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Scritto Lunedì 06 novembre 2017 alle 08:48

LUDOPATIA E SOLUZIONI CONCRETE: AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

L'avvocato Antonino Crea
Nell'ambito delle politiche di tutela delle cosidette fasce deboli, nel 2004 con la legge 9 gennaio 2004 n. 6, è stato novellato il Codice Civile introducendo la figura dell'amministrazione di sostegno, la cui disciplina è contenuta negli artt. 404 - 423 C.C.
Inizialmente tale figura è stata concepita come uno strumento per fornire aiuto a tutte quelle persone, più spesso anziane, che pur conservando una certa capacità di intendere e volere che impedisce quindi l'utilizzo di istituti più invasivi quali l'interdizione o l'inabilitazione, si trovano in difficoltà nello svolgimento delle piccole e grandi incombenze quotidiane: percepire la pensione, effettuare pagamenti per utenze domestiche, provvedere alla cura della propria persona, ecc..
In questi casi è solitamente un familiare ad assumere tale ruolo, dopo aver formulato espressa richiesta al Giudice Tutelare, viene nominato Amministratore di Sostegno e gli vengono conferiti tutti i poteri necessari per espletare il proprio compito, oltre all'onere di presentare un rendiconoto periodico che giustifichi ogni movimento relaivo alle spese sostenute in favore dell'amministrato..
Tuttavia negli ultimi anni si è assistita ad una evoluzione dell'istituto in commento e sempre più spesso si è cercato di sfruttarne le potenzialità anche per altre situazioni che, pur non potendosi strettamente correlare ad una diminuita capacità di intendere per cause fisiologiche, certamente coinvolgono persone che non sono pienamente in grado di occuparsi di se stesse in modo responsabile e non autolesionistico. Mi riferisco in particolare a tutti qugli individui affetti da ludopatia o giocatori compulsivi come vengono più spesso chiamati.
Il riconoscimento della ludopatia come vera e propria malattia che compromette gravemente la capacità di di chi ne è affetto, risale al 2012, quando con il c.d. Decreto Balduzzi (D.L. 158/12) si è deciso di inserire la ludopatia tra i LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, con la conseguenza che il Servizio Sanitario Nazionale è ora obbligato ad offrire qualsiasi tipo di supporto a chi è affetto da tale patologia comportamentale.
In controtendenza rispetto a tale riconoscimento a livello clinico, si pone l'intervento dello Stato che, assumendo solo apparentemente una posizione per così dire repressiva, con una serie di interventi legislativi a far data dal 2005, ha deciso di regolamentere accentrando in capo al Monopolio di Stato la gestione delle concessioni riferite alla gestione delle scommesse, ai siti di giochi on line e alle macchinette slot machine che chiunque di noi può tristmente veder brillare in ogni bar del paese.
Il concreto rischio per chi è affetto da ludopatia è quello di disperdere, distruggere, il proprio intero patrimonio e molto spesso le famiglie si trovano del tutto impotenti non riuscendo a contenere gli eccessi del giocatore compulsivo. In questi casi allora può senz'altro aiutare la nomina di un amministratore di sostegno, preferibilmente esterno alla famiglia, ponendosi come stumento efficace che tuttavia non lede la dignità dell'amministrato. Di fatto il beneficiario dell'amministrazione non potrà più disporre liberamente delle proprie sostanze, sarà invece l'amministratore nominato a decidere quali spese si rivelano necessarie e a porre limiti di spesa, settimanali e mensili; l'amministratore poi potrà concretamente intervenire per la rieducazione del giocatore compulsivo assicurandosi che vengano rispettati gli impegni con i Servizi Socio Sanitari quali il SERT (che si occupa di tutti i tipi di dipendenza) e con le numerose realtà di autoaiuto come i Giocatori Anonimi.
Come si può richiedere la nomina di un amministratore di sostegno?
la domanda deve essere presentata direttamente al Giudice Tutelare presso il Tribunale del luogo in cui il beneficiario vive abitualmente, a cura dell'interessato nonostante sia incapace, oppure per iniziativa dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado (genitori, figli, fratelli o sorelle,nonni, zii, prozii, nipoti, cugini), dagli affini entro il secondo grado (cognati, suoceri, generi, nuore), dal tutore o curatore e dal Pubblico Ministero. Anche I responsabili dei servizi socio sanitari e sociali possono presentare domanda laddove siano venuti a conoscenza di circostanze che richiedano tale tipo di interveno;
viene scelto, preferibilmente, nello stesso ambito familiare del beneficiario (coniuge non separato, una persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella, e comunque un parente entro il quarto grado). Se necessario può nominarsi amministratore una persona estranea, come pare consigliabile nel caso della ludopatia atteso che molto spesso questa patologia implica gravi compromissioni delle dinamiche familiari;
E' importante che sia sussita un interesse attuale e concreto al compimento di atti che il beneficairo non potrebbe compiere da solo nel breve/medio periodo. Non è quindi sufficiente che la persona interessata sia incapace;
il Giudice Tutelare, fissata apposita udienza alla quale dovrà partecipare anche l'interessato, emanerà un decreto con il quale autorizzerà o meno la nomina dell'amministratore di sostegno, definendo i poteri e gli oneri di rendiconto periodico del medesimo.

La ludopatia è un problema molto grave che purtroppo sta conoscendo un'ampia diffusione; chiedere aiuto è l'unico modo efficace per contenere tale triste fenomeno e per questo, oltre agli strumenti che oggi ci fornisce l'ordinamento giuridico grazie all'amministrazione di sostegno, è importante cercare anche un sostegno specifico: http://www.giocatorianonimi.org/lombardia.html


Redazionale a pagamento a cura dello

Studio Legale Crea

Via IV Novembre n. 27/29 - Ronco Briantino (MB)

www.studiolegalecrea.net






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