel po' di ironia che non guasta mai. Ma questa volta la spezia ha superato l'ingrediente base. Dunque, secondo l'ex capogruppo di maggioranza i programmi elettorali si scrivono sulla scorta di una vaga ipotesi di poter utilizzare tutte le risorse a disposizione, per Merate poco meno di dieci milioni. Così, all'avverarsi dell'ipotesi si sa già che cosa fare. E' un po' come il giocatore incallito di gratta e vinci che pianifica con precisione chirurgica dove investirà i milioni guadagnati al gioco. Ragione e statistica, però, dicono che l'una e l'altra ipotesi sono quanto mai improbabili anche se, nel secondo caso, su qualche milione di giocatori due o tre vincono.

Al dottor Sellitto, a nostro parere, sfugge che fuori dall'Aula il cittadino sa poco o nulla delle dinamiche di bilancio pubblico, dei vincoli del patto di stabilità, delle tante variabili che affliggono la finanza locale, soprattutto dei comuni virtuosi (gli spendaccioni se le cavano sempre grazie alla storicizzazione della spesa) per cui credono a quello che leggono, al volantino che hanno rinvenuto nella cassetta della posta tre settimane prima delle elezioni. Credono a quello che sentono - i pochi - che partecipano a incontri e forum. Così, chi ha più fantasia e ha meglio disposto le truppe sul territorio - truppe che a loro volta sono portatrici di istanze - riesce a confezionare un programma elettorale allettante capace di "conquistare" quell'elettore in più necessario a vincere una competizione maggioritaria a turno unico.Ed ecco quindi il paradosso di martedì sera a Palazzo, con la Lega a richiedere l'attuazione del programma della maggioranza e la maggioranza impegnata a motivare la (parziale) mancata attuazione del proprio programma.Con Andrea Robbiani lanciato in un sarcastico apprezzamento delle cose scritte dalla maggioranza (micidiale la battuta... "fate quello che avete detto di voler fare e noi vi appoggiamo fino in fondo perché lo condividiamo.....") e Alfredo Casaletto in posizione testuggine a masticare la polpetta avvelenata protetto dall'antidoto della cassa vuota.   Per tutti, insomma, la situazione è decisamente critica, si può fare poco più dell'ordinaria amministrazione. Per tutti, no, per quasi tutti. Nel breve giro tavolo Giuseppe Procopio si è lasciato andare ad un'affermazione in tipico lessico politico: abbiamo fatto gran parte delle cose scritte. Sì è vero, ma delle promesse fatte da lui, non dal suo gruppo in campagna elettorale. Nel dicembre 2014 proprio scrivendo a questo giornale Procopio  promise l'ampliamento del centro sportivo (fatto), la consegna della pista di atletica (fatta) il completamento del CDD (fatto), la realizzazione della piazza comunale (in corso), manutenzioni straordinarie al collegio Manzoni (in corso). Ottimo, dunque. Ma c'è un corposo 'resto' che è ancora in attesa di un progetto. Un 'resto' che mai si farà e che, soprattutto, che porti la firma di questa Amministrazione, non della precedente (di cui peraltro faceva parte come assessore allo sport). E' qui che anche Procopio cade,  forse a causa dell'assidua frequentazione di politici d'alto bordo, abituati a raccontare frottole e a dipingere paradisi inesistenti. Voli pure alto ma prenda esempio dal suo Sindaco le cui scelte si possono discutere ma non la lucidità di analisi e l'assoluta concretezza. Alla fine delle due ore di confronto - a parti inverse - è stato ancora Sellitto a tirare le conclusioni tra l'ironico e lo sconsolato. "Due cose ho capito questa sera: la prima che se mai mi dovessi candidare a sindaco presenterò un programma di due soli punti per essere sicuro di attuare almeno quelli e la seconda è che a mandare avanti un comune basta l'assessore al bilancio. E' la mortificazione del lavoro politico-amministrativo ma è così". L'assessore al bilancio di questa consigliatura è Andrea Massironi. E anche nella precedente lo era. Sarà solo casuale la battuta di Sellitto?
Claudio Brambilla
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