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Scritto Venerdì 17 novembre 2017 alle 18:55

Merate: sessualità e affettività, quando internet è un educatore più ''disponibile'' dei genitori

In un Auditorium stracolmo si è tenuto ieri sera presso il Palazzo comunale di Merate l'incontro conclusivo del ciclo "S.O.S. Adolescenti", organizzato dall'associazione Dietro La Lavagna.


Dalle 20.45 si è dato il via al dibattito dal titolo "Educazione affettiva e sessuale nell'era dei nativi digitali", per parlare di come accompagnare i figli durante le tappe del loro processo di crescita in un'attualità dove è più facile sanare i propri dubbi sul web piuttosto che parlarne con mamma e papà. Per prima è intervenuta Patrizia Riva, Presidente di Dietro La Lavagna: "L'avvento della tecnologia ha cambiato i parametri del processo dell'avvicinamento sessuale degli adolescenti, ora basta un click per accedere a contenuti difficili, importanti e complicati per i ragazzi. Questo determina una sessualizzazione precoce e comportamenti che se non gestiti in maniera corretta da noi adulti rischiano di sfociare in patologie" ha affermato, per poi presentare il relatore, Alberto Pellai: "psicoterapeuta dell'età evolutiva, ricercatore presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Milano, docente di Educazione Sanitaria e Prevenzione e ideatore del progetto Porcospino per la prevenzione all'abuso sui minori, oltre che autore di diversi libri per adulti e bambini. Nel 2004 ha anche ricevuto dal Ministero della Salute una medaglia d'argento al merito per la sanità pubblica."

 

Ha dunque preso la parola il dott. Pellai: "Credo che sia importante rispetto al tema di questa sera ripercorrere la storia da cui veniamo: il silenzio rispetto al tema della sessualità, di cui spesso siamo stati protagonisti e il fatto che a molti di noi è mancato nella relazione con gli adulti di riferimento la possibilità di capire cosa significa ricevere una buona educazione affettiva e sessuale da parte dei genitori."

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Al contrario di allora, gli adulti d'oggi si trovano ad educare in un contesto in cui i ragazzi vivono a stretto contatto con la tecnologia e ciò non può che comportare delle conseguenze: "Io ho quattro figli" ha continuato lo psicoterapeuta "e se c'è una cosa che ho notato è che fondamentalmente hanno da giocarsi tutte le stesse identiche sfide che anche io avevo alla loro età: il tema del corpo, della sessualità, dell'aprirsi al mondo e ai propri pari, di iniziare ad avere autonomia e del tenere a distanza noi genitori. Rispetto al tema della sessualità però è davvero cambiato tutto. Le sfide sono quelle ma il mondo in cui i nostri figli vivono è cambiato tantissimo e ha accelerato in modo incredibile il contatto che i nostri figli hanno con immagini e contenuti e che effettivamente mette a rischio i loro processo di crescita. Come genitori noi non possiamo rimanere indifferenti e soprattutto non possiamo pensare di costruire intorno a questi argomenti la dimensione del silenzio."

Il dr. Alberto Pellai


Le problematiche dell'adolescenza sono dunque rimaste le medesime, ma è cambiato il modo di gestirle: "Molti di noi andavano a cercare sul vocabolario le parole proibite, quelle di cui non si potevano chiedere i significati a mamma e papà. In questo momento quando un bambino ha un dubbio la prima cosa che fa è indagare tramite il motore di ricerca sul computer o sullo smartphone. Quando le curiosità però hanno a che fare con la sessualità i nostri figli entrano in contatto con materiale che non è adatto a loro: basti pensare che mia figlia di 9 anni potrà ricevere da Internet le stesse risposte che riceve il mio primogenito di 17 e sono risposte tutt'altro che educative perchè frequentemente rientrano nella pornografia."

Alberto Pellai e Patrizia Riva

Per evitare che gli adolescenti si imbattano in contenuti poco adatti alla loro età sarebbe auspicabile che siano i genitori stessi a dare loro le risposte che cercano, ma spesso non è così. Anzi, accade che proprio loro evitino il discorso: "Noi siamo figli di genitori spaventati e spaventanti: ci hanno passato il concetto che in merito al tema della sessualità, sebbene fossero aperti su qualsiasi altro argomento, non si poteva parlare, lo respingevano ed è questo quello che noi abbiamo assimilato." Chiaramente di fronte al silenzio degli adulti i giovani devono trovare un'alternativa: "L'online è probabilmente l'educatore più disponibile e accessibile, ma anche il meno educativo che i ragazzi hanno a disposizione."


Se la prima cosa che i ragazzi trovano online cercando risposte sull'affettività è la pornografia si corre un grave rischio di come possono poi concepire questo mondo: "la sessualità dovrebbe essere un dispositivo che impariamo a mettere a disposizione del progetto emozionale e relazionale e di costruzione di intimità che noi generiamo con una persona al nostro fianco. Nella pornografia non c'è costruzione di progressiva intimità. I ragazzi vedendo queste cose si domandano se poi dovranno comportarsi così." Ma la pornografia non è l'unico rischio in cui ci si può ritrovare nell'età dello sviluppo, specialmente per le ragazze: "Sexy e disponibile è un copione che viene tanto proposto alle ragazze e non solo su internet. L'imbroglio è che si continua ad accumulare stereotipi che apparentemente costruiscono il copione della popolarità in un contesto dove gli adulti commentano poco e fanno poche domande e di conseguenza si rimane in balia di un curriculum di questo tipo."

 

I messaggi con cui sono bombardati i bambini e gli adolescenti online al giorno d'oggi fanno spesso riferimento alla sessualità, ma per loro, se non c'è un supporto da parte dei genitori, rimangono contenuti privi di significato: "Facciamo entrare molte cose che non sono a fasi specifiche nell'assenza totale di significato. È faticoso fare i genitori oggi. Ci sono tante sfide in un territorio che non conosciamo bene, ma è importante che i nostri figli sentano che noi siamo proprio il posto giusto dove avere risposte" ha concluso il dott. Pellai. In chiusura del dibattito si è dato spazio ai quesiti dei genitori presenti in sala, grazie ai quali si sono potuti approfondire molti aspetti dell'educazione all'affettività all'interno delle mura di casa. Infine si è ricordato il flash-mob in programma per il 25 novembre: in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne alle ore 11 in piazza Prinetti a Merate, si srotolerà sopra le teste dei presenti un grande striscione rosso con la scritta "Ora basta".
Federica Frigerio
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