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Scritto Mercoledì 15 novembre 2017 alle 08:07

Merate: sabato 18 l'open day dei corsi al ''Collegio Villoresi''


Sabato 18, alle ore 10.00 è previsto l'Open Day per tutti e tre i settori che animano il Collegio Villoresi di Merate: la Scuola dell'Infanzia, la Scuola Primaria e la Secondaria di I grado. Ne parliamo con il prof. Stefano Motta, che da due anni e mezzo, lo guida.

La parola "collegio" evoca fasti antichi e antichi pregiudizi - in parte rinfocolati dal reality ambientato a Celana e recentemente passato sulle reti RAI. Cosa significa oggi essere un "collegio"?
Il termine oggi va inteso in senso differente rispetto al significato di "convitto" che una volta era automaticamente appiccicato. O addirittura di punizione: "Ti spedisco in Collegio", si diceva ai Giamburrasca ingestibili. Essere un Collegio oggi significa due cose: -          appartenere alla rete dei collegi arcivescovili della Diocesi di Milano. Essere scuola cattolica con la C maiuscola, diretta emanazione della pastorale dell'arcivescovo. Così noi, a Merate, costola del più grande Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, cugini del Collegio Volta di Lecco, del San Carlo di Milano, del Castelli di Saronno, del Rotondi di Gorla, del Ballerini di Seregno, del De Filippi di Varese; -          coltivare la dimensione "collegiale" del fare scuola, abbracciare quei campi di esperienza che vanno oltre il tempo segnato dal suono della campanella. Molte proposte ormai sono momenti imprescindibili nel corso di un anno scolastico fanno convivere in sé la dimensione didattica con quella educativa: i "Tre Giorni Verdi" a Mezzoldo, la Giornata Bianca sulla neve, il musical prodotto coi ragazzi, l'animazione sportiva pomeridiana dicono di una scuola che davvero vuole essere una seconda casa per tutti.


Il dr. Stefano Motta
Ha accennato prima all'impostazione cristiana del vostro istituto: può spiegare meglio?

Essere una scuola di ispirazione cattolica oggi non significa essere una scuola confessionale: il Collegio Villoresi è aperto a tutti: anche a chi, pur professando un credo religioso diverso, è disposto a confrontarsi con la provocazione del Vangelo. Poi l'impronta cristiana è ovvia e convinta, nello stile, anzitutto, prima ancora che nei contenuti. Le racconto questo aneddoto: l'estate scorsa avevo a casa mia dei muratori per ristrutturare i garage. Ovviamente mio padre, da buon pensionato, controllava. Al mio ritorno, una sera, mi dice: "uno dei due muratori perde un sacco di tempo; quell'altro sì, invece, che lavora da cristiano". "Papà - gli dico io - guarda che Yusuf è pakistano: è musulmano". "Fa niente: t'è capì istsèss". In effetti è così: fare le cose "da cristiani" significa lavorare bene: iniziare le lezioni con puntulità, far fruttare ogni minuto della giornata, programmare e rendere conto agli studenti e alle famiglie in modo trasparente, garantire la funzionalità delle strumentazioni tecnologiche, garantire la professionalità e il valore dei docenti, mangiare bene - anche. Lo so di dire cose che dovrebbero essere ovvie, ma dietro ogni piccolo aspetto di una scuola c'è tanto lavoro silenzioso e nascosto che permette poi che tutto fili liscio. Poi non manca la preghiera a inizio di giornata, il ringraziamento a pranzo, la S. Messa di inizio anno e la valorizzazione dei tempi forti (Avvento e Quaresima), come un profumo che tutti possono sentire.


Che ruolo ha una scuola privata oggi, nella temperie continua di riforma del sistema scolastico?

Il termine "privato" è fuorviante. Il sistema scolastico pubblico italiano si articola nella scuole statali e nelle scuole paritarie, come noi, chiamate a rispettare gli obiettivi e gli standard fissati dal Sistema Pubblico di Istruzione, elaborando un progetto formativo in armonia con la Costituzione e un POF (Piano dell'Offerta Formativa) conforme all'ordinamento scolastico. E facendo anche molto di più, si spera.


Per esempio? Quali sono gli aspetti in cui ritenete di distinguervi o di eccellere?
Diciamo che ci sono alcuni aspetti che storicamente ci stanno maggiormente a cuore: lo studio delle lingue come trampolino per il futuro, anzitutto. L'inglese proposto sin dalla Scuola dell'Infanzia e poi valorizzato attraverso il percorso cosiddetto "veicolare", con docenti madrelingua. L'inglese diventa il veicolo per imparare in modo diverso l'arte, la geografia e le scienze, e queste materie sono a loro volta un veicolo per imparare meglio la lingua. La dotazione tecnologica garantisce in tutte le aule la presenza di una LIM, il portale scuola-famiglia consente un assiduo scambio di informazioni e materiali, il Progetto "College" ha rivoluzionato la Scuola Secondaria, innestando novità di valore. In tempi di bulimia digitale, la vera rivoluzione è forse avere il coraggio di fare un passo indietro. Per questo più che sulle strumentazioni abbiamo investito sul metodo: ogni materia ha la propria aula dedicata, ogni aula ha il proprio stile, secondo quanto lo statuto epistemico della materia richiede e il talento del docente suggerisce, sono gli studenti e non i docenti a spostarsi nelle aule per le lezioni, un po' come nei campus americani e un po' come nelle università del medioevo: spesso la LIM rimane spenta, i banchi (o i cuscini, per gli alunni di prima elementare) sono in cerchio, l'insegnante legge ad alta voce un libro. Ridare voce ai classici è forse la vera rivoluzione.
S.V.
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