Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 461.748.567
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
Scritto Sabato 09 dicembre 2017 alle 15:51

Lettera dei sindaci italiani sul commercio equo e solidale

Dovevano essere 100, sono 102. Sono i sindaci italiani che hanno sottoscritto un appello per sollecitare il Parlamento, prima che la legislatura finisca, ad approvare la legge sul commercio equo e solidale. Appello inoltrato anche al governo, con una richiesta di incontro urgente al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, avanzata dalle tre principali organizzazioni di settore.
L'idea dell'appello, sviluppatasi in novembre, era nata a fine settembre, durante la conferenza inaugurale di Tuttaunaltracosa 2017, Festival nazionale del commercio equosolidale, organizzato dall'Associazione delle Botteghe del Mondo (www.assobdm.it), alla Fiera di Osnago (Lc). In quella sede l'onorevole Chiara Scuvera, relatrice alla Camera per il disegno di legge sul settore, il presidente di Assobotteghe, Massimo Renno, il presidente di Equo Garantito, Giovanni Paganuzzi, e il presidente di Fair Trade Italia, Giuseppe di Francesco, avevano evidenziato il rischio di un ennesimo stop nel travagliato iter della normativa di settore: un'elaborazione durata oltre un decennio, che nel marzo 2016 era però approdata all'approvazione in prima lettura (a larga maggioranza) alla Camera dei deputati. Ma che da allora attende di essere inserita nel calendario del Senato per l'approvazione definitiva.
L'avvicinarsi della conclusione della legislatura rende sempre più urgente questo passo, che farebbe dell'Italia un'avanguardia, in Europa, e che rappresenterebbe un accenno di svolta - marginale solo in apparenza - anche nelle politiche comunitarie in materia economica.
Per ottenere questo obiettivo è stata dunque scritta la lettera aperta "100 SINDACI per il commercio equo e solidale", che ha come primo firmatario Paolo Brivio, sindaco di Osnago, promotore dell'appello, il quale ha trovato il consenso di molti primi cittadini lecchesi, lombardi e infine di tutta la Penisola, unendo grandi città (Milano, Bologna, Catania) e significativi capoluoghi di provincia (Lecco, Bergamo, Varese, Treviso, Ferrara, Macerata e Vibo Valentia), cittadine popolose e minuscoli paesi, nella consapevolezza che il commercio equo e solidale mette in relazione feconda i centri e le periferie.
A fronte di questa valanga di consensi qualificati, Assobotteghe, Equo Garantito e Fair Trade Italia hanno chiesto un incontro con Paolo Gentiloni, confidando «nella possibilità che un Suo intervento possa essere risolutivo e sbloccare una situazione di stallo al Senato che vanificherebbe l'importante risultato raggiunto».
I 102 sindaci (di ogni schieramento) hanno inteso sostenere e promuovere l'affidabilità e la positività del commercio equo e solidale, definito nella lettera «esempio di partnership attiva per il perseguimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile». Una credibilità che primi cittadini e semplici cittadini constatano ormai, nei territori italiani, da tre decenni. «Il commercio equo e solidale - sintetizza Paolo Brivio - rappresenta non solo un'occasione per modificare i nostri comportamenti di consumo, ma soprattutto per renderli più consapevoli e critici. Le botteghe sono inoltre fulcro di un volontariato qualificato, capace di animare i cittadini, ricordando loro che anche gli atti di consumo sono atti "politici" e di cittadinanza, da esercitare nella prospettiva della solidarietà e della sobrietà. Il movimento dell'equosolidale, infine, ci consente di accostarci in modo umano e concreto al tema delle migrazioni, che interpella oggi più che mai le nostre comunità. Aiutandoci a conoscere e sostenere protagonisti alternativi (piccoli produttori, cooperative comunitarie, imprese locali attente alla sostenibilità ambientale) ai meccanismi di sfruttamento che caratterizzano molte filiere produttive e commerciali transnazionali, il commercio equo e solidale ci aiuta a declinare in modo non rozzo ed egoistico, ma nel segno della giustizia, il tanto sbandierato principio "aiutiamoli a casa loro"».

Per i parlamentari il tempo è ormai poco, ma per il paese il tema è decisivo: i sindaci, ogni giorno vicini alla gente, lo sanno.

Osnago, 4 dicembre 2017

In allegato
  • Lettera delle organizzazioni dell'equosolidale al presidente Gentiloni CLICCA QUI
  • Testo del disegno di legge approvato alla Camera CLICCA QUI e scheda di sintesi CLICCA QUI
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco